martedì 31 luglio 2012

Tony Tammaro - Tutto tony tammaro


















LISTA DELLE TRACCE AVANTGARDE VOL.1
  1. Patrizia
  2. Il parco dell'amore
  3. Scalea
  4. E v'a facite appere
  5. Volo di un cazettino
  6. Tiene 'e ccorna
  7. Fidanzati in casa
  8. Foto di gruppo
  9. Al cafone
  10. Restituiscimi il mio cuore
  11. A casa per le sette
  12. U strunzu
  13. Quelli con la panza
  14. Michè
  15. La pubblicità
  16. Aerobic tamar dance
  17. 'o Sacchetto
  18. Ciakkami
  19. Come
  20. U curnudu
  21. Mio marito
  22. Teorema
  23. Chat line
  24. Chiatta
LISTA DELLE TRACCE EXPERIMENTAL VOL.2
  1. O' Trerrote
  2. La villeggiatura
  3. Serenata cell
  4. Mio fratello fuma scrock
  5. Se potrei avere te
  6. Il mozzarellista
  7. Bottana
  8. Pronto marì
  9. Torregaveta
  10. Tango dei tamarri
  11. Dint' a villa
  12. Casa cascella
  13. Alla fiera dell'est
  14. Un'altra guerra
  15. 'A Cinquecento
  16. L'animale
  17. Si piglio 'o posto
  18. Anni '60
  19. Ballerino
  20. Nella vecchia fattoria
  21. Samba du gassu
  22. Puzzulan rap
  23. Karaoke
  24. Il rock dei tamarri
Ebbene sì, 48 canzoni a solo 19.900 lire.
Se pensate che a napoli negli anni '90 andavano forti i nirvana o gli eiffel '65, evidentemente non ci siete mai stati. 
Su bjorko dio approda il primo album che ha fatto più copie vendute dai marocchini di piazza garibaldi che dai negozi di dischi, il manifesto di una generazione ormai scomparsa in diversi gironi infernali che comprendono hipster, truzzi (via d'estinzione), bm, e tutta la melma umana che affligge il mondo: il manifesto del tamarro, che da napoli a roma a milano massacra il popolino con la sua presunta superiorità, andandosene in vacanza a scalea e salendo sul traghetto senza fare il biglietto.
Tra registrazioni terrificanti che sembrano fatte su guitar pro, e canzoni acustiche da spaghetti rock 'n roll che buttano nel cesso tutta la musica che spopolava (?) nell'internazionale, dallo shoegaze al post-rock, al grunge al post-grunge al postgaze al postino che suona sempre due volte.
Il napoletano non ha mai avuto bisogno di ascoltare musica colta, non ha mai avuto bisogno di immedesimarsi in un eroe nazionale o internazionale.

Il napoletano il capolavoro ce l'aveva sotto casa. 
Sul telo del cinese che vendeva i dischi contraffatti. E quel capolavoro aveva un volto. Lo stesso volto che state visualizzando in questo momento, su questa pagina internet.
Prendete l'album, mettetelo su un CD graffiato, e mettetevelo nella seicento mentre portate la ragazza nel posto più romantico della vostra città.
All'attacco del cd, alla prima nota di patrizia, il vostro cuore si scioglierà.

Perché questa è la nostra estate, a baia domizia, mangiando la fritattina di maccheroni.
Perché noi siamo umili. E ci facciamo quattro risate. E lo humour inglese non ci tange. 

Se non l'hai mai conosciuto, conoscilo!
Tutto tony tammaro è forse l'unico must della storia della musica italiana.



Ne approfitto per salutarvi! Noi di bjorko dio andiamo a farci un vacanzone a berlino a dare un'occhiata alla scena post-industriale.
Col cazzo, birra e figa. (Clara non è vero, poca birra e niente figa, è solo per farlo credere a quelli che mi leggono)
Ci rivediamo il 7!

RAPIDSHARE È MITTELEUROPEO


1999, Tamarradio

lunedì 30 luglio 2012

Dædal Sphallðlalia - Lost consciousness


















LISTA DELLE TRACCE HM CHE BELLA COPERTINA
  1. Ebefrenia
  2. Upheaval
  3. Oozing
  4. Ultima
  5. Ultima (Bonus Uncut)
  6. Higgs boson (Bonus)

Cos'è quest'album.
Ci sono due modi per affrontarne l'ascolto, che danno due risultati completamente diversi del verdetto critico: ascoltando solo i primi quattro brani, o ascoltando tutte e sei le tracce senza interruzione, senza nemmeno capire quand'è che si passa da un brano all'altro.
Da Ebefrenia ad Ultima, la release si presenta come un desolato esperimento droneggiante e deserto (non desertico, attenzione) che sfiora la membrana del timpano senza mai acquisire incisività particolare; una chicca per gli amanti del drone/ambient estremo, che tende al lowercase e che gioca su silenzi e bordoni slabbrati e meditativi.
Ma, in my humble opinion, il divertimento arriva solo quando all'ascolto si aggiungono le due bonus track, l'allungatissima Ultima che da 14 diventa di ben 26 minuti, una vera e propria suite del silenzio, e Higgs boson, un breve carillon noise che spezza completamente il non-ritmo che durante l'ascolto ha non-tartassato il nostro udito - una vera e propria sorpresa, inaspettata e bastarda al punto giusto, come piace a noi: la musica dopo il silenzio.
Ad ogni modo la desolazione viene affrontata con una grande maestria del minimalismo, e anche solo ascoltare le prime quattro tracce può rivelare qualcosa.
A volte basta ascoltare il sottofondo, per capire. 

