martedì 28 febbraio 2012

Uochi toki - Idioti



















Lista.
  1. Ecce robot
  2. Al azif
  3. Perifrastica
  4. Umami
  5. Tavolando il pattino con antonio falco
  6. Sberloni
  7. La prima posizione della nostra classifica
  8. Venti centesimi di tappi per le orecchie
  9. Tigre contro tigre
  10. La recensione di questo disco
  11. La lingua degli antichi

Questo disco è il disco della vita.
Una genialità indiscussa, sicuramente la miglior musica prodotta negli ultimi tot anni.
Non aggiunge nulla di nuovo a quanto già detto, una cifra stilistica che era innovativa un tempo, ma che adesso annoia. Dalle casse del mio laptop riesco a capire che ormai si tratta sempre degli stessi suoni, già dal primo ascolto si capisce che questo disco mi ricorda.
È il terzo disco di questo duo che gravita nei dintorni di Alessandria. Non si può certo dire molto, dato che il comunicato stampa è un JPEG che non spiega il disco, ma siamo sicuri che quest'uscita per tempesta avrà tutte le carte in regola per spiazzare, far riflettere.
I miei neuroni si distaccano, sento la gente attorno a me pensare, mi trovo con le cuffie, sparate a mille alla fermata del mezzo pubblico che mi trascina sul mio percorso pendolare, penso. 

Parlerò per tautologie.

Gli uochi toki sono gli uochi toki. E questo è il loro ultimo album.
La prima traccia si chiama Ecce robot, la seconda, Al azif, la terza, Perifrastica. Poi umami.
La quarta traccia si chiama Tavolando il pattino con antonio falco, e poi ci sono Sberloni e La prima posizione della nostra classifica, poi venti centesimi di tappi per le orecchie.
Le ultime tre dovrebbero essere Tigre contro tigre, la recensione di questo disco, e la lingua degli antichi.
Se lo ascoltate, lo ascolterete.
Se non lo fate, non lo farete.
Non siamo nella posizione di spiegarvi nulla.
Queste sono le nostre cinquecento battute non pagate.
Tanti saluti da björko dio. 

TANTI SALUTI ANCHE DA SOUNDCLOUD

2012, La tempesta

lunedì 27 febbraio 2012

Various artists - Kill bill vol. 1 OST

















  1. Bang Bang (My baby shoot me down)
  2. That certain female
  3. The grand duel (parte prima)
  4. Twisted nerve
  5. Queen of the crime council (dialogo)
  6. Ode to oren ishii
  7. Run fay run
  8. Green hornet
  9. Battle without honor and humanity
  10. Don't let me be misunderstood
  11. Woo hoo
  12. Crane _ White lightning
  13. The flower of carnage
  14. The lonely shepherd
  15. You're my wicked life (dialogo)
  16. Ironside (Excerpt)
  17. Super 16
  18. Yakuza oren 1
  19. Banister fight

Qualche problema?
Il soundrack del vol. 1 di kill bill è uno dei più belli che abbia mai ascoltato, quindi lo condivido. Come mi pare e mi piace. Ci prendiamo una pausa cinematografica. 

Kill bill, a mio modesto parere, è uno dei capolavori estetici di tarantino. Un piacere per gli occhi e la mente, l'ultima frontiera del film di svago. Una storia avvincente, scene fantastiche, un recitato commovente. Una colonna sonora meravigliosa.
È impossibile limitarsi a poche righe e pretendere di fare una recensione completa ed esaustiva, od anche solo allusiva: l'album racchiude in sé i più disparati generi musicali, dalla canzone pop, al rap, al jazz delle big band.
Il sipario si apre con una versione magistrale di "Bang Bang" recitata da nancy sinatra, e la scena si evolve in canzoni che non hanno alcun nesso tra loro, se non il collegamento previsto dal plot di tarantino. Ogni pezzo di questo soundtrack ha descritto una scena, ognuno ha la sua storia, la sua vita. La forma-album qui non è più un mezzo artistico che permette di uniformare le varie tracce sotto un unico concept, bensì una continua citazione autoreferenziale, che incoraggia i germogli di ricordi che abbiamo di una pellicola fantastica e coinvolgente. Dalla psicopatica "twisted nerve" alla rocambolesca "battle without honor or humanity", passando per gli spezzoni di dialogo brevi ed incisivi, questa colonna sonora non può che far eiaculare copiosamente i fan di quel tamarro di tarantino e i fan di quella tamarra della musica che il nostro mette nei suoi film. 
Una figata.

MEDIAFIRE FISCHIETTA IN MODO ALQUANTO MACABRO

2003, Miramax

domenica 26 febbraio 2012

Burial - Kindred EP




















LISTA DELLE TRACCE CON UN DRUMSET CHE SE VARIASSE FORSE SAREBBE MEGLIO

1.  Kindred
2.  Loner
3.  Ashtray Wasp

Abbiamo capito CHI farà le recensioni di genti grosse quest'anno qua.

Burial. La new-sensation dell'elettronica che ha preso piede in tutto il midstream hipsteroso conquistando ogni webzine, per prima Pitchfork che lo osanna come il nuovo messia della Dubstep/IDM. E mentre tutti i recensori del multiverso sono a scrivere recensioni, io sono qui che ricapitolo la fenomenologia di Burial come uno stronzo.

Burial è un nome bello grosso. Si è già inserito insieme a Four Tet nell'olimpo dell'IDM occupato da mostri sacri come Aphex Twin e gli Autechre. E ha pubblicato relativamente poca roba.

Ma sto divangando. Parliamo dell'EP in se, in cui altre dosi enormemente massicce di poetica urbana si riversano. Trucioli e cenere di elettronica ovunque mulinano per una steppa di cemento desolata e senza alcun tipo di vegetazione. Voci lontane artificiali che sussurrano vocalizzi filtrati. Una lirica che ha come strumento dei tubi di acciaio arrugginiti. Nella landa di burial, non c'è spazio per il divertimento, le sue centinaia di percussioni non sono fatte per ballare, sono fatte per descrivere, la sua dubstep parla delle periferie delle megalopoli, e non delle discoteche dei paesini.
Un'altra bella storia.

