giovedì 12 luglio 2012

Deathspell Omega - Drought


















LISTA DELLE TRACCE RINSECCHITE 

1. Salowe Vision
2. Fiery Serpents
3. Scorpions & Drought
4. Sand
5. Abrasive Swirling Murk
6. The Crackled Book of Life

RECENSIONE OFFERTA DA QUEL VOLPONE DI VOMPO

Fichi d’India. Su un artwork Black Metal.

Avete capito bene, succosi e spinosi fichi d’india per i corposi e taglienti suoni bizzarri di Drought, nuovo sforzo del misterioso progetto franco/finlandese Deathspell Omega. Dopo i trascorsi dell’osannato Paracletus e qualche compilation/ep, l’allegro trio ritorna con un minicd/ep battezzato sempre nell’ambiguità del Religious Black Metal. Religious. Che poi non vuol dire un cazzo, se non un modo come un altro per sottolineare una corrente concettuale del metallo nero attua ad utilizzare simbologie ed elementi cristiani per attuare una sconsacrazione strutturale “dall’interno”. Come faceva Mariolin Mason. O il cardinale Ruini. Da qui ecco una possibile spiegazione dell’artwork, da una foto di Marco Antonio Cruz, ecco il diramarsi di un peccato originale dove dei rugosi Adamo ed Eva vengono puniti con la siccità per avere mangiato il fico proibito della situazione. Siccità è una buona parola, mi piace proprio. In questi approssimativi 20 minuti i francesi si manifestano con siccità, terra che si spacca bisognosa d’acqua sotto colpi di gain alzato e fischiante oltre gli standard, accompagnato da uno screaming a sua volta arido, anche questo meno voluminoso del passato. Ogni tanto il riffing si gonfia, assume volume, corposità, rare gocce di pioggia a donare l’illusione di dissetamento, poi ecco che riparte una batteria che si muove sempre meno nei limiti dell’umano. Come erroneamente creduto all’inizio, Drought non è un evoluzione significativa dal precedente Paracletus o dal Fas-Ite, Maledicti… le linee di base jazzose e dissonanti da Converge del Black Metal sono le stesse ma le canzoni si fanno brevi, manifestano allo stesso tempo umanità e disumanità accentuata a paragone dei trascorsi, si scambiano i ruoli tecnici donando più risalto alla ritmica. Effettivamente sembra di ritrovarsi più in una produzione hc/mathcore in alcuni momenti, come nell’attacco abrasivo di Fiery Serpents tra bass fuzzoso e slabbrato e rullate tra midtempos accellerati, ma poi ecco il ritorno negli arpeggi malati e dissonanti nei quali siamo stati a lungo coccolati nelle tracce infinite del passato, come in Sand o nella conclusiva strumentale The Crackled Book of Life che si chiude coi canti gregoriani a memoria del religious angelo abortito di Si Monvmentvm Reqvires, Circvmspice dal quale li ho conosciuti ed amati. Da patria della baguette e del sesso anale, la Francia stupisce sempre di più in ambito metal estremo, noi di Bjorko Dio attendiamo desiderosi cosa ci riserverà nel futuro questa prosperosa scena.
MEDIAFIRE PIZZA E FICHI D'INDIA SESSO ANALE E ARRENDERSI AI NAZISTI OEH

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