Bella prova per questa one man band che non so pronunciare.
Ascolturatevi.


SENDSPACE. COS'È? BOH.

2012, indipendente

venerdì 27 luglio 2012

Cold Body Radiation - Deer Twilight


















LISTA DELLE TRACCE CON LE CORNA MENTRE IL SOLE TRAMONTA

1.  Deer Twilight
2.  Make Believe
3.  The Night Reveals
4.  Shimmer
5.  Change of Page
6.  Concept of Forever
7.  Yes, Maybe The Stars

Partiamo da un fakesillogismo facile da comprendere.


Cervi = Cose Belle
Blackgaze = Cose belle
Blackgaze con i Cervi = Figate apocalittiche



Quindi blackgaze. Un po' il mio pallino per tutta questa decade qua, nel caso non fosse stato colto. Quindi cos'hanno da offrire questi qua rispetto alla scena francese? O agli americani della enemieslist? Anzitutto il compare M è Olandese. Che questo significhi che sta uscendo fuori una scena blackgaze negli altipaesibassi, non lo so. Sarebbe fighissimo ma lo ignoro. Il suono è più simile a quello dei primi gruppi shoegaze anni '80 che all'EQ grassoccio e chiaro di Alcest/Les Discrets, o quello spietatamente ruvido di Planning For Burial e Have A Nice Life. Fondamentalmente sì, chi ha scritto quest'album è un appassionato della prima ondata di shoegaze. E apparentemente anche di cervi. E di tramonti. E apparentemente in queste due immagini riesco a farci stare alla perfezione come mi immagino i suoni dell'album. Cervi d'aria rarefatta che corrono per foreste al neon, giusto per sopravvivere alla pesantezza dei tramonti. Quest'album è allegramente triste. O [inserire ossimoro]. Sta di fatto che è molto bello, e che evviva evviva il blackgaze in ogni sua forma e dimensione.



MEDIAFIRE VIVA I CERVI

2011, Dusktone

giovedì 26 luglio 2012

Poliça - Give you the ghost



















LISTA DELLE TRACCE WANM FRA PARE PARANORMAL ATTIVITY
  1. Amongster
  2. I see my mother
  3. Violent Games
  4. Dark star
  5. Form
  6. The Maker
  7. Lay your cards (Ft. Mike noyce)
  8. Fist, teeth, money
  9. Happy be fine
  10. Wandering star (Ft. Mike noyce)
  11. Leading to death
Premettiamo un paio di cose a questa recensione.
Questo non è certamente l'album dell'anno. E i giudizi di Justin vernon non contano niente, per quanto mi riguarda.
Ma ad un'analisi lucida quest'album è davvero pieno di sorprese, e tecnicamente rasenta la perfezione.
Raramente ho visto una voce femminile da R&B accompagnata da una tale complessità strumentale, da una tale creatività musicale, da una sezione ritmica audace e da far invidia ai bloc party
La voce di Channy leneagh, piena di riverbero, sprofonda nell'elettronica tribaleggiante che nasce dalla reazione di scale di basso vintageose, percussioni rapide e mai ripetitive, synth grossi e tamarri che ogni tanto danno il cambio a giri orchestrali che tessono melodie scontate ma azzeccatissime.
Ad ogni modo il risultato della reazione è un soul che puzza di new new wave che è una corrente musicale che non esiste, ma tanto siamo tutti indie quindi non ci son più indie.
Il problema è che sto avendo un rapporto complicato con questo album. Perché non capisco se mi piace o meno. Mi sarò abituato agli EP?
Comprendo perfettamente che è un bell'album, ben fatto, sicuramente non rivoluzionario ma di qualità.
Ma mi annoia. Non riesco a fare a meno di annoiarmi.

E questo significa che questo fantastico albumoftheyear finirà nel mio hard disk dimenticato da Dio e dagli uomini.
Ed il problema è proprio lo sua quasi-perfezione.
Saranno gusti, ma che palle, torno a sentirmi l'imperfettissimo I am a lake of burning orchids che però mi fa piangere come un bambino.