MEDIAFIRE CUSTODISCE GELOSAMENTE IL SUO DRUMSET

2012, Hyperdub Records

sabato 25 febbraio 2012

Shana Falana - Channel


















LISTA DELLE TRACCE CHE SOGNANO DI CANTARE BENE
  1. Butterville Rd.
  2. Come and find me
  3. Cloudbeat
  4. Stars
  5. Home
  6. Ha aH
  7. Happy
  8. Witch
  9. Release it
  10. Chant
  11. Take me down
  12. Prize Winner

Un lungo sogno florescente raccontato da una voce bellissima.
L'oniricità perversa di questo lavoro supera di gran lunga le opere di molte altre vocalist contemporanee, dal barocchismo di florence, al gotico di zola, la lunga avventura di channel attraversa una landa desolata in low fidelity, con pochi strumenti, una chitarra che timidamente abbozza accordi o arpeggi, e percussioni quasi inesistenti, tutti stratagemmi che servono unicamente a rivestire di maestosità e amabilità il lavoro asmatico della voce, che, filtrata in più canali, diventa il canto delle sirene. Dall'urlo amareggiato di "Butterville rd.", alla ridda carillonesca di "Happy", channel diventa un esperimento universale, registrato interamente in un loft di brooklin, dal 2004 al 2008 (?), e rilasciato solo da poco grazie a bandcamp. 
La danza premorte che si trascina per tutto l'album, è per me qualcosa di terribilmente già sentito e completamente nuovo allo stesso tempo, una lunga citazione di un minimalismo agghiacciante, che affonda i suoi artigli nell'antica cultura popolare, nei riti religiosi incensanti dell'ultimo decennio, nei cocteau twins e nei galaxie 500, nei bel canto e in kate bush, e che con un'attitudine misterica e sollevante riesce a rivoltare come un calzino la mente dell'ascoltatore, con la sua semplicità, la sua vuotezza. Per un'ora ho cercato di afferrare il significato di ciò che stavo ascoltando, e per un'ora sono rimasto con un pugno di mosche, senza aver capito nulla di ciò che shana falana ha cercato di farmi conoscere.
Metafisico.

(Qualche informazione random: questa tizia ha collaborato con l'omino che missa gli album ai mogwai e con l'omino che produce gli album degli swans, quindi ciao eh).


BANDCAMP VI FA SCARICARE GLI ALBUM DI CREMA ALLA CREMA

2012, Bandcamp

venerdì 24 febbraio 2012

Crocodiles - Sleep forever


















LISTA DELLE TRACCE DI MEDIA BELTADE
  1. Mirrors
  2. Stoned to death
  3. Hollow hollow eyes
  4. Girl in black
  5. Sleep forever
  6. Billy speed
  7. Hearts of love
  8. All my hate and my hexes are for you
Due anni fa.
L'anno scorso io ho visto i crocodiles in live al neapolis, e ne ho ricavato un'impressione variegata.
In principio, l'attenzione non può non cadere su quel frocio del cantante che urla robe delayate nel microfono, ma cazzo. L'alchimia che si crea ascoltando i crocodiles è qualcosa di californianissimo e sognantissimo. Sleep forever è un album effettatissimo e affettatissimo, una specie di enorme onda indie pop che strizza l'occhio alle sonorità dello shoegazing. Il tutto contornato da un modo di porsi dei componenti del gruppo del tutto glam e baroccheggiante, quattro accordi alimentati da una dispersione del suono spaventoso e dalle lamentele felici del cantante.
Sleep forever conserva un'identità mostruosa: i crocodiles sono i crocodiles, da queste prese di posizioni risulteranno ben distinti nel panorama del noise-pop-indie-pop-canzoni-scemotte-con-molti-effetti.
L'album si sviluppa in otto tracce, tranquille, tutte sullo stesso stile, le stesse timbriche, ma ognuno con una melodia accattivantissima e rimbombante, dalla dinamica "billy speed" alla lacrimevole e nostalgicissima "hearts of love".
Un lavoro davvero molto carino e piacevole da ascoltare, etereo e lussureggiante, vanesio e tenerello. Viva i coccodrilli americani che fanno finta di essere inglesi.

MEDIAFFFFFFFFFIIIIIIIAAIAARRE 

2010, Fat possum records

giovedì 23 febbraio 2012

Trivo - Emoterapia


















LISTA DELLE TRACCE CON L'ELEPHANTE
  1. Traccia 1 - artista sconosciuto
  2. La disciplina delle fermentazioni
  3. Ratio me fugit
  4. Ho un gatto nel cervello
  5. The darkest side of the dark
  6. Ho bisogno di qualcosa di cui non ho bisogno
  7. Tu non sei normale
  8. Nero
  9. La mia donna è un pagliaccio opulento
  10. Talking to van vera
  11. Perché la cattiveria è enorme
  12. Questa non è una canzone
  13. Phantazomai
  14. La ballata dell'elefante suicida   
  15. Piccola perdita di sostanza polpastrello
  16. Veronica ha un virus
  17. Kissstarsky

Che cosa sto ascoltando.
È una domanda che mi sono posto molto spesso, effettivamente. Il più delle volte sono riuscito a trovare una risposta soddisfacente. Sarò all'ottavo ascolto di "Emoterapia", e ancora non so trovare parallelismi, influenze, similitudini, non riesco a inserirlo in una corrente, in uno stile.
Trivo vive nascosto in puglia dal 1977, e ha all'attivo più di 200 canzoni che, a suo dire, non ha mai ascoltato. Una one man band, una cosa che va molto di moda nell'ultimo decennio. Ma che razza di one man band è, trivo? Qui c'è una canzone indie poppeggiante che ricorda dario brunori, qui qualcosa di più "alternativo" che si avvicina allo stile di bugo, qui un brano strumentale campionato che andrebbe bene solo alla trovarobato.
Cosa abbiamo davanti?
Ho deciso di rinunciare a provare a descriverlo, e di cominciare a studiarne unicamente l'essenza (la fenomenologia mi sta facendo impazzire).
Questi trentasette minuti sono una dispersione totale. Sono la sensazione di tranquillità che ci trasmette la consapevolezza di non essere nessuno, di aver perso qualsiasi punto fisso. Cadere piano in un pozzo, mentre nei tuoi occhi si affastellano immagini senza senso e tenerissime.
Emoterapia non è nulla, nella storia della musica, non creerà nulla e non è creato da nulla. È un fuoco d'artificio che esplode lontano dal concerto delle scene musicali che germinano nel resto del mondo, un esperimento ermetico e solipsistico, ma che allo stesso tempo abbraccia la nostra mente in una solidarietà inquietante.
Fuori dalla musica e dal tempo, la storia distruttiva/costruttiva di quei sempliciotti che cercano disperatamente un senso.
Enjoy.

MEDIAFIRE È METASTORICO

2008, indipendente

mercoledì 22 febbraio 2012

Worlich - No destination


















LISTA DELLE BILLY COR TRACCE
  1. Majorette
  2. Moon
  3. Sugarbones
  4. Hell
  5. Crash test babies
  6. Laws of gravity
  7. Bending around obstacles like an ocean wave hitting a buoy
  8. Winter comes again
  9. Transitoria/Tempus fugit
  10. Japanese bonus track

Praticamente, dovete sapere che quando questi worlich ci hanno contattato per ricevere una recensione, e ci hanno mandato il file con tutta la loro "rassegna stampa", mi sono reso conto, come al solito, che noi di bjorko dio siamo sempre gli ultimi ad arrivare. Difatti, potete trovare recensioni di questo album, e dell'EP che ne è seguito, su moltissime webzine italiane, a partire dagli amici di defeated sounds, fino ad arrivare a quei famosoni di rockit. Ho sentito più volte l'album, e ho letto le varie recensioni; il punto in comune tra tutte queste è stato l'utilizzo del termine "nostalgico". Perché no destination è un album nostalgico?
Vi ricordate mellon collie & the infinite sadness? Certo che ve lo ricordate. Quel doppio rappresentava da solo la sintesi di un paio di decenni, con ogni brano che raccoglieva la sfida lanciata dai generi che l'avevano preceduto. 

