sabato 31 dicembre 2011

Agli sgoccioli. I migliori album del 2011 per la redazione di bjorko dio.

E non è una classifica oggettiva.
Nessuna classifica è oggettiva.
Questi sono gli album che più piacciono a noi.
Ecco.
Magari non hanno fatto la storia della musica e non sono belli e siamo dei rottinculo froci, questi sono gli album che più piacciono a noi.
Buona lettura.


10. Natural snow buildings - Chants of niflheim

Disco di ottima fattura, ennesimo lavoro dei natural snow buildings "Chants o niflheim" è un disco che richiama gli ambienti onirici come ho visto fare poche volte, in un sabba senza senso che parte già dalla copertina, e che si risolvo nell'effimero gioco che caratterizza tutto l'album. Disperdersi nel caos.



9. Afterlives - A ticking clock I couldn't stop


Novità tirata fuori dal cappello della Enemies List, William Barrett,
aedo intimista e fai da te, produce il suo primissimo album sotto l'egida
della suddetta casa di produzione. Il risultato è una summa di emozioni
naif, forse ingenue ma colme di emozioni autenticissime che invitano alla
ricerca di una nuova humanitas. Delicato e onesto.


8. *ar - Wolf Notes


Sintesi delle personalità di due abbraccia alberi, l'intera opera va a
disegnare un verdeggiante e liricissimo paesaggio quasi universale,
un verde metafisico che permea ogni sospensione e ripetizione che
perpetua le immagini. Sconfinato e viridiano.

7. Prurient - Bermuda drain

Mamma vado a farmi un viaggetto nell'iperspazio e torno. Oh mio dio c'è qualcuno che urla. E che urla. Una delle intro più "tirose" del 2011, che si evolve in un lungo album che coniuga sintetizzatori teneri e carini a basi ritmiche techno, a urla graffianti e massacranti. Poetico.

6. Fleet Foxes - Helplessness blues

Alla sesta posizione troviamo Helplessness blues, l'album dell'esercito dell'indie folk, i fleet foxes. Un lungo interludio tra la natura e l'uomo, uno sbocciare di infinite passioni, la storia di una primavera celtica che si scontra con la plebaglia umana creando un canto fatidico, scandito, e felice. Il trionfo dell'empatia.

 5. Birds Of Passage - Without the world
 
Opera di Alicia Merz, creatrice di uno splendido arazzo sonoro perlaceo a
carattere infinitamente intimista. Emozioni che si concretizzano in
sussurri e note eteree e sospese, gemme melodiche fatte d'aria.
Intimo e liberatorio.



 
4. Gnaw Their Tongues - Per flagellum sanguemque tenebras veneramus

Nuovo lavoro di Maurice De Jong, che continua il suo percorso di
creazione della cosìddetta doodmuziekjes, la musica dei morti.
Una discesa in un inferno ardente di ritualità esoterica che sputa
in faccia a tutte le inutili buffonate che il black metal ha offerto
al suo pubblico. Un rito funebre di carattere mitico.




3. Raein - Sulla linea d'orizzonte tra questa mia vita e quella di tutti
Beniamini del panorama hardcore italiani, sciamani del rituale dell'eterno ritorno, i Raein nel 2011 si rivelano con un album distruttivo, un urlo catartico agli occhi del mondo, sparare la propria identità in faccia alla società, e guardarsi compiaciuti davanti al pubblico grondante sangue.
Stunning. Si meritano il podio.

2. Wreck and Reference - Black cassette


Primo album della Band di Sacramento, Black Cassette si offre come il punto di arrivo degli anni di esperimenti di sintesi e contaminazione fra shoegaze e black metal, dando origine al blackgaze. Un album di emozioni lancinanti che offrono come fine ultimo la catarsi. Forse l'album più ispirante che io abbia ascoltato quest'anno. Commovente e tragico.