TURBOBIT È STUFO DI QUEST'INDIE BORGHESE E PER RIMEDIARE VI CAGA IN FACCIA

2012, Totally Gross National Products

domenica 22 luglio 2012

Various artists - The robots riot: poltron invaders 2



















LISTA DELLE TRACCE POLACCHE
  1. Reconstruction
  2. It's time
  3. Dark Bass
  4. Fatal error
  5. Central station
  6. We R maschina
  7. Ghostly track
  8. False personality
  9. Man vs Machine
  10. Mindfull
  11. Level 1
  12. Miss your pussy want your tits
  13. Distorted
  14. Raw
  15. 8 bit performance

Che cos'è quest'album se non una COMPILATION DI MUSICA ELETTRONICA POLACCA.
In particolare, la seconda parte di un progetto di invasione della terra cominciata con questa release, che non ho voluto recensire perché è a pagamento.
Buffo, vero? Qualche decennio fa stavano tutti a invadere la polonia, e adesso la polonia ha intenzione di invadere la terra.
Lo scopo di questi due album, a quanto pare, è avere "the proof that polish electro scene exists", la prova che la scena electro polacca esiste effettivamente. E come prova, direi che ci basta e avanza. E ci fa anche venire dei pruriti che non vi dico, ora ho una discreta voglia di fare incetta di musica polacca.

E così, giovinetti, vi dico: date un'occhiata a questa scena perfettamente riassunta in due-tre ore di musica, claustrofobica e robotica, una purga infernale digitale, sempre uguale ma mai scontata: una situazione da campo di concentramento che sboccia nell'opera di ognuno degli artisti presenti nella compilation, alienante e industriale.
Questa è la "No Warsaw", per dirla alla Braianìno.
Buono studio a tutte voi fichette nate dopo il crollo del muro.

BANDCAMP VI CHERNOBYLEGGIA TUTTI ANCHE SE SE QUELLA È L'UCRAINA MA TANTO ALLA FINE SEMPRE ALLE CAMERIERE DELLA NONNA PENSI

2012, Elektropunkz records

venerdì 20 luglio 2012

Ionnsaich - Va. and Vn. Learn, Teach

 



















LISTA DELLE BLAAAURGH ACUSTICHE

1.  Celestial And Textual Signs
2.  Lady of Lawlor
3.  Will We Heed
4.  Despairing

E quindi i compari degli Wreck And Reference ci mandano le richieste di recensioni e io faccio "yay". Ionnsaich è una parola gaelica che vuol dire sia imparare che insegnare. Ionnsaich è anche un tale che si è fatto registrare il suo primo album da Ignat degli W&R. Ce lo ha presentato come un album di black metal acustico. La cosa buffa è che io per black metal acustico mi aspettavo una roba alla Alcest/Celeste/Les Discretes, e invece. E invece la gente è bella e fa di tutto per sorprendermi. Questo è Black Metal acustico, letteralmente. C'è solo il suono nudo di una chitarra acustica e una voce che urla i testi, nient'altro. Un rito druidico fra alberi grandi come suoni, che non lasciano filtrare nulla se non una buissima luce. Tutti i fronzoli sono stati ridotti al nervo, più che all'osso . Il suono di quelle foreste tanto care ai gruppi blemmetal, che non viene intaccato da alcunché. La purezza era una fissa di tutta la prima scena norvegese, un'onestà a tutti i costi, sonora e morale. Qua ne si sfiora l'essenza. 

MEDIAFIRE NELLE FORESTE

giovedì 19 luglio 2012

Hypoikon - Commonesque


















Lista delle tracce senza caps lock. Con molta calma.
  1. Chanson de mai ('12 rmx)
  2. Nuquest
  3. Cernysnih rise up
  4. Moistnessdrop
  5. Song of persistence
  6. Aphilibrium
Ho sempre molta difficoltà a recensire cose che mi entrano in testa a volume basso, è come se, una volta ascoltato l'album, i suoni mi scivolassero via dalle orecchie a mo' di cerume sudaticcio. Questo perché sono un tamarro, e tutta questa finezza non fa per me. E anche perché il rapporto che ho con questo tipo di musica è piuttosto intimo, soggettivo, e non mi va di sbandierarlo al mondo intero.
Ma ci proverò lo stesso.

Hypoikon è un progetto tutto italiano: "un collettivo di media designer attivo nel campo della progettazione multimediale e interattiva".
Che significa? Che mettono i pezzi nei musei così la gente si fregia della sciccherìa? Boh!

Dunque sto ascoltando una release decontestualizzata? Commonesque è un aggeggio sussidiario da accostare ad un panorama che non avrò mai davanti? Preferisco pensare di no e vado avanti nell'ascolto, devo dire terribilmente rilassante e, in alcuni casi, piacevolmente sorprendente. Come quando ti stai addormentando e poi abbandoni definitivamente il dormiveglia perché i rumori del vetro ti fanno cagare sotto. 
La sensazione è più o meno la stessa: ho ascoltato queste sei tracce una mezza dozzina di volte, finché ho capito che l'attitudine con cui dovevo spiare la struttura dell'opera era prettamente onirica.
Non avendo io l'appiglio del visual, ho dovuto inventarmi un ambiente in cui rappresentare ciò che sentivo.