Bene, No destination, si può dire, è un progetto simile. Un progetto che non è innovativo, non intende essere una rivoluzione, non ha la presunzione di cambiare il mondo della musica. È, al pari del lavoro degli smashing pumpkins che ho citato prima (e gli smashing pumpkins sono forse l'influenza più evidente che agisce sui worlich), una nottola di minerva, un lavoro che si poggia sul passato, e che lo richiude abbottonandolo ben bene. Non ci sono sono gli anni '90, in questo album, c'è anche una discreta porzione degli anni '00, dai blur al punk blues dei white stripes, ai pixies (sugarbones è pur citazionismo). Diciamo che è un alternarsi di pezzi fuzzosi e stonati molto anni duemila, e pezzi tenerelli e acusticheggianti molto anni novanta.
Diciamo che, per chi ha vissuto questi due periodi, questo LP sarà una madeleine.
Tempus fugit.


MEDIAFIRE È ANCORA UN TOPO IN GABBIA

2009, Worlich

martedì 21 febbraio 2012

Earth - Angels Of Darkness, Demons Of Light II



LISTA DELLE TRACCE POST-PEYOTE

  1. Sigil Of Brass
  2. His Teeth Did Brightly Shine
  3. Multiplicity Of Doors
  4. The Corascene Dog
  5. The Rakehell
BEH. Gli Earth son mica un gruppetto del cazzo. Spiccano con nomi come i Sunn O))) nell'infinito arcipelago del Drone ammerregano, a cui sono tanto care le atmosfere polverose e rosse di titanici deserti stoner.


La ritualizzazione dei suoni evoca ancora una volta pittogrammi rossi e stregoneschi tracciati in cerchi dentro a grotte terrose e secche, sciamani Yaqui che siedono calmi intorno ai fuochi masticando chili di peyote. E in seguito, vengono mostrate le pesanti visioni dei peyote e l'album trova il suo climax in una psichedelia pachidermica e fatalista.


Da un gruppo del genere forse è lecito aspettarsi di più dall'album quivi recensito. Buon album di psych-drone, evocativo, paesaggistico. Ma dopo ANNI si rischia di far passare quest'alchemia riproposta ancora per una mancanza di idee. Vedremo che cosa ci riserveranno.

TRADIAMO MOMENTANEAMENTE MEDIAFIRE PER FREAKSHARE MA LA AMIAMO LO STESSO

2012, Southern Lord

lunedì 20 febbraio 2012

Pedalò - Resistenze


















LISTA DELLE TRACCE CON LA SABBIA RINT E COSC
  1. Bastardino trovato sul lungomare
  2. Manigoldi malriusciti
  3. Tuffi in alto mare
  4. Ultima estate
  5. Al tramonto
Direte voi, ma che cazzo si sta mettendo a recensire mcguffin? Il nuovo ritrovato commercialotto di cristina d'avena, stessa spiaggia stesso sale, il gelato te lo spiaccico in faccia?
Con le pinne, fucile ed occhiali?
Mah. Questi cinque pezzi scandiscono ben sei minuti di puro hardcore da spiaggia, puro miseno beach style, puro SURFCORE. Ecco il secondo genere che BJD inventa, il surfcore.
La trovata sonora è semplice, un basso preponderante su delle linee di chitarra relativamente pulite e con le tipiche ritmiche travolgenti della canzone dell'estate, che ogni tanto lasciano spazio a delle digressioni dissonanti e assurde, come in "ultima estate", a volte seguono le loro cadenze "pop" provando a dare spazio a un cantato urlato in sottofondo, che invece viene bellamente nascosto dagli strumenti, come se cercassero di nascondere un tormento interiore, che quando hai i piedi nella sabbia non puoi fermarti ad ascoltare. È come se in questi sei minuti ci fosse il riassunto modale dell'ipocrisia del concetto di "vacanza", approfondito in una maniera tremendamente ironica e divertente, con delle registrazioni di qualità non dico scadente, ma sicuramente non di livello professionale, con dei riff accattivanti e snervanti allo stesso tempo, con una vivacità falsa e meschina. Una mascherata piccolo borghese ben riuscita, che ti fa venire voglia di prendere il primo pullman per il mare, e affogare, vestito da capo a piedi. 
E ora qualcosa di completamente diverso.

MEDIAFIRE È UN CAZZO DI BAGNINO

2012, Fallo dischi

domenica 19 febbraio 2012

Seesaw - Things are bad


















LISTA DELLE TRACCE CON NOMI BUFFI
  1. This toothpaste tastes like ink
  2. Bucketful of tears for little luigino
  3. Vonnegut
  4. Lemmings
  5. We pretend not to be pretentious
  6. Cavolo
  7. I gave my best when I wasn't 12 years old
  8. Silences
  9. Implications of not giving a fuck
  10. Accipicchia
Boh, mi piacciono un sacco sti tizi che pretendono di non essere pretenziosi. 
Sarà per i titoli delle canzoni che mi catapultano in un mondo di nonsense, sarà per i tempi composti ogni due e tre, ma che dico, ogni quattro e sette, sarà perché sono obiettivamente bravi.
Questi seesaw sono dei ragazzi milanesi, sconosciuti al mondo, eppure piuttosto promettenti.
La loro musica è una commistione tra lo djent e l'hc punk, una specie di mathcore affatto noioso che si presenta come una lunga sessione di pogo che incespica nelle disparità dei tempi, una specie di hardcore autodistruttivo e mortifero che ha dentro di sé una sua logica pregressa. Perché il prodotto ci arriva come un delirio punk da suonare nei locali più stressiferi della east coast, ma con un minimo di attenzione diventa palese tutto il lavoro che c'è dietro, la voglia di costruire musica furibonda e di qualità allo stesso tempo. Quest'EP prende distanza sia dal post-hardcore italiano, per la sua assenza di un sentimentalismo diafano, sia dall'hc che imperversa nel resto del mondo, per la sua apparente semplicità. Perché è proprio questo "Things are bad", il trionfo dello studio mascherato da semplicità.
Dodici minuti della vostra vita che non andranno affatto sprecati, se buttate un orecchio attento qui e lì alle strutture dei pezzi. Pezzi che tra l'altro portano il nome di "cavolo", o "accipicchia". Che bello
Enjoy.