1. I am a lake of burning orchids - Innocence

Alla prima posizione, c'è Innocence, nuovo album di IAALOBO. Un viaggio pieno di inquietudine e incertezze, l'affresco di un preciso momento della vita dell'autore, simboleggiante la perdizione più totale, la dedizione alla droga, la caduta verso l'abisso. Un pugno sulla mascella, una sepoltura prematura Cruento e commovente.






Buon ano.

venerdì 30 dicembre 2011

Fine before you came - Sfortuna


















 TRACKLIST ARDCOR
  1. Lista
  2. Buio
  3. Fede
  4. Natale 
  5. Piovono pietre
  6. O è un cerchio che si chiude
  7. Vixi 

Che bello.
I fine before you came sono uno dei gruppi capostipiti del post-hardcore/emo italiano che vanta dei fan azzeccatissimi al pari dei raein, o dei la quiete. Quindi non dirò niente su storia e componenti e mi concentrerò sull'album, dato che ho paura della gente che mi riprende.
Quest'album è un assalto.
Gli album emocore italiani tendono ad essere violenti e onirici, di solito, una miscellanea di chitarre acutissime, batteria pulsante, e urla lontane.
Sfortuna è diretto e concreto. Un'attenzione particolare alle parti basse di tutta l'equalizzazione è caratteristico, per un gruppo che dovrebbe avere le proverbiali chitarre che stridono come mille uccelli.
Il suono dei fine before you came si contorce su sé stesso, in una disperazione inesorabile che ottunde ogni senso, un urlo infinito che ci invita ad urlare con loro. Un capro espiatorio della paura, un album che fluisce rapido tra le sinapsi, posiziona le mine antiuomo, fa esplodere tutto, e costringe a farsi riascoltare più e più volte per assimilarlo per bene. Una rivoluzione negata, la sveglia cruda di chi non ha voglia di affrontare i suoi sentimenti. Una frustrazione infinita che si conclude con l'inno alla sfortuna di "Vixi". Molto bello.
I fine before you came sanno suonare.

MEDIAFIRE È GIOVEVOLE ALL'UNDERGROUND MILANESE

2009, La tempesta dischi

giovedì 29 dicembre 2011

Seefeel - Seefeel


















LISTA DELLE TRACCE DILATATA E SEQUENZIALE A TRATTI
  1. O-On One
  2. Dead Guitars
  3. Step Up
  4. Faults
  5. Gzaug
  6. Rip-Run
  7. Making
  8. Step Down
  9. Airless
  10. Aug30
  11. Sway
La Warp Records è l'insiemistica definitiva dell'elettronica odierna. Giusto per fare due nomi, Brian Eno, Boards Of Canada, Battles ed Autechre sono tutti passati per di qua. Stiamo parlando di una casa di produzione che ha i coglioni che fumano. I cui portabandiera sono considerati alla stregua di messia dall'ascoltatore medio di elettronica. Dopo nomi del genere, che potranno mai tirar fuori dal cappello 'sti stronzi?


Quindi arrivano i Seefeel intorno alla metà degli anni novanta, producono un disco, Faults, nel '96 e cala il silenzio. Quindici anni dopo, il self titled.


Quindici anni ben spesi. Il lavoro è un album fotografico della storia dell'IDM nella Warp filtrato con la patina shoegaze dei quattro. Quattro demiurghi che si adoperano a far sì che l'oceano di plasma ribollente dell'elettronica dei giorni nostri abbia tutt'altro sapore, pur ricordando la sua gloria antica. Vibrazioni morbide e dilatate, scaglie liquide di mercurio sonoro si insinuano ovunque, a disegnare immagini. Che passato e che futuro ci presentino le suddette, sta all'ascoltatore.


MEDIAFIRE INVERO E' UN DEMIURGO



2011, Warp Records

mercoledì 28 dicembre 2011

Intervista a Musica per Bambini!


Manuel bongiorni, aka MxB, aka Musica per bambini, ha scritto da poco il suo nuovo album, e noi, peraltro, abbiamo già parlato di lui qualche tempo fa.
Chi è musica per bambini?
È una domanda che ha davvero senso?
Contattiamo questa entità, facciamogli una manciata di domande, e capiamo con chi abbiamo a che fare, vi va?
Ecco a voi l'intervista, in stile tipicamente Bjorkoddio, a musica per bambini.