E ho visto cose molto carino, che non sto qui a raccontarvi. Convergenti con le dolcissimi percussioni di ogni brano, le armonie chill, e il mini-noise di base che condisce la progressione sottomarina dell'album con i tipici sfrigolii, trasformati in questo progetto in qualcosa di minuscolo, follettesco ed etereo.
Fatemi un po' sapere cosa vedete voialtri.


Qui c'è il free download

2012, Ephedrina netlabel

mercoledì 18 luglio 2012

Patti smith - Banga


















LISTA DELLE TRACCE CON SESSANTACINQUE ANNI TIPO
  1. Amerigo
  2. April fool
  3. Fuji-san
  4. This is the girl
  5. Banga
  6. Maria
  7. Mosaic
  8. Tarkovsky (The second stop is jupiter)
  9. Nine
  10. Seneca
  11. Contantine's dream
  12. After the gold rush
Banga è il cane di ponzio pilato ne "il maestro e il margherita", e Patti smith chissà perché decide di farci su un album di tributi. Tributi ad amy winehouse, a johnny depp, ad amerigo vespucci, mazinga, persone del tutto casuali che vengono sciolte in un calderone di citazioni formato da 12 canzoni che non sforano quasi mai la forma-canzone. L'approfondimento di quest'aspetto lo potete trovare su rockol o ondarock, io sono qui per parlare d'altro.
Nella critica musicale c'è una specie di dogma, una barriera magnetica che impedisce ad un recensore di valutare con la stessa ottica il quinto ed il secondo album di un artista rock. O anche il sesto e il primo.
La decadenza della maturità, a quanto pare, arriva più o meno con tutti, tranne quelle poche eccezioni rappresentate da geni assoluti come Zappa o, perché no, gli ultimi Beatles.
Dopo il quarto/quinto album, orientativamente, la persona a cui guardiamo non è più una stella nascente, davanti a sé non ha più un cammino promettente, ma ha già lasciato il suo segno nella storia della musica. E se non è riuscito a superare il 7/10 o le tre stellette, non merita neanche di essere trattato bene.
Discorso diverso per le star, quei gruppi o quei cantautori che piacciono a scaruffi o a bertoncelli o a pitchfork o a qualunque altro DB di recensioni. 
Quando una star raggiunge la maturità completa, la vecchiaia, le webzine specializzate, cosa che abbiamo fatto anche noi con springsteen, la circondano di una nebbia di rimembranza e nostalgia, di "ultimo" accento posto nella propria carriera, di eroico riappropriarsi della propria identità.
Come se applaudissimo sorridendo a quel vecchietto che nell'ospizio, in occasione del compleanno della Giovanna, ci regala la sonata in Si minore di liszt. 

La verità è che abbiamo molta paura.
Abbiamo molta paura di ammettere che un album come Banga è due spanne sopra la maggior parte delle cantautrici dell'ultima decina d'anni.

Abbiamo molta paura di ammettere che se Zola Jesus o Florence producessero un lavoro del genere le osanneremmo gridando al capolavoro post-vintage. 
Abbiamo tanta tanta paura di pensare che vecchi massi della storia della musica come Patti Smith e Tom Verlaine possano essere scagliati a tutta forza nella scena internazionale e spaccare il culo a tutte le cantautrici e a tutti i chitarristi che recensiamo.
Sia chiaro, non è l'album migliore di patti smith, non è l'album migliore dell'anno, non è l'album migliore tra le cantautrici degli ultimi 10 anni.
Ma è un cazzo di bell'album. 
Quindi ascoltatelo, e riflettete. La vecchiaia non significa niente.

PS: La copertina fa pure pendant con lo sfondo del blog, eccheccazzo!


TURBOBIT NON SIGNIFICA NIENTE

2012, Sony

martedì 17 luglio 2012

Ufomammut - Oro: Opus Primum


















LISTA DELLE ORCODDIO UN MAMMUT VOLANTE

1.  Empireum
2.  Aureum
3.  Infernatural
4.  Magickon
5.  Mindomine

Se fossi un filantropo pieno di soldi e Moebius fosse ancora vivo gli chiederei di disegnare la musica degli Ufomammut.

Gli Ufomammut. Anche loro fra i primi gruppi ad essere recensiti su questa amena landa del uèbduepuntozzero. La formazione è rimasta la stessa dei dischi precedenti, sempre i tre moschettieri del doom tribale, Urlo, Poia, Vita. Due anni di carburazione. Per fare cosa? Per preparare un altro viaggio. E per viaggio intendo trip, ma anche viaggio. Mentre Eve era effettivamente un viaggio temporale, un inno gutturale al privitivismo sintetico, Oro è un viaggio spaziotemporale. Oro è anche e soprattutto alchimia. Il piombo, metallo pesante, si trasmuta. Ascensione ermeneutica. Ascensione spaziale. Vedo minatori-statue d'acciaio lurido lavorare a miniere di altri mondi. L'oro non è mai stato così lercio. Lo spazio non è mai stato così profondo e torbido. Torrenti fangosi di metallo liquido si riversano ovunque. Spero sopravvivano abbastanza per fare un altro viaggio. Non so bene di che genere, però.