MEDIAFIRE HA TANTI ANIMALETTI STRANI IN COPERTINA
ANCHE BANDCAMP


2011, Bandcamp

sabato 18 febbraio 2012

The hardest season - Dawn


















LISTA DELLE TRACCE CAZZUTE
  1. Confessions
  2. Dead romantic
  3. Nightmare of you
  4. Sleepless
  5. Tears valley sickness blues
  6. The foreward
  7. The storm
  8. Desolation in Gb minor
  9. Twenty eight to ten
  10. Last fucking scarry lines

Gli hardest season sono un gruppetto di roma attivi dal 2009, ma molto molto cosmopoliti. Grazie al loro stile che è tutto fuorché provinciale e, probabilmente, ai giusti contatti, si sono riusciti a far conoscere nel resto del mondo: hanno all'attivo anche un tour che li ha visti suonare in tutta europa.
Parliamo un po' del nuovo album, dawn.
Prima di tutto, ascoltando questi ragazzi, ti dimentichi subito che sono italiani. L'attitudine della loro musica è a metà tra il metal nordicheggiante, e l'hardcore punk dell'underground americano, vediamo coniugati gli stili vocali tipici della prima corrente, e le canzoni supersoniche ma non virtuose e pretenziose del secondo, una via di mezzo tra il melodic hardcore degli adolescents, e il thrash più becero.
Tutta la release è una giostra di nevroticità assillante che germoglia da se stessa e che si sviluppa seguendo il naturale corso delle cose, ribadendosi in ogni brano, dominando tutto l'album con un pugno di ferro allo stesso tempo anarchico e dittatoriale. Una cosa che può risultare un po' noiosetta, ma ok, va bene lo stesso.
Una cosa che forse non mi piace di sti tizi è il rinnegamento completo delle proprie origini, questa voglia eccessiva di spiccare il volo per raggiungere l'olimpo degli artisti europei, che diventa del tutto ingiustificato, dando un'occhiata al panorama italiano attuale. Però nulla da dire sulla bellezza di tutto il resto. 
Brutale e commovente allo stesso tempo, una cosa che a noi bastardi piace abbastanza.
Per religione e credo e razza io non apprezzo violentemente il genere, ma quando mi si presenta un gruppo che vuole della promozione, ed è già a certi standard qualitativi di lavoro in studio, non posso che essere contento.
Buon lavoro anche agli hardest season.
EQ grossa = cazzo piccolo



MEDIAFIRE FA TOUR EUROPEI IN AIFF

2012, Enjoyment Records 
 

venerdì 17 febbraio 2012

Cluster - Cluster II



















LISTA DELLE TRACCE CHE ESPLODONO A GRAPPOLO
  1. Plas 
  2. Im süden
  3. Für die katz'
  4. Live in der fabrik
  5. Georgel
  6. Nabitte
Torniamo un attimo indietro nel tempo, prendendo un bel respiro in queste infinite spire di musica hardcore che ci stanno abbracciando con un ghigno inquietante.
Torniamo in germania, all'inizio degli anni '70, in un ambiente in fermento, di musica colta e bellissima, a volte con delle strutture complesse e imponenti, a volte con degli sperimentalismi estremi, a volte con un'attitudine elettronica del tutto nuovo nell'ambito della musica "leggera". Siamo in germania, e il krautrock sta per emergere nelle sue forme più belle. I Neu! stanno per pubblicare il loro selftitled, i Faust già ci hanno pensato, i Popol vuh si barcamenano tra in der garten pharaos e hosianna mantra, i Kraftwerk stanno lentamente cominciando a pensare ad autobahn, i cluster pubblicano l'album considerato dalla critica il migliore della loro carriera.
Cluster II è qualcosa di completamente nuovo per la musica tedesca, e per la musica. Le sei tracce che attraversano questo disco non sono altro che un lungo lavoro di musica ambient, traslata nelle componenti elettroniche del gruppo, che si spalma tranquilla e ascetica sulla superficie dei quarantacinque minuti di ascolto. Un nirvana che si protrae invincibile per tutta la lunghezza dell'album, scegliendo diverse vie, dalla leggerezza di "Plas", al mantra di "Im Suden" alla masturbazione industriale di "Live in der fabrik", inibendo la mente e aprendo le porte della percezione, molto più di quanto potrebbe fare della musica psichedelica. Probabilmente i cluster sono uno dei gruppi meno famosi della scena di cui accennavo poco prima, ma non vale proprio la pena perdersi un lavoro del genere solo perché è contornato da un ambiente di geni.
Piccolo capolavoro.

MEDIAFIRE CHE IMPLODE A GRAPPOLO

1972, Brain

giovedì 16 febbraio 2012

Asclepio - Più luce



















LISTA DELLE TRACCE INFLUENZATE DAL POST-HC
  1. Passanti
  2. Ricordati di portare l'asciugamano
  3. Non utilizzare stimoli diversi da quelli indicati
  4. Cavalli impagliati
  5. Preparato solubile a base di coraggio
Matchore, questo è matchore. 
18 minuti di offuscatissimi tempi dispari e urla, in una rivoluzione ponderata.
Gli asclepio sono una band di milano, che utilizzano come unici strumenti il basso, la batteria, e la voce (tra parentesi, ogni volta che qualcuno ha questa formazione, mi vengono in mente i grandissimi wolfango, sigh), senza lesinare sulla distorsione del basso, senza lesinare sui piatti della batteria, senza aver paura di rovinarsi le corde vocali. 
Si sente che c'è un sacco di voglia di - fare - di creare, di mettere insieme elementi pieni di matematicità e rabbia allo stesso tempo, di fare del mathcore, appunto. Però che grezzamma di registrazione. 
Diciamo che gli unici punti in cui si capisce qualcosa sono quelli in cui il basso si risparmia sulla distorsione, come all'inizio di "Ricordati di portare l'asciugamano", o robe del genere. Posso tranquillamente dire che quei momenti sono un sacco belli, ma non riesco a capire esattamente quello che succede per il resto della demo. Molto demo.
Con un sacco di soldi in tasca, sti tizi farebbero faville. Purtroppo quando suoni generi troppo "complicati" non puoi permetterti di fare del lo-fi spicciolo. 

C'è anche il timbro, noi vogliamo anche il timbro. 
Ad ogni modo, figo, se riesci ad ascoltartelo tutto.
Buon lavoro.

BANDCAMPE È OTTUNDENTE

2012, bandcamp

mercoledì 15 febbraio 2012

Quakers & Mormons - Funeralistic



















LISTA DELLE TRACCE CON I MORMONI CHE NON HO BEN CAPITO CHE C'ENTRANO
  
1. Almost Dead
2. Acceptance
3. Unconsciousness
4. Expire
5. Parting And Weeping
6. Funeral The Procession
7. Burial Ground
8. Wooden Embrace
9. Epitaph
10. Worms

Pensa te che io dal nome del gruppo mi aspettavo qualcosa tipo Hardcore Punk. E INVECE NO. Pensa te. Pensa te che questo è il secondo LP e non il primo, bjorkoddio, storie assurde che manco lynch, eh.


Due bolognesi di cui uno con dei capelli capellevoli cominciano a far Hip Hop sperimentale intorno al 2009.
Per usare la terminologia corretta, più che "Hip Hop Sperimentale" bisognerebbe dire "Megacalderone in ci sono tutte cose".