BJD: Ciao e benvenuto su bjorko dio, caro manuel bongiorni, come prima domanda, vorremmo farti sentire in colpa. Cosa succederebbe se una mamma negligente scaricasse un tuo album e lo mettesse nello stereo di suo figlio unenne, lasciandolo nelle tue grinfie per scappare dall?amante?


MxB: L'amante sarebbe contento.

Dove possiamo trovare la girella del guitto? E il simulatore di spettri? (Niente risposte sconce, per favore, ché ci legge anche il moige)

 
La girella? È lei che trova te. Il simulatore di spettri devono ancora inventarlo. Vuoi farlo tu?


Qual è il tuo album preferito? Nel senso, il tuo. Dei tuoi album, qual è il tuo prediletto?
 

Il prossimo!

Una cosa che ho chiesto anche a I am a lake of burning orchids, e che forse diventerà domanda di rito di tutte le nostre interviste: definisciti, così per noi sarà più facile definirti.
 

I am not a lake of burning orchids. Questa era facile.

Che musica ascolti?
 

Quella che fa: TA NA NA NAAAA e TA RA NANAAA


(Mi ricorda answers, poveri noi, ndr)
 
E quando?
 

Mh. Quando inizia.

Tette o culo? È una domanda importante che permette di capire meglio le attitudini armoniche di un artista.
 


Manuel direbbe TETTE. Musica per bambini, però, è asessuata.

Dopo duepuntiparentesiaperta, farai anche otto uguale uguale D?

 
Sì, la classica imitazione dei tedeschi... Molto divertente.


Senza i bambini bastardi che azionano i tuoi magici strumenti, i tuoi album esisterebbero? Chi sono i bambini bastardi?
 


Eh, non so di cosa tu stia parlando. Te lo chiedo dopo, quando ti intervisto io.

Sei felice?
 

Se batto le mani ci sarà un motivo, no?

Quali sono le tue nevrosi? Se ne trovano sprazzi nei tuoi lavori?

 
No, nei miei lavori non parlo di me.

Mi stan sulle balle gli artisti che si dicono pazzi, malati, nevrotici, per sembrare dei geni.

Parlami della tua infanzia. No, basta psicologia spicciola, mi sono annoiato. Parlami della tua musica, facendo finta che io sia un vecchietto, reduce della seconda guerra mondiale, e che il mio picco di cultura musicale sia Pavarotti.

 

Innanzitutto complimenti per i suoi successi miliari.
Secondariamente, le faccio le condoglianze per il maestro luciano; se può interessarle la festa del chissolino, io faccio musica tutta a pezzi, però curandoli bene.


Perché fai quello che fai? Vuoi burloneggiare gozzoviglianamente o cerchi di fare qualcosa di più?
Mi pagano profumatamente.

La mia passione sarebbe il reggae in battere, ma non ha ancora molto seguito.

Individui le tue influenze fra la musica odierna o quella degli anni che furono? O non le individui affatto?
 

Sono influenzato da quelli che verranno!

Come vorresti che il pubblico reagisse ai tuoi concerti?
 

VENENDOCI.

Faresti mai un pezzo su quest'intervista?

 
Sicuramente sì. Se solo rispondesse qualcuno...

Della scena musicale attuale, italiana e non, c?è qualcosa che non ripugni che non appartenga al tuo genere musicale?

 
Ci sono molti artisti bravi in Italia. Sai che fatica trovarli tutti. Ma qualcuno deve pur ucciderli.

L'ultimo che ho scoperto in ordine di tempo è Sebastiano de Gennaro. So già dove abita.

Ti secca essere ascritto ad un genere musicale?
 

Mah, con tutto quello che succede al mondo, seccarsi per qualche dicitura in grassetto mi sembra eccessivo...

Che ruolo ha il sesso orale nelle tue composizioni? Ah no, scusa, la domanda era: come componi i tuoi pezzi di solito? Puoi anche aggiungere il sesso orale nella risposta se vuoi.
 