FILESTUBE HA A CUORE IL PROBLEMA DEI CLAN COSMICI

2012, Supernatural Cat

lunedì 16 luglio 2012

Earthquake Island - Neverending Neck

LISTA DELLE GIAPPONESEZZE

1.  The festival of weird creatures
2.  The island of moon and dawn
3.  Silent Game
4.  Chrystal Sampes Part 2
5.  Neverending Neche

Prima ancora di recensire questa release, sorge un quesito assai difficoltoso e complesso. Come taggo una roba fatta da un Italiano che sta in Giappone? Italiamafiapizzamussolini? Musi Gialli? Musi Gialli A Causa Delle Pizze aka Sberloni? Sì, perché Emiliano Ruggero, aka Earthquake Island è andato a fare il Gaijin invece che il 'Merigano. E sta sciogliendo un po' il sakoku musicale fatto dei vari kei nipponici a colpi di elettronica. Le sonorità sono quelle dell'ambient/IDM 'merigano/europeo, passando per Aphex Twin e Boards of Canada. Il suono sintetico viene però coniugato alla perfezione a canti tradizionali, probabilmente giapponesi ma non vorrei dire cacate. Vien fuori molto più di una menata "l'antico-incontra-il-moderno". Il risultato è la completa assimilazione di due formae mentis musicali completamente differenti, coagulata in un grosso festival dell'assurdo che nulla ha che vedere nè con le rappresentazioni lolitiche giappe nè con le "tradizioni". Si tratta di un festival dell'immaginario che evoca creature non mai viste prima, che ballano su del vetro sintetico. Un teatro kabuki dell'assurdo designato con l'acribia di un sarariman.

BANDCAMP KABUKI SUSHI SASHIMI PORCO DIO

domenica 15 luglio 2012

Agamotto - Agamotto


















LISTA DELLE TRACCE PAESAGGISTICHE MISTICHE
  1. Solomon Grundy
  2. Eric Dolphy
  3. Antonio Margheriti
 E torniamo a recensire lavori intellettualoidi di provincia, che rappresentano quasi un terzo delle recensioni del blog.
"Gli" Agamotto sono un paio di persone di cui non sono riuscito a trovare alcuna Bio, che in un'intervista dichiarano di essere "il frutto di una serie di eventi che portano due persone ad incontrarsi, discutere, progettare, suonare, registrare, trovare nuove domande nelle risposte". 
Molto chic, non trovate? Cosa si nasconderà dentro questa concezione deterministica e criptica dell'esperienza musicale?
Un lavoro di tutto rispetto, post-atomico ed inquietante, che porta il nome di tre grandi personalità: il supervillain solomon grundy, il jazzista eric dolphy, e il regista antonio margheriti; ogni traccia ha un'attitudine diversa, in comune c'è unicamente il landscape macabro e desolato, che viene trasmesso ai nostri neuroni come una piattaforma lynchiana zombificata: tra dolore e desertismo.

Se Solomon grundy è l'apoteosi dell'ambient desertico e agorafobico, Eric Dolphy è piuttosto una filastrocca harsh senza senso (con un senso?) che si protrae per lunghissimi 13 minuti fino a raggiungere punte compatte che toccano la parte più blanda del wall noise, costellato da sussurri di negromanti che dicono cose tipo "una visione apostrofata" o "le parole che si guardano" che boh, e Antonio Margheriti è la redenzione totale, o forse quello che rimane dopo la tempesta di sabbia, il contraltare di solomon grundy, la musica del silenzio.
Ognuno ci trovi quello che vuole, a me è piaciuto.
Tanto amore per etere e vinile. 