Quindi arriva il 2012 e con esso arriva Rico che dice "yay ragazzi vi produco un album" e loro "k" ed esce Funeralistic. Ribadisco il concetto del megacalderone pieno di tutte cose. Oltre ad essere divertentissimo e ad avere momenti di lirismo samplato altissimo, tale album si può infatti usare a mò di lente d'ingrandimento panoptica su molto di quello che è successo nell'elettronica degli anni ultimi e anche di quelli passati. Breakcore? E daje. Arabeschi esotici? Avoja. Campionamenti sinfonici degni del miglior Venetian Snares? Ce li abbiamo. Power Electronics? EH. Mi pare pleonastico dire che il valore dell'album non sta nelle sue influenze bensì nell'uso che se ne è fatto, che è squisito, quindi non lo dirò. (ndr, e invece l'ho detto eh eh eh). Divertentissimo e squisitamente intagliato.

CHE BRAVE LE PERSONE CHE METTONO LE COSE IN FREE DOWNLOAD MI VIENE VOGLIA DI DIR LORO CHE SONO BRAVE

 2012, Anemic dracula

martedì 14 febbraio 2012

The Magnetic Fields - 69 Love songs


















Recensione di SAN VALENTINO offerta dall'unico admin che fa sembrare Albert Fish un campione di espansività. L'ironia.

Il pop non è mai stato così cucciolo.
Conosciamo i Magnetic Fields per figate precendendi (Es. The Charm of the Highway Strip, megaconsigliato a tutti); in questo triplo album Merritt ci propone una vera e propria carrellata di tracce unite da due temi principali: l'amore in ogni sfaccettatura e le canzoni d'amore in ogni forma. Bene specificare il secondo punto in quanto l'intenzione di Merritt di incorporare moltissimi generi di canzoni d'amore, e di comprimerli in un solo prodotto megarosa è ben chiara. Tutto ciò è trasposto in musica da una valanga di strumenti; ed è un tripudio di ukulele, tastiere, percussioni e cordofoni di ogni tipo. I pregi sono sempre gli stessi: il riuscire a sintetizzare nella forma della canzone pop una miriade di accenni a generi e stili diversi e l'innata e potentissima capacità melodica. Quest'album infatti è un vero e proprio tributo alla melodia, con arrangiamenti vari e sempre di alto livello e tenerezza che sprizza da ogni traccia, anche dalle meno spensierate. Il maggior difetto, ovviamente, è la stuccosità; dopotutto sono SESSANTANOVE tracce a tema unico (anche se, alla fin fine, diverso); un triplo disco è un'impresa titanica, bisogna seriamente avere un'idea gargantuesca per non annoiare. Perciò passato il primo disco le melodie epiche e le idee originali cominciano un po' a scarseggiare, anche se il resto si rivela comunque di buona qualità; in definitiva, cucciolosità e la voce di Merritt profonda come sempre ma allo stesso tempo incredibilmente orecchiabile. In certe tracce canta anche Claudia Gonson, membro e manager del gruppo.
ÈSANVALENTINOWOWQUANTOSIAMOTUTTIINNAMORATILET'SPRETENDWE'REBUNNYRABBITS!
Legei.

MEDIAFIRE HA IL PRIMO DISCO WOW

MEDIAFIRE HA IL SECONDO DISCO WTF IS THIS I DON'T EVEN

4SHARED HA IL TERZO DISCO PERCHÈ SONO UN PAIOLO DI TRACCE

1999, Merge/Domino

lunedì 13 febbraio 2012

††† - EP †



















LIS†A DELLE †RACCE
  1. †his is a †rick
  2. Op†ion
  3. Bermuda locke†
  4. †hholyghs†
Casalps. Che come al solito recensisce cose che a noi fan cagare, ma pace.
RECENSIONE D'EMERGENZA PORCA PUTTANA CHE COS'HO FRA LE MANI. 
Mi calmo un attimo, va bene. Ok. Dunque. I ††† (pronunciato "crosses"), composti da nientepopodimeno che Chino Moreno (Deftones, Team sleep), Shaun Lopez (Far) e Chuck Doom fanno qualcosa che forse non è ancora meglio definito. Prima influenza fra tutte è sicuramente quella dei Deftones che porta Chino con la sua voce e il suo stile inconfondibile. Per il resto: A Place to Bury Strangers, Noisia, Does it offend you, yeah?, Justice, deadmau5, DJ Shadow e tutto il meglio che ha il rock elettronico da offrire oggi, un poco tenebroso, un poco emo. Le percussioni si alternano fra percussioni acustiche e altre palesemente più da house/electrohouse. Va bene, è solo un EP, anzi, ne hanno pubblicato anche un altro. Però c'è Chino Moreno. E cazzo, se si sente. Potremmo limitarci a liquidare tutto come una versione un poco più elettronica dei Deftones? Secondo me no. Anche perché qui i testi non sono assolutamente quelli del (poco quieto) "mal di vivere" tipicamente deftoniano, del tipo, STO MALE MA NON SO BENE PERCHE' E LO URLO FORTISSIMO. Questa è una preghiera fatta verso qualcuno che si ama. Che sta volgendo verso l'autodistruzione. Una visione quasi paternale, comprensiva, affettuosa. Tanto ammmmore emerge nei testi, insomma. Questo è palesemente un prodotto di qualità: le tastiere varie hanno un gran bel suono, la chitarra di option e il basso di This is a trick (traccia incisa da Duff Mc Kagan dei Ganzi 'N Rozzi) sono ben arrangiati. Io personalmente non so che cosa dire in definitiva, ma sicuramente mi è piaciuto molto, anche perché questi birboni hanno dedicato una traccia a quel simpaticone di Prurient. Spetta a voi il giudizio finale.

MEDIAFIRE  

2011, ?

domenica 12 febbraio 2012

Heisenberg - Immaginarie linee matematiche tra cielo e terra





















LISTA DELLE TRACCE CHE I QUANTI NON SI CAPISCE DOVE VANNO
  1. Majorana aveva ragione...
  2. ... eppure aveva torto
  3. Incontrarsi a Copenhagen
  4. Punto omega (dove il cuore è lontano)
  5. Punto omega (il lamento del tempo)
Siccome siamo diventati lo sportello del post-hardcore italiano non abbiamo problemi a proporvi una nuova recensione screamosa e hardcorosa.
Gli heisenberg sono un gruppo di romanacci, che grazie a dio decidono di seguire la via che hanno battuto i fbyc, i raein, e non quella che stanno battendo i cani o i simpaticoni che si fanno vivi al circolo degli artisti ogni trepperdue. 
La loro musica è un tornado, chitarre che si uniscono in rapidissima progressione, e che in alcuni punti si spezzano, rinnegano la loro natura furiosa per introdurre riff nostalgici e malinconici, il basso scandisce continuamente l'attacco delle compagne, conciso e crudele, mentre la batteria incalza tutti gli altri strumenti a dare del loro meglio, a staccarsi dagli inutili sentimentalismi per ritornare alla foga originaria.
La voce, poi, si barcamena tra il post-hardcore e il post-rock: i versi delle canzoni sono un marasma, uno sfarfallio, che si traduce in molteplici inni, cantati da delle corde vocali sfondate, urla rabbiose e frustrate, di tipica influenza screamo, di ispirazione fine before you cameana, mentre le zone meno infuriate e più narrative dei pezzi hanno molteplici riferimenti al recitato dei massimo volume, degli offlaga, ad esempio. Un connubio niente male tra la distruzione e la creazione.
E il binomio distruzione/creazione è quello che ci accompagna per tutta la durata dell'EP, di modo che alla fine dell'ascolto non riusciamo a comprendere se quello che ci è passato davanti è un rito orgiastico, o una presa di coscienza. Tra ciclone, e occhio del ciclone.
Noi rinneghiamo il passato. Esisto, esisto, esisto.
Non lo so, a me è piaciuto terribilmente.
Ciao.