Ah, scelgo metodi sempre differenti: a volte uso un macchinario di dodici metri quadri che tengo in bagno, che, azionato da una leva manuale fa uscire un'onda sonora. Ci mette ventiquattrore, e purtroppo in quel momento non posso fare la doccia. Altre volte mi baso su ricerche di mercato della doxa che forniscono un campione degli accordi preferiti dagli italiani, e mia zia, che ha fatto il linguistico, scrive il testo.
Ma il metodo più utilizzato è quello di comprare un album già fatto da un altro e cambiargli la copertina.

Credi che far ascoltare Diocontrodiavolo o dei nuovi animali negli indie bar possa aiutare a risollevare le sorti umane?

 
No, ma può affossare quelle degli indie-bar, il che è già qualcosa.

Quali sono i tuoi autori preferiti, negli altri campi artistici?
 

Matt Groening e Sir Alex Ferguson

Vide che era cosa buona?
 

Beh, devi chiederlo a lui. Per migliaia di anni ci siamo basati sull'ufficio stampa, e han fatto solo un libro.

Domanda di commiato e poi tutti a picchiare i fanciullini con Pascoli: dimmi tre parole del campo semantico dell?infanzia.
 
GORMITI, BEN-10, FABRIFIBRA!

Ciao.

 
Ciao e grazie! :)

martedì 27 dicembre 2011

Algebra suicide - The secret like crazy




















LISTA DELLE TRACCE CHE SE LE METTI DOPO L'UGUALE VA IL MENO
  1. Little dead bodies
  2. Somewhat bleecker street
  3. Gist
  4. (A proverbial explanation for) why no action is taken
  5. Father's by the door
  6. Tractor pull
  7. Tuesday tastes good
  8. In bed with boys
  9. Sinister
  10. True romance at the worlds fair
  11. Tonight
  12. Please respect our decadence
  13. Heat wave
  14. No war bride
  15. Lets transact
  16. Lethargy
  17. Amusing oners self
  18. Recalling the last encounter
  19. Seasonal zombies
  20. Agitation
Amore a prima vista per le poetesse new wave che usano i giri dei velvet underground e li traspongono in una musica leggermente elettronica.
Algebra suicide è un progetto, che ha avuto vita tra l'86 e il '95, che coniuga un gusto chitarristico sottile e dolce a un apparato ritmico occludente e inquietante. Una specie di witch house ante litteram, diretto discendente della musica new wave dei primi anni ottanta, e, per certi versi, del rock gotico.
In quest'album la chitarra diventa un carillon, sia nelle parti ritmiche che negli assoli, un carillon che improvvisa una ninna nanna distorta per un mondo che ha bisogno di addormentarsi fra gli incubi, in un onirico che trova la sua etiologia nella ripetitività delle strutture, che fanno da corredo perfetto alle canzoni-poesie della frontgirl, lydia tomkiw, con un immaginario che spazia dal tribale al vittoriano, in un'atmosfera cupa ed eterea, che riprende le sonorità più dolci dei cranes, o dei sonic youth, e le parti più nere e depresse dei bauhaus e dei dead can dance.
L'insieme dei brani diventa una violacea accozzaglia di poesie, una caduta verso la desolazione più totale e verso la tranquillità più estrema, un rito che spiazza, costringendo chi ascolta a immedesimarsi, e a cercare l'anticlimax dell'album, vagando tra tracce che sprizzano ingannevole felicità da tutti i pori, e pezzi che si rivelano per quello che sono, un inutile perpetuarsi della musica, uno sprofondare nel tedio della creatività. 
Tra l'amore e l'atarassia, the secret like crazy, è un album da ascoltare.