MEDIAFIRE È TIPO IL PEYOTE

2012, Cosmic swamp records

venerdì 13 luglio 2012

Mothell - We fade together EP


















LISTA DELLE TRACCE MA QUELLA È CASA DI MIA ZIA!
  1. BORESTEP
  2. #2 (feat. Mordecai)
  3. Mothell, as well
  4. (Yo)shimitsu!
  5. In Front.
In questa magica estate che non se ne vedevano di così calde da cinquant'anni, quando il vostro buon mcguffin ha solo voglia di stare nudo sul letto ad ascoltare i cat empire e far ballare i suoi piedi sul muro, che recensione ci propongono?
Qualcosa che non vedevamo dall'inverno, un vento anglofono che ritorna prorompente nel nostro trend delle recensioni: sono tornate le streghe!
Ma non sono più quelle streghe famosissime come quelle di salem o come quelle degli oOoOO.
Queste streghe sono un gemellaggio tutto nostrano, tra "Edgar", stage name di Andrea Ragusa, compositore, e Marco Monti, che non è quello che toglie la pensione ai vostri genitori. Credo.
L'approccio è tipicamente inglese-semidark, con un atmosfera friccicosa di musica elettronica e droni di synth tenuti in ritmo unicamente da una drum monotona e distruttiva: ambiente fluido e omeostatico che fa da letto a melodie da witchcraft, che possono essere di tastiera come di corde vocali.
La principale peculiarità del lavoro è una cosa che possiamo trovare anche in altri lavori della scena, ma in misura minore: una psichedelica e tentacolare alienazione dal dancefloor, deliziosamente descritta in "BORESTEP" e "Mothell, as well", una specie di cura omeopatica della danza progressiva da club, lo sprigionarsi di un muto mostro che rappresenta l'essenza prima e indistinta del dubstep e della musica elettronica, senza fronzoli e voci meccanizzate, un quattro quarti da campo di sterminio: Mothell.

SITO UFFICIALE E UFFICIOSO DOVE SCARICARE UFFICIALMENTE L'EP

2012, Edgar?

giovedì 12 luglio 2012

Deathspell Omega - Drought


















LISTA DELLE TRACCE RINSECCHITE 

1. Salowe Vision
2. Fiery Serpents
3. Scorpions & Drought
4. Sand
5. Abrasive Swirling Murk
6. The Crackled Book of Life

RECENSIONE OFFERTA DA QUEL VOLPONE DI VOMPO

Fichi d’India. Su un artwork Black Metal.

Avete capito bene, succosi e spinosi fichi d’india per i corposi e taglienti suoni bizzarri di Drought, nuovo sforzo del misterioso progetto franco/finlandese Deathspell Omega. Dopo i trascorsi dell’osannato Paracletus e qualche compilation/ep, l’allegro trio ritorna con un minicd/ep battezzato sempre nell’ambiguità del Religious Black Metal. Religious. Che poi non vuol dire un cazzo, se non un modo come un altro per sottolineare una corrente concettuale del metallo nero attua ad utilizzare simbologie ed elementi cristiani per attuare una sconsacrazione strutturale “dall’interno”. Come faceva Mariolin Mason. O il cardinale Ruini. Da qui ecco una possibile spiegazione dell’artwork, da una foto di Marco Antonio Cruz, ecco il diramarsi di un peccato originale dove dei rugosi Adamo ed Eva vengono puniti con la siccità per avere mangiato il fico proibito della situazione. Siccità è una buona parola, mi piace proprio. In questi approssimativi 20 minuti i francesi si manifestano con siccità, terra che si spacca bisognosa d’acqua sotto colpi di gain alzato e fischiante oltre gli standard, accompagnato da uno screaming a sua volta arido, anche questo meno voluminoso del passato. Ogni tanto il riffing si gonfia, assume volume, corposità, rare gocce di pioggia a donare l’illusione di dissetamento, poi ecco che riparte una batteria che si muove sempre meno nei limiti dell’umano. Come erroneamente creduto all’inizio, Drought non è un evoluzione significativa dal precedente Paracletus o dal Fas-Ite, Maledicti… le linee di base jazzose e dissonanti da Converge del Black Metal sono le stesse ma le canzoni si fanno brevi, manifestano allo stesso tempo umanità e disumanità accentuata a paragone dei trascorsi, si scambiano i ruoli tecnici donando più risalto alla ritmica. Effettivamente sembra di ritrovarsi più in una produzione hc/mathcore in alcuni momenti, come nell’attacco abrasivo di Fiery Serpents tra bass fuzzoso e slabbrato e rullate tra midtempos accellerati, ma poi ecco il ritorno negli arpeggi malati e dissonanti nei quali siamo stati a lungo coccolati nelle tracce infinite del passato, come in Sand o nella conclusiva strumentale The Crackled Book of Life che si chiude coi canti gregoriani a memoria del religious angelo abortito di Si Monvmentvm Reqvires, Circvmspice dal quale li ho conosciuti ed amati. Da patria della baguette e del sesso anale, la Francia stupisce sempre di più in ambito metal estremo, noi di Bjorko Dio attendiamo desiderosi cosa ci riserverà nel futuro questa prosperosa scena.
MEDIAFIRE PIZZA E FICHI D'INDIA SESSO ANALE E ARRENDERSI AI NAZISTI OEH

mercoledì 11 luglio 2012

Maurizio Bonino - Boninomaciste



















LISTA DELLE TRACCE INNOCENTI MA ANCHE IRONICHE E INDIE
  1. I ragazzini
  2. Angela
  3. Eleonora
  4. Ora
  5. Ragazza indie
  6. Elena
  7. Fra non essere triste
  8. Rockstarra
  9. Il meglio
  10. Così stanco
  11. I francesi
SIAMOTUTTIINDIEQUINDINONCISONPIUINDIE!
Ho un rapporto complicato con questo album.
L'ho sentito molte volte. Molte.
E la prima volta che l'ho ascoltato, beh, come dire, la sensazione è stata netta e fulminea: mi ha fatto schifo.

