sabato 28 gennaio 2012

Aucan live @galleria 19 napoli (27/01/12)



Sono ancora piuttosto rintronato.
La galleria 19, una vera e propria galleria sotterranea, piena di divani divanetti e hipster da tutte le parti. E io in prima fila a guardare in faccia gli aucan, senza idolatria né sprezzo, vediamo cosa hanno da offrirci.
Psichedelia gratuitissima, luci sparate in faccia al pubblico, un quarto d'ora di introduzione elettronica, un tappeto sintetizzato dal quale, dopo una lunga e travagliata esperienza acustica, vediamo uscire finalmente i protagonisti, i tre. Batteria, sintetizzatori, campionatori, chitarre. 
Poco spazio e troppo volume, una voce gestita malino dai fonici, ma per il resto, musica divertentissima. Un muro di elettronica, troppo violento perché lo si definisca "etereo", e troppo etereo perché lo si definisca "violento". Quindi diciamo violentereo, un muro di elettronica violentereo, e il fomento del pubblico.
Un simulacro hipster della fu cultura rave, una massa di persone che ascoltano e che hanno voglia di ballare, saltare, pogare, ma non lo fanno perché coloro che sono intorno non si muovono, accennano solo il ritmo della canzone nei movimenti del capo. Una voglia repressa di agitarsi che si esplicita solo negli ultimi pezzi, i più elettronici, violenti, sulla soglia della techno più becera, il ritorno alla natura degli aucan. Spocchiosi aucan che tra l'altro non ci hanno concesso interviste perché sono asociali e sociopatici, ma va be', non fa niente.
Ho assistito a un bel concerto. Di cui non mi ricordo la scaletta ma fa niente.
Pensavo fossero più tranquilli, gli stronzi, invece sono riusciti a farmi saltare.
Tanti circuiti. Senza troppe parole: nulla di epocale, solo, intrattenimento; gli aucan arriveranno a fornire alle persone il culmine dell'intrattenimento.
Complimenti.


7 commenti:

  1. si, effettivamente è stato violentereo, e mi dispiace siano stati spocchiosi per le interviste. avrei voluto ballare, ma era troppo "concerto" e poco "discoteca berlinese" per farlo. movimenti da ascolto di dub-elettronica casalingo con cuffione e tazza di caffè.

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  2. Credevo aveste iniziato a fare pubblicità di grosse catene di supermercati francesi.

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  3. @Ivan Seet Marzo: ahahhahahaha! Io su disco li ho trovati sopravalutati e noiosi ma ci credo che dal vivo è tutt'altra cosa.

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Non sono sociopatici, è che se la menano tantissimo. Non mi stupirebbe se venisse fuori che fanno solo interviste pagate, visto lo scatafascio di soldi che si pigliano per suonare...

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  6. Eh, diciamo di sì.
    Diciamo che se la tirano violentemente.

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  7. Sei stato bravo.
    Mi hanno linkato l'articolo perché pure io sono incazzata nera.
    Quegli stronzi. Non mi hanno voluto rilasciare l'intervista.
    Stasera gli foro le ruote del furgone.

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