FILESTUBE AMMAZZA RUFFINI

1988, RRRecords

lunedì 26 dicembre 2011

Animals as leaders - Weightless



















LISTA DELLE TRACCE TURUTURUTTURUTU MA DISPARI
  1. An infinite regression
  2. Odessa
  3. Somnarium
  4. Earth Departure
  5. Isolated incidents
  6. Do not go gently
  7. New eden
  8. Cylindrical sea
  9. Espera
  10. To Lead You To An Overwhelming Question
  11. Weightless
  12. David
Gli Animals As Leaders sono un progetto chitarristico solista del diversamente ariano Tosin Abasi (ex Reflux), supportato alla chitarra ritmica da Javier Reyes e dal batterista Navene Koperweis.
Weightless è il loro secondo disco, dopo "Animals as leaders" (2010); a mio parere un po' troppo pomposo e progressive, ma comunque apprezzabile.
"Weightless" (disco interamente strumentale, come il suo predecessore), nel quale è fatto uso pesante di  campionatore, sintetizzatore e altri elementi elettronici.
Potremmo definirlo, nel suo insieme, un'opera d'arte che non ha né lo scopo né la pretesa di rappresentare alcunché, che non vuole comunicare alcun messaggio.
Ogni passaggio si alterna in modo fluido e preciso, senza sbavature, pulito e ordinato, nelle sue complesse strutture ritmiche e melodiche/armoniche, anche a costo certe volte di apparire freddo o meccanicistico.
Fra questi passaggi possiamo trovare giochi chitarristici in stile battles (un paragone decisamente legittimo, essendo un disco djent/mathcore), scale di ogni tipo in stile progressive metal, ma anche passaggi abbastanza pesanti, che strizzano l'occhio al metal più pesante e moderno.
Nonostante si tratti palesemente di un disco "di chitarre", la batteria non è un elemento di mero accompagnamento, ma una parte fondamentale e onnipresente nella composizione delle strutture e quando senti alcuni fighissime rullate abbinate a un brusco cambio di stile ti viene proprio da pensare "Proprio bellobello!"
Pulito, levigato, preciso, curato, in ogni suo arrangiamento.
By Casalps

MEDIAFIRE NON SA FARE LE DIVISIONI 

domenica 25 dicembre 2011

Instagon - So this is christmas......?



















 LISTA DELLA TRACCIA NATALIZIA
  1. So this is christmas......?

Il natale è come facebook.
Se non ci fosse, staremmo tutti meglio, ma dato che c'è, non possiamo esimerci dal festeggiarlo augurando "buon natale" o "cattivo natale" o "neutro natale".
Neutro natale a tutti quanti. Vi regaliamo Instagon.

Chi è questo Instagon? Che roba è? Come funziona? 
Lasciamo parlare la descrizione del bandcamp, che è più eloquente di qualsiasi descrizione possa io, misero recensore di musica-divertissement, darvi. 
Instagon was conjured in 1993 and has been continually transforming since that time. Never the same ensemble on stage.. performing regularly with Lob at the helm.. the ritual continues and the music just evolves... Over 580 sessions.. and nearly as many different players, Instagon continues to combine musical notions & chaos theory into something that has become the most unique band project ever.

Bene, abbiamo capito che sono dei folli condividui che fanno musica molto bella, se vi interessa, trovate maggiori informazioni, e lavori, qui.
Adesso, parliamo dell'opera.
So this is christmas, è una lunga suite, noise, dissonante, un collage di suoni che non si capisce bene che ci facciano incollati l'un l'altro. Una festa barbara, della controcultura e della musica underground, che balla su una base stressantissima: "So this is christmas", le prime parole della canzone di quel buontempone morto di John Lennon, Merry christmas, war is over. Sul palco sonoro si alternano ruggiti umani a canzoni di natale cantate a casaccio da donnine laide. 
L'esperimento potrebbe essere visto come normale augurio di natale, come banale attacco alla società consumistica che si forma attorno a un evento religioso/pagan/culturale/post-punk/glo-fi, oppure semplicemente come un collage dadaista, nel quale tutto ciò che fa venire in mente le feste natalizie (e con queste la morte, la distruzione, la perdita dell'identità, eccetera eccetera), viene messo in relazione sotto lo sguardo austero e massone del caro Johnnon.
Una suite di 16.31 strabordante di natale e morte, una cosa che effettivamente non avevo mai sentito prima. 
Quindi crogiolatevi nell'inquietudine, e neutro natale.