Molto schifo. Forse per la voce stonata di maurizio bonino e per la prosa che si mimetizza un po' con dario brunori e con i cani, per l'attaccamento alla fu cultura indipendente, per la semplicità e la brevità dlle canzoni.
Poi, piano piano, questa mezz'ora di delirio indie pop ha cominciato a sfagiolarmi, lentamente, finché non ha aderito alle mie orecchie con una precisione sartoriale che non mi sarei mai aspettato, e adesso sto ancora canticchiando "Vasco brondi voleva una guerra lampo pop", e l'intera release è entrata di diritto nel mio iPod.
Perché?
Le storie di Maurizio Bonino sono le tipiche storie del cantautorato indie, personaggi piccolo borghesi e in quel limbo tra l'adolescenza e l'età adulta, molte donne, molto bisogno di fare la spesa al discount: la mediocrità incarnata, un "valore da difendere con gelosia", per citare il comunicato stampa della mela produzioni.
L'ignavia del disco è il perfetto specchio dell'inettitudine di una generazione che ha fin troppo bisogno di sopravvivere, la nostra, la generazione ipsilon zeta o quella che è, forse siamo tornati alla A, una generazione di semiproletari che guardano con disprezzo gli intellettuali hipster tipo i recensori di bjorko dio e che rimangono nella sfera di una semplicità risicata e meritata, nell'illusione che il tempo non passi, dove i francesi ci hanno preso la gioconda, e noi per dispetto gli abbiam rubato la rotonda.

Buon ascolto a tutti.


BANDCAMP TI STREAMA TUTTO

2012 - Mela Produzioni

martedì 10 luglio 2012

366



366 perché è bisestile.
Cosa è bisestile?
L'anno che abbiamo passato insieme, cucciolini!
Mi vien da piangere.
No, non è vero, non mi viene da piangere, è che sto ascoltando Cloud, la recensione che abbiamo uppato il 7. Una roba troppo nostalgica e troppo felice/triste, devo cambiare soundtrack per questo post.
Facciamolo un po' più bjorko dio.
*scava nell'hard disk*
... I joy division no... Le shaggs manco per il cazzo... I velvet underground, ma per chi mi prendete... Beefheart, ma che facciamo, i piccoli scaruffi?... TV on the radio, no, on a train è troppo commovente...
UH! Guardate cos'ho trovato!









*fa partire l'album*
Ebbene sì, in fondo noi di Bjorko Dio di musica non ne capiamo un cazzo, e ci atteniamo solo ai canoni della zarritudine più profonda. Quindi, sulle note di party rock anthem, e sexy and I know it, ci apprestiamo a fare una breve cronologia della storia di BJD!


10/07/11: Comincia la nostra magica avventura nei meandri di bandcamp e mediafire, battezzando il blog con una recensione emblematica: Il nuovissimo mondo di Bologna Violenta, recensito in una dozzina di righe da un ancora inesperto McGuffin. Che tenerezza il modo in cui scrivevo "telegiornale con la coprolalia"
11/07/11: Primo Live Report della storia del sito: il magico Neapolis 2011, oh, lo ricordo come se fosse ieri gente, i Battles, i Crocodiles, la figata degli Skunk anansie che come ultimo pezzo fecero little baby swastikkka, mamma mia che lacrime.  
*EVERYDAY I'M SHUFFLIN'*
 (Scusate, dicevamo)
16/08/11: Agosto del 2011 è stato un mese piuttosto noioso, pochissime views, 6 recensioni, un po' tutti in vacanza, poca voglia di lavorare. Meno male che il legal-bot dei Noisia ci ha reso l'estate più frizzante minacciando di chiudere il blog per il link a mediafire che appariva nella recensione. Da allora abbiamo imparato che in questi tipi di recensioni, l'illegalità va sotto forma di commento anonimo.  
02/09/11: Prima recensione di Casalps, la nostra rubrica nu metal che abbiamo accuratamente addestrato all'harsh noise prima che degenerasse in un panegirico dei linkin park. Lo odiamo ancora, nonostante tutto, e quando voi leggete "RECENSIONE OFFERTA DA CASALPS" all'inizio di un post, fareste bene a dare una testata sullo schermo, strapparvi gli occhi, e andarvi a confessare.
11/10/11: Mentre il blog comincia ad affastellarsi di recensioni, mentre iniziamo a prendere contatti con casi umani come il Dr. nick, come Gabriele bartolini di rockline, come quello sfigato di Frankie da sfigatindie, da una collaborazione con rockline nasce la prima intervista (rigorosamente condivisa) di Bjorko Dio.
E come prima intervista, non può che riguardare la prima recensione: domande a bruciapelo a BOLOGNA VIOLENTA!

