Nessuna classifica è oggettiva.
Questi sono gli album che più piacciono a noi.
Ecco.
Magari non hanno fatto la storia della musica e non sono belli e siamo dei rottinculo froci, questi sono gli album che più piacciono a noi.
Buona lettura.
10. Natural snow buildings - Chants of niflheim
9. Afterlives - A ticking clock I couldn't stop
Novità tirata fuori dal cappello della Enemies List, William Barrett,
aedo intimista e fai da te, produce il suo primissimo album sotto l'egida
della suddetta casa di produzione. Il risultato è una summa di emozioni
naif, forse ingenue ma colme di emozioni autenticissime che invitano alla
ricerca di una nuova humanitas. Delicato e onesto.
8. *ar - Wolf NotesSintesi delle personalità di due abbraccia alberi, l'intera opera va a
disegnare un verdeggiante e liricissimo paesaggio quasi universale,
un verde metafisico che permea ogni sospensione e ripetizione che
perpetua le immagini. Sconfinato e viridiano.
7. Prurient - Bermuda drainMamma vado a farmi un viaggetto nell'iperspazio e torno. Oh mio dio c'è qualcuno che urla. E che urla. Una delle intro più "tirose" del 2011, che si evolve in un lungo album che coniuga sintetizzatori teneri e carini a basi ritmiche techno, a urla graffianti e massacranti. Poetico.
6. Fleet Foxes - Helplessness blues
Alla sesta posizione troviamo Helplessness blues, l'album dell'esercito dell'indie folk, i fleet foxes. Un lungo interludio tra la natura e l'uomo, uno sbocciare di infinite passioni, la storia di una primavera celtica che si scontra con la plebaglia umana creando un canto fatidico, scandito, e felice. Il trionfo dell'empatia.
5. Birds Of Passage - Without the world
Opera di Alicia Merz, creatrice di uno splendido arazzo sonoro perlaceo a
carattere infinitamente intimista. Emozioni che si concretizzano in
sussurri e note eteree e sospese, gemme melodiche fatte d'aria.
Intimo e liberatorio.
4. Gnaw Their Tongues - Per flagellum sanguemque tenebras veneramus
Nuovo lavoro di Maurice De Jong, che continua il suo percorso di
creazione della cosìddetta doodmuziekjes, la musica dei morti.
Una discesa in un inferno ardente di ritualità esoterica che sputa
in faccia a tutte le inutili buffonate che il black metal ha offerto
al suo pubblico. Un rito funebre di carattere mitico.
3. Raein - Sulla linea d'orizzonte tra questa mia vita e quella di tutti
Beniamini del panorama hardcore italiani, sciamani del rituale dell'eterno ritorno, i Raein nel 2011 si rivelano con un album distruttivo, un urlo catartico agli occhi del mondo, sparare la propria identità in faccia alla società, e guardarsi compiaciuti davanti al pubblico grondante sangue.
Stunning. Si meritano il podio.
2. Wreck and Reference - Black cassette
Primo album della Band di Sacramento, Black Cassette si offre come il punto di arrivo degli anni di esperimenti di sintesi e contaminazione fra shoegaze e black metal, dando origine al blackgaze. Un album di emozioni lancinanti che offrono come fine ultimo la catarsi. Forse l'album più ispirante che io abbia ascoltato quest'anno. Commovente e tragico.
1. I am a lake of burning orchids - Innocence
Buon ano.