MEDIAFIRE VI AUGURA BUONA PIRATERIA

2011, Bandcamp

sabato 24 dicembre 2011

Uochi Toki live @Blah Blah Torino (22/12/2011)


Le premesse sono per gli sfigati. 

Antefatto: Buona parte della redazione di Bjorko Dio si trova a Torino per andare a sentire il sopracitato concerto. 

Il blah blah è un posto brutto. Basti citare la presentazione che hanno fatto al gruppo e al disco:

"E' il settimo questo disco che Rico e Napo sviluppano e creano assieme, il sesto con il vuotissimo nome "Uochi Toki", il secondo che esce per il collettivo di artisti denominato 'La Tempesta Dischi'.
In questo album gli Uochi Toki hanno deciso di mettere mano ad una delle tematiche più attraversate dalla musica di tutti i tempi, ovvero l' Amore, componendo un disco di love songs che strabordano di emotività e sentimenti assolutamente non lineari."

Il locale è stato all'altezza delle (bassissime) aspettative. Ad aumentare la pena, presenza di un'esposizione di quadri di critica sociale dozzinale in ovunquelato (ndr, vabbè che stavamo giocando a Magic e non è che avessimo tutta questa gran voglia di analizzare). Rico e Napo gironzolano per il locale, interagiscono, sò pucci. Segue il soundcheck più divertente della mia vita sponsorizzato da Zona Mc, che fungeva da fonico nell'evento. Lo sgabuzzino da 80 persone dove abbiam sentito il concerto comincia ad affollarsi intorno alle 22. Pubblico relativamente eterogeneo, dal metallino con la maglietta dei Black Sabbath, all'hipsterone abituale frequentatore che è lì solo perché c'è la fregna (?), alla gente da club culture che ODDIO FANNO ELETTRONICA MOLLEGGIAMOCI SULLE GAMBE IN MODO APATICO E ANNI '90. (ndr, usare un periodo di dieci anni come aggettivo è terribilmente anni '90)

E poi i due signori. Si inizia per sovrastrutture. Rico comincia ad emettere onde quadre, Napo disegna su un tablet collegato a un proiettore. Improvvisazione al massimo storico, molto CAED, una canzone nuova (ndr, NUOVO DISCO A MARZO BJORKO DIO), molto Libro Audio, si chiude con l'ultima e la prima traccia del sopracitato CAED. Dare aggettivi all'evento non è utile o propedeutico al vostro comprendere, potrei definirlo come un'ora e mezza di onde quadre e discorsi e disegni. Non rende, non serve. Per capire bisogna partecipare, bisogna parlare, o stare zitti e sentirli parlare. Il pubblico forse non ha capito tutto questo granché, ma ha recepito molto. Comunque la barba di Napo è meglio dei Terrestri.
E noi ci abbiamo parlato, alla facciaccia vostra. 



venerdì 23 dicembre 2011

Thee Oh Sees - Carrion Crawler/The Dream



















LISTA DELLE TRACCE INTESTINALI

1. Carrion Crawler
2. Contraption/Soul Desert
3. Robber Baron
4. Chem-Farmer
5. Opposition
6. The Dream
7. Wrong Idea
8. Crushed Grass
9. Crack In Your Eye
10. Heavy Doctor

I Thee Oh Sees sono dei ragazzotti guidati da John Dwyer, conosciuto anche per il suo ruolo nei Coachwhips. Cominciano a far cose nei primi anni 2000, in un escalation di prolificità che li porta a sfornare due album nel 2011, Castlemania (che mah, boh) e Carrion Crawler/The Dream.
Ho inoltre appreso che questa uscita è l'unione di due EP che la band aveva intenzione di far uscire separatamente. E allora? Direte voi. Boh.