BANDCAMP CON DOWNLOAD AL GUSTO DI

2011, Bandcamp

sabato 11 febbraio 2012

The sound of animal fighting - Lover, the lord has left us


















LISTA DELLE TRACCE DI SHIVA E VISNU'
  1. Intro
  2. Un'aria
  3. Skullflower
  4. My horse must lose
  5. Chiriacho summit
  6. Horses in the sky
  7. Stockhausen, es ist Ihr Gehirn, das ich Suche
  8. Prayers on fire
  9. The Golden Boy That Was Swallowed By the Sea
  10. This heat
  11. Un'aria ancora
  12. St. Broadrick is in antarctica
  13. The heretic
  14. There Can Be No Dispute That Monsters Live Among Us

Recensione gentilmente offerta da baumè.
In realtà non ho capito nemmeno io cosa sto recensendo.
Sembra un fritto misto di un sacco di cose;non ricordo da che parte ho sentito qualche assolo alla Kirk Hammet, figurarsi;
il primo brano è un'intro di free-sintetizzatore ed il secondo un'aria manifesto della qualcosità dell'album.
Di certo si sono divertiti, tenendo conto che la voce del cantante è un sacco pop-boy e che c'è un palese uso di qualche MacBookPro o chi per lui a far versi strani.
Generalmente non do voti di efficienza agli album, ma stavolta si può dire che ho ascoltato una stravaganza di quelle che ad un primo acchito definite semplicemente come "wow", e che soltanto dopo vi accorgete avere curiosi difettucci e pregiucci e cose di questo tipo.
Oh, c'è da dire che hanno grande sensibilità (ma di quelle che si ritiene sono infilate lì solo per poter dire "ehi siamo un gruppo che vuole farsi portavoce di un messaggio di alternatività"), ma che non sia poi tutto fumo e niente arrosto, anzi: si delinea continuamente dietro alle pupille dell'ascoltatore un mondo a due dimensioni, fluido, transeunte, tribale,  che scorre lentamente verso destra, che fa tramontare ed albeggiare lo sfondo, fa cambiare le stagioni, fa rilassare distesi su di una barca trascinata dal lungo fiume verso l'atarassìa.
Una pseudo-poesia che ha bisogno del contrasto rumore/campionatura/voce dolce al gusto di delay per poter esprimere il suo messaggio hippie al mondo e farci amare tutti in un'orgetta molto dolce e pacata.
Probabilmente una delle cose che, per quanto banale sembrerebbe, è stata tra le più interessanti che ho ascoltato negli ultimi 56 minuti e 20 secondi.

NANTS INGONYAMA BAGHITI BABA MEDIAFIRE

2006, Equal vision records

venerdì 10 febbraio 2012

M|O|O|N - Moon EP


















|LISTA| |DELLE| |TRACCE| IN VALORE ASSOLUTO
  1. Paris
  2. Crystals
  3. Hydrogen
  4. Release

Venti minuti allucinatissimi, ripetitivi, monotoni, massacranti.
Il riassunto dell'essenza del clubbing, i M|O|O|N, o più probabilmente, M|O|O|N, riesce a reinventare il dubstep rendendolo distruttivo e non più divertente; riescono ad allungare i tempi in una maniera spaventosa, rendendo elastici e slabbrati i confini dell'house, inventando un genere nuovo, "noioso", onirico, oscuro. L'unione delle forme del drone con gli strumenti dell'elettronica più becera: qui la drum machine non è più una forma di ossessione hardcore e superveloce, qui l'elettronica diventa affine a quella che oramai fu la dark wave di fine '00; prendere i 4/4 e trasformarli, da rapido ed eccitante battito cocainoforme in ripetizione inconscia delle stesse forme.
Il percorso di questo EP è segnato da quattro pezzi, tutti diversi, eppure esattamente uguali. Tutti e quattro rappresentano l'accasciarsi del vaglio psicotropo dell'elettronica, di quelli che erano i rimasugli della grandiosa cultura rave. Questo non è più un rituale di massa, è un solipsismo bello e buono, coniato dal trend futuristico e non futurista del witch house. Questa è la musica che gli zombi ballano in disco, questa è la musica viscida che non dice niente e che dice tutto allo stesso tempo, questa è la musica che mette il professore pazzo mentre ti sta facendo il lavaggio del cervello, questa è la musica dell'inverno, delle guance che avvampano quando si entra in un locale troppo riscaldato, è la musica di chi non riesce più a leggere per via delle luci stroboscopiche.
Tutto troppo buio.

|-BANDCAMP| CHE SE <0 DIVENTA BANDCAMP

2012, bandcamp

giovedì 9 febbraio 2012

Raid over moscow - Turning Water Into Mirror, Blood Into Sky


















LISTA DELLE TRACCE SWANG BUNG BUNG
  1. 百人斬り競争 
  2. Motionless revolution
  3. Invisible butterflies
  4. It's just a ride
  5. Another world
  6. We are what's left of what we once were
Magico.
Bandcamp miniera, sempre detto. Non so un cacchio di ceppa di niente di questo raid over moscow, quindi mi limiterò a descrivervi l'album che ho ascoltato.
Ecco, effettivamente non so neanche descriverlo bene. A prima vista sembra la solita pappetta harsh, senza un'identità precisa, il classico tappeto di rumori per fare finta di essere prurient e giù di lì. Però, andando avanti nel disco, in particolare nel quarto brano "It's just a ride", succede qualcosa che raramente ho visto in un album del genere. Diciamo che l'evoluzione del noise estremo di solito converge nell'autolesionismo, nell'autocommiserazione, nell'autogol, eccetera eccetera. Eccezion fatta per capolavori come SIMV di I am a lake of burning orchids, che tentano di sperimentare verso altri generi, spesso approcciando lo shoegaze o giù di lì.
La cosa che mi ha colpito terribilmente di questo EP, è che rappresenta la parte punk della branca delle power electronics. La figura che, in my humble opinion, traspare da questo lavoro, non è quella dell'intellettuale appartato, tipica dell'artista anglofono underground, che si destreggia tra migliaia di sperimentazioni elettroniche, ricerca del timbro, accrescimento di sé. 

La figura che traspare da turning water into mirror, bood into sky, è quella di una persona che non ha perso la voglia di lottare e si accascia per terra a fare rumori sconclusionati, di una persona che usa il rumore per fare chiasso intorno a sé, e non per sfogarsi, di una persona che ha uno scopo ben preciso, e non compone per caso.
Promettente in una maniera allucinante.