15/11/11: Sono successe tante cose dall'intervista a BV, un paio di live, un'intervista FIGHISSIMA con gli uochi toki, il 15 novembre ci arriva la prima ufficiale richiesta di recensione, la prima di milioni (ne ho ancora arretrate, la mia casella gmail è un campo di battaglia, dovete sapere), addirittura da oltreoceano!
Il campione folk Daddy lion ha apprezzato molto la nostra recensione, e vi fa sapere che sta continuando a suonare. 

16/11/11: Una delle interviste meno canoniche e più eccitanti di quest'anno: il colloquio con l'inglese harshettone I am a lake of burning orchids. Tutto tradotto rigorosamente dalla mia bella.
11/12/11: I vostri eroi continuano a spostarsi per tutta l'italia per vedere concerti, e a tenere nella casella di posta un'orda di gruppi assatanati che richiedono recensioni di ogni tipo, quando finalmente arriva il grande giorno della CENTESIMA recensione!
E della più grande truffa della storia dai sex pistols ai giorni nostri.

Fleurs du rien, gruppo avant-garde che più garde non si può, che combina le sperimentazioni degli slint alla musica outsider per creare un sound che la critica ha definito "Nouveau musique abstracte". 
Peccato che i Fleurs du rien, questo gruppo francese misterioso, non siamo altro che io e il mio socio.
Quello che avete sentito sono i gorgoglii nonsense della chitarra elettrica di iRas e della mia chitarra acustica. Una merda di album, registrato in un paio d'ore da due webcam in due parti diverse d'italia.
Ever get the feeling you've been cheated? 
31/12/11: Il nostro McGuffin è diventato maggiorenne, e ha rivolto la parola agli uochi toki (wooo. yeee.) discutendo di magic. Intanto il 2011 sta finendo, e Bjorko Dio propone la sua prima e per ora unica classifica di fine anno! I am a lake of burning orchids vincitore indiscusso, seguito a ruota dai wreck and reference e dai raein. Sarà stato da quel momento che tutti i gruppetti hardcore della penisola avran deciso che bjorko dio è una specie di social network post-hc? 
Gennaieffebbraio2012: A gennaio e febbraio non è successo nulla degno di nota. Un sacco di recensioni, proprio tante. E paradossalmente, in questi mesi così scialbi, abbiamo avuto il maggior numero di visite del blog, toccando un picco di mi pare 10.000 a fine febbraio. 
08/03/12: Quale modo migliore di celebrare la festa della donna se non con un LIVE REPORT DI APHEX TWIN? Direte voi, sticazzi di aphex twin, vabbè che me lo sogno la notte che si tocca, ma non è così importante da costituire una data rilevante.
Ma che dite! Il live report di AT, eseguito dal buon Vompo, è il nostro primo live report d'oltreoceano! Quel ghigno vivente ha suonato nientepopodimeno che a SYDNEY!
Oh. Ecco. Noi abbiamo gli inviati che surfano e fanno parkour e lottano contro i coyote. E voi no.

12/03/12: Bjorko dio. Perdo tutta la musica che avevo accumulato in 2-3 anni di vita, l'hard disk esterno va a farsi fottere e io piango. Per sdrammatizzare, nasce l'abitudine apotropaica di mettere deliziosi culi femminili nei post di servizio del blog. E di taggarli "Nouveau musique abstracte", in onore dei fleurs du rien.
01/04/12: Primo aprile. Che può succedere il primo aprile? Andatevelo a vedere qui!
01/05/12: Recensione dei gandhi's gunn, gruppetto stoner davvero molto bravo che mi invia il primo press-kit solido della mia vita! Che emozioni.
26/05/12: Prima dannatissima pausa di Bjorko dio, e altri culi. Il ritorno dei gestori, troppo impelagati nelle faccende scolastiche, sarà preannunciato da "Still alive", pezzo di chiusura di portal!
Giugno: Ristagno totale. McGuffin ha un esame da affrontare, e iRas si masturba tutto il giorno.
11/07/12: iRas finisce di masturbarsi e ci regala la prima intervista live del sito. A pagarne il prezzo, lo stato sociale.
10/07/12: È oggi. Nasce il primo post autoreferenziale di bjorko dio, e il vostro spacciatore di musica balla al ritmo di Sexy and I know it, ascoltando però, la suite di morricone de "Il buono, il brutto e il cattivo".
Tutti presagi.

Un anno e non lo dimostriamo.
Abbiamo ancora molti artisti di dubbia bravura da recensire.
E molte case discografiche da danneggiare.

Finché ci sarà il web 2.0
Volenti o nolenti
Vi promettiamo che Bjorko dio rimarrà con voi, a rompere le palle con una recensione quotidiana su gruppi sconosciuti di cui non frega un cazzo a nessuno.

Perché è nella nostra natura.
A domani, gentaglia. E a dopodomani.
Tra tre giorni no perché è venerdì e ho casa libera.

Vi vogliamo bene. Nel senso che ci tocchiamo pensando a voi.