Ad ogni modo, il disco può essere descritto come un misto tra il garage rock ed una psichedelia lievemente dissonante, con qualche atmosfera space rock in alcune tracce. Forte è l'influenza dei Pink Floyd periodo Barrett (alcune parti di chitarra, specialmente in Carrion Crawler potrebbero appartenere ad Instellar Overdrive).
La chitarra è fedele alla tradizione garage rock, distorta ed ossessiva, mentre il basso è pulito e semplice. Tracce come Chem-Farmer, dove il gruppo riesce a far entrare più influenze nella propria musica, rivelano anche qualche lieve accenno di Jazz ed accentuano gli influssi Space Rock, mentre la breve Opposition presenta una parte di chitarra simil-punk ridimensionata da basso e voce.
Il tutto registrato in presa diretta, quindi senza artifici, secco e genuino.

In sostanza niente di eccessivamente sperimentale o importante, ma comunque niente male dai, un ascolto può starci.


FILESTUBE NON SA CHE CAZZO DIRE

2011, In the red

martedì 20 dicembre 2011

Golden axe - Liquid bacon


















LISTA DELLE TRACCE CON UNA COPERTINA NAIF
  1. Space fire
  2. Moon of peaceful planet
  3. Hot in the city
  4. Fulltime fun
  5. Meet me in the jungle
  6. Circular staircase
  7. Bees to meet you
  8. Up & down man
  9. Peaceful planet
Quest'album, trovato su bandcamp, è un frullato garage-elettronico, di una musica che ricorda da un lato il punk blues di white stripes, jon spencer blues explosion, grinderman, dall'altro la new new wave che si è formata ultimamente e che ha preso piede nell'humus indie (i neon indian, ad esempio).
Che dire, il risultato è molto piacevole, grezzo e ruvido al tatto, ma dolce nella consistenza. Alterna lunghe ballate elettroniche a inni noiseosi e garageosi, con la finalità di scuotere e rilassare gli animi di chi ascolta, per creare una situazione rovente ed elettrica, a mo' di defibrillatore.
I brani sono un cazzo di girotondo che non avete idea.
Dalla rapidità inquisitoria e franzferdinandiana di "Space fire" e "Hot in the city", alla riflessione delle due canzoni che hanno "Peaceful planet" nel nome.
Una divertenza spettacolare: già dalla copertina ci è chiaro il programma dei golden axe: una danza veloce, saltellante, ed eterea. Uno scherzo che puzza di gameboy color e scantinato. 
La cui vera sorpresa è nell'ultima traccia. Che non si capisce bene perché, rappresenta la calma dopo il rave, il chill out dopo la festa. 
Finalmente, riposo. E il dimenticarsi cosa è successo la sera prima.
Ubriacatura elettronica.


MEDIAFIRE ANCHE SE C'ERA IL DOWNLOAD DA BANDCAMP MA VI VOGLIO BENE E NON VI FACCIO PERDERE TEMPO IN E-MAIL

2011, bandcamp

lunedì 19 dicembre 2011

Dephosphorus - Axiom


















ΛΙΣΤΑ ΔΗΛΛΗ ΤΡAΧΧIH

1.  Collimator
2.  Continuum
3.  Dephosphorus
4.  Indulge Me In Silence
5.  On The Verge Of An Occurrence
6.  Knife Missile
7.  The Long Crossing


I Dephosphorus cominciano a fare robe nel 2008, in Grecia. Dopo anni di demo registrati e altri titititirititi, sbuca fuori Axiom, prodotto da una casa discografica tedesca. E son grosse esplosioni anagogiche e cosmiche in ovunquelato.


'Sti mangia-aglio han svecchiato un genere come il grindcore nobilitandolo, a loro stesso dire, ad "astrogrind", dando alla violenza dell'album un valore rituale e purificatorio altissimo e che ha radici enormemente antiche. Un certo tipo di esoteria simil-pitagorica permea tutto l'album sin dal titolo e dall'artwork. La geometria sonora e la perfezione della brutalità dell'album sono tutti i mezzi che i musicisti in questione usano per raggiungere la catarsi, per epurarsi, per diventare un puro esercizio di ragione nella sua accezione più antica, quella degli atti di pura forza che si eseguono in contrasto con la natura violenta della physis stessa. Copiosissimi viaggi metempsicotici ed elevazioni spirituali per un genere che s'era consegnato all'idolatria suicida di pochi fanatici che ne capiscono ben poco.