BANDCAMP CON FREE DOWNLOAD UNA MOSCA SCIAK

2012, bandcamp

mercoledì 8 febbraio 2012

Vacanza - Vacanza


















LISTA DELLE TRACCE CHE PARLA TANGENZIALMENTE DEL POST-HARDCORE ITALIANO

1.  Discesa
2.  Palma
3.  Vacanza-Rinoceronte
4.  Sasso


Ma che divertente TUTTO QUESTO POST-HARDCORE ITALICO. Infattamente, noi di BJD ne stiamo recensendo con il badile.


Quindi! Dopo esser passati attraverso l'emocore postoruocchevole di La Quiete e Raein, ci si appropinqua anche ai Vacanza. Chi sono questi Vacanza? Che vogliono da noi? Il nome è un chiaro rifacimento ai Green Day? Glielo diamo eventualmente nel culo per questo? Accantonando tali illazioni, i Vacanza sono un gruppo di gente-di-variabile-locazione-geografica (ndr, non zingari, sciocchini, è che nessuno è di un posto preciso) di belle speranze che registrano nel 2012 il self-titled, a Milano.


L'album presenta ottimi punti di distacco rispetto al resto della scena post-hardcore. Ispirandosi più ai vecchi Nerorgasmo che all'attuale suono del post-hc italiano, che ha delle tendenze un po' frocette, il gruppo ottiene una sonorità particolarmente abrasiva e granulosa. Si continua a grattare, e grattare, e scartavetrare sino a che non si giunge agli urli del cantante, che vomitano la personalità collettiva del complesso sul tessuto sonoro già graffiato. Una serie di sentenze bastarde e motoseganti Questa bellissima musica brutta della quale continuiamo imperterriti a portare la bandiera..
Non ci resta che aspettare di più.

DAUNLOAD GRATISSE DA BANDECCAMPE

2012, Fallo Dischi/La Fine

martedì 7 febbraio 2012

Mumble mumble mumble - Blank



















LISTA DELLE 0294022294
  1.  02000440
  2.  04400634
  3.  08511121
  4.  11211204
  5.  12041257
  6.  12571533
  7.  23132500
  8.  29103134
  9.  33203418
  10.  35143727
  11.  38023933
Le informazioni che su internet riusciamo a trovare dei mumble mumble mumble si riducono ad un unico aggettivo. "Strano".
Ebbene, il titolo del nostro blog è una bestemmia, sullo sfondo abbiamo dei cazzetti stilizzati sulla sindone, per noi nulla è troppo strano. Quindi abbiamo deciso, dopo un rapido scambio di mail, che avremmo recensito un album. Album che ci è stato consigliato dagli stessi MMM, "Blank", un album strano. Un album molto bello, ma strano. Come l'ha definito uno del gruppo, "Un blackout di 18 minuti diviso in 11 tracce".
Definizione che calza benissimo sul lavoro, l'atmosfera che ci viene trasmessa è cupa. Ma non cupa e deprimente come potrebbe essere il black ambient o la musica drone-dark e tittirittì.
La cupezza di quest'esperimento musicale è terribilmente accogliente. Questa specie di lunga jam di basso, batteria, ed effetti vocali, è a dir poco uterina, è come se l'oscurità che trapela dalla commistione degli strumenti meno melodici della formazione tradizionale di un gruppo ci spaventasse così poco per la sua lontananza dall'ignoto. È come se questa esperienza onirica nelle basi della musica non ci fosse del tutto estranea, è come se stessi affrontando un album maieutico, un lungo adagio della matrice della musica moderna, che ci rassicura perfettamente, senza arzigogolii inutili, né pretesa di innovazione.
Marcio e sano allo stesso tempo, blank vuole essere il bocciolo di una lunga sessione di introspezione inconscia, vuole essere il manifesto delle non-identità dei musicisti che lo registrano; ma non ci riesce.
Questi 18 minuti coinvolgono.
Un esperimento allo stesso tempo solipsistico e collettivo, ecco cos'è quest'album; la dimostrazione che tutti abbiamo un punto in comune, nel vuoto.

FREE DOWNL023239231

SITO MOLTO BUFFO DOVE SI FANNO COSE STRANE COI TRIANGOLI

2011, ?

lunedì 6 febbraio 2012

8 eyed spy - 8 eyed spy


















LISTA DELLE TRACCIE CHE SI SCRIVE TRACCE
  1. Diddy wah diddy
  2. Lazy in love
  3. Love split
  4. Dead you me B side
  5. Swamp
  6. Run through the jungle
  7. Motor oil shanty
  8. You twist I shout
  9. Looking for someone
  10. Lighting's girl
  11. Innocence
  12. Boys meets girls
  13. 2 Square
  14. I want candy
  15. Run away dark

Torniamo indietro nel tempo per un giorno con la bella lydia lunch e i suoi clitoridi no wave.
Che dire, la no wave è un movimento controverso e controculturale, acclamatissimo dai critici scaruffoidi, che si barcamenano tra DNA, glenn branca, e i suicide. Lydia lunch è una delle protagoniste di questo genere di culto, ed è stata l'unica che ha attraversato i decenni continuando a fare musica (l'ultimo suo album risale all'anno scorso, mi pare). Gli 8 eyed spy sono uno dei suoi progetti.
Che dire [2], sti ragazzi sono un surrogato di un paio d'anni di esperienza nichilista dei componenti, le tipiche urla della lunch, fanciullesche e disperate, si alternano a riff nevrotici - psicotici di basso, che marciano tranquille su un tappeto di batterie frammentarie e chitarre stridenti, una roba molto anni ottanta. Eh.
Caratteristica anche la presenza simpatica del sassofono (è un sassofono? Io di ottoni non ci capisco una mazza), che dà un sapore un po' free al tutto, una specie di felice urlo di ribellione alla società della ribellione. 

Bellissimo da ascoltare, utile per entrare a fare conoscenza di un fenomeno che ha sconquassato l'underground angloamericano per anni, e che è stato troppo spesso taciuto dalle riviste, dalle webzines, da sid il bradipo.
Enjoy.

MEDIAFIRE VUOLE BENE A LIDIA PRANZO

1981, Fetish

domenica 5 febbraio 2012

Truxton - Hellhound


















LISTA DELLE TRACCE CHE CONTENGONO ALTRE TRACCE
  1. Tuff guy not tuff
  2. Plan your own party kit
  3. Sorry we missed you
  4. Real trap piss
  5. Canada was the largest eurodance market outside europe
  6. Really hungry really tired
  7. Golden hardness
  8. Blues' day
La prima volta delle tante che ho ascoltato questo EP, sono scoppiato a ridere.
Perché?
Avete presente quando in alcune recensioni diciamo boiate tipo "prendete i sigur ròs, i joy division, i bauhaus e mescolateli insieme..."?
Ecco, questa volta è esattamente questo. Non nel senso delle influenze o di chi partecipa o di ideologia o eccetera. Nel senso che questo è un album di mashup. Solo di mashup di altre canzoni, con sotto la tipica base chipposa della lapfox trax. Una cosa veramente divertentissima ai margini del divertentismo consapevole. 

Ogni brano è un tema, che riprende le canzoni più famose e le schiaccia insieme in cinque minuti di delirio; ad esempio, tuff guy not tuff è un omaggio all'electrodance, ci troviamo i daft punk, i justice; sorry we missed you è uno sguardo agli anni '90, da beck ai red hot chili peppers passando per michael jackson. Forse la traccia più divertente è proprio "Canada was the largest eurodance market outside europe", che riunisce in un sabba chipmunkoso tutte le canzoni trasheggianti discotecose degli ultimi vent'anni, arrivando fino a citare gli LMFAO. 
Boh, è una roba un sacco buffa e divertente, quindi ascoltatela tutta, e diteci quante canzoni avete scovato, magari.

MEDIAFIRE CON RAPIDSHARE CON MEGAUPLOAD CON BECK HANSEN

2012, bandcamp

sabato 4 febbraio 2012

Marta sui tubi @galleria 19 napoli (28/01/12)



Recensione di valeria, se avete qualcosa da dire, lamentatevi con lei.

All'uscita dalla Galleria 19, ex Rising South, mi sono resa conto che le mie aspettative per questa live session erano fin troppo basse.Da che consideravo i Marta Sui Tubi uno dei tanti gruppi alternative della scena contemporanea italiana,nel giro di un paio d'ore abbondanti sono balzati nella mia top 3.
Prima di loro però mi sono dovuta sorbire un certo Claudio Domestico, aka Gnut, che non capisco come faccia ad avere quella discreta cerchia di fan che ha. Insomma è un ragazzo simpatico, mi ha fatta divertire con la storiella di sua nonna che sposò il tipo che le sfregiò il volto, però alla musica non da e non toglie proprio nulla.
Dopodiché eccoli, già la loro entrata sul palco fa trasudare la loro empatica imponenza, ed aprono con "Cristiana", a testa del loro ultimo album "Carne con gli occhi", brano che si presta amabilmente ad un'apertura. Proseguono con una commistione di brani recenti e vecchi, tra i quali "La Spesa" preceduto dal racconto dell'episodio saliente che ne diede l'ispirazione (a giusta ragione in una fila di supermercato), "Vecchi Difetti" e tutti i suoi fantastici legati destreggiati abilmente da Carmelo Pipitone sulla sua chitarra semiacusticizzata con lo scotch isolante, per poi culminare in "Perché non pesi niente", momento in cui un paio di brividi lungo la mia spina dorsale mi hanno trasformata in una fungirl coi fiocchi per circa tre minuti.
Doppio microfono per Giovanni Gulino, canto alternatamente distorto da delay.
Per tutta la durata del concerto, i MST non hanno fatto altro che approfittare di ogni occasione e momento di riposo per invitare il pubblico ad interagire e raccontargli storie come ad un collega davanti a una birra.
 A proposito, Giovanni, le sigarette verdi della Lega non sono concepibili. Dannati tabaccai milanesi. "Coincidenze" è il brano di addio, e coerentemente parla di viaggi, scoperta, avventura.
Ci avete chiesto di invitarvi più spesso a Napoli perché amate la nostra città e i nostri locali, MST, e non mancheremo.

venerdì 3 febbraio 2012

Cronica nera - EP 2012



















TRACCE NERISSIME
  1. Incolore
  2. Crisalide
  3. Ellissi di luna
  4. LED
(Recensione offerta da quel barbone d'un ravennate di Casalps)
I Cronica nera, alias Acid Gem, alias Acid Jam, alias Siamofrocielopigliamoinculo sono una band di pischelli nati nel 2011 che ha rilasciato da pochi giorni il loro EP di cui parliamo appunto oggi. L'EP è uscito da poco, ma le (altre non presenti qui) canzoni girano già da qualche anno nella Ravenna baciata dalla nebbia e dai secchielli rovesciati. Nonostante all'inizio della loro carriera si presentassero come dei cloni dei linea 77 e avessero fatto una discutibile cover di Caparezza, fortunatamente adesso le influenze sono leggermente variate. 

Qui si parla di Ministri, Red Hot Chili Peppers, Tool e Metallica in primis. Possiamo parlare di un EP prodotto da una band che ancora deve maturare, e penso che si noti. Se l'idea era di trasmettere un grigio un po' hardcore e un po' funky, possiamo affermare che lo scopo è abbastanza riuscito. Magari se ci fosse un qualche elemento più interessante o un po' più di elettronica se ne potrebbe riparlare. Però diciamocelo, qualche sprazzo di slap infilato qua e là è sempre piacevole.

SOUNDCLOUD VUOLE MALE ALLA SCENA RAVENNATE

...MA MEDIAFIRE ANCORA DI PIU' 

2012, ?

mercoledì 1 febbraio 2012

Bologna Violenta - Utopie e Piccole Soddisfazioni





LISTA DELLE TRACCE BJORKAMADONNA NON SON RIUSCITO A TROVARE UNA COPERTINA 300x300 px ME L'HA TROVATA MCGUFFIN

  1. Incipit
  2. Vorrei sposare un vecchio
  3. Utopie
  4. Sangue in bocca
  5. Costruirò un castello per lei
  6. E’ sempre la solita storia, ma un giorno muori
  7. Valium Tavor Serenase
  8. You’re enough
  9. Lasciate che i potenti vengano a me
  10. Remerda
  11. Intermezzo
  12. Il convento sodomita
  13. Terrore nel triregno
  14. Mi fai schifo
  15. Il bimbo
  16. Lutto nella testa
  17. Piccole soddisfazioni
  18. Popolo bue
  19. Le armi in fondo al mare
  20. Transexualismo
  21. Finale – Con rassegnazione
E dunque si ritorna alle origini. Nicola Manzan, il primo essere umano che bjorko dio abbia mai recensito, ha avuto la bontà di produrre un'altra delle sue allegre birbonate coprolaliche. Dopo uno Split, egli pubblica un altro full-length, il secondo dopo il Nuovissimo Mondo. Si abbandona un po' l'idea del Mondo Grind per avvicinarsi a un barocchismo compositivo brutale.

Ma si tratta pur sempre della roba divertente più seria che si possa ascoltare oggidi' in Italia. Manzan non è solo un vago burlone che si diverte ad infilare cazzi che tromban culi e culi che tromban cazzi musicali in mezzo a motivetti simpatici per trarre in inganno i giovini e corromperli. La burla è pregna d'odio nichilistissimo, e l'odio nichilistissimo è stracolmo di burle.
Burle! Burle! Burle!
Nient'altro che burle, in questa recensione non si fa dietrologia, queste sono burle grindcore. Queste sono burle fighissime e incazzosissime. Manzan è una burla!

Chapeau per l'unico stronzo che è riuscito a crearsi una nomea facendo Electro-Grind in Italia.

QUI TROVATE UNO SFACCIMMA DI STREAMING

2012, Wallace Records