MEDIAFIRE FA ROBE ESOTERICHE

2011, 7 Degrees Records

domenica 18 dicembre 2011

Verdena live @casa della musica napoli (17/12/11)




Ah, eh, uh.
Premesse: 
1. C'è stato un periodo della mia vita in cui ho difeso i verdena a spada tratta, sono arrivato ad apprezzarli veramente molto
2. In live i verdena sono perfettamente capaci di suonare
3. Il pubblico napoletano è pessimo


Cominciamo.
Casa della musica, un ambientino a modo dalle parti di piazzale tecchio, pieno di fumo, con due ali di gradoncini che danno spazio a un medio spazio centrale nel quale si riversa la folla dei concerti. Un concerto che comincia alle 11 e mezza. E va bene, sono i verdena, non si ascoltano a prima mattina, però insomma.
Entrano, senza dire una parola al pubblico cominciano e finiscono la loro esibizione. Eseguita alla simil-perfezione, con dei seri problemi ai volumi, ma senza sbagliare quasi nulla nelle canzoni. E va be', hanno una lunga esperienza live, ce lo aspettiamo.
La vera questione, che mi ha basito al punto di rimanere pietrificato per tutto il concerto tra le masse salterine e poghine che facevano avanti e indietro, è sociologica.
Il concerto di ieri (l'unico live dei verdena a cui ho assistito) è stato una delle tante cristallizzazioni del funerale della musica indipendente degli anni '00: il gioioso funerale della cultura indie.
I verdena sono diventati un idolo, dinanzi al quale irradiare la propria identità nel rito di massa del nervosismo, l'agitazione. L'autocoscienza che si perde nella brutta copia del rave, la fine concreta del rapporto stretto che si intesse tra chi suona e chi ascolta, la morte della mimesi. Non che sia un male, ma i verdena non sono fatti per essere osannati, ma sono fatti per essere ascoltati con criterio, per stupire il pubblico con un movimento grezzo e lamentoso, il grunge che li pervadeva nella demo tape di blu ninive, nel loro primo album, verdena. La sporcizia romantica di ultranoia, e non il romanticismo sporco di scegli me.
Con il tour di Wow, i tre ragazzi albinesi (albitani? albini?) hanno deciso di intessere la trama del proprio suicidio, e della sentenza verso la musica alternativa, un exploit potentissimo, con un'equalizzazione dolce e orecchiabile, che, più che cambiare strada, racconta in chiave contemporanea la storia di un decennio; la parabola della cultura indipendente che affonda in un tour pieno di fan, pieno di amplificatori, e di idolatria.
Una spersonalizzazione, una beffa travestita da opera, un' estroversione del genio, che nel confronto con il pubblico, collassa su se stessa. L'ultima voce ruvida dei verdena, è ironicamente morbida e accomodante.
La morte del duemila è un natale dionisiaco.
Ciao, verdena, avete fatto il vostro lavoro.
Adesso tocca agli altri. 

sabato 17 dicembre 2011

Fennesz - Black sea



















LISTA DELLE TRACCE PETROLIFERE
  1. Black sea
  2. The colour of three
  3. Perfume for winter
  4. Grey scale
  5. Glide
  6. Vacuum
  7. Glass Ceiling
  8. Saffron revolution

Christian fennesz, un musicista ambient/glitch, ha spaccato tutto il mondo delle recensioni nel 2001, con il suo "Endless summer", un album di ottimo gusto, che comunica tutto attraverso una musica ambient calda e incertamente felice, i primi passi di un bambino sulla sabbia.
Black sea, la maturità, è il suo opposto, il suo Yin, la desolazione della spiaggia che in endless summer ci ha abbracciato tra le sue spire.
Il sound rimane lo stesso, ci troviamo sempre davanti a una musica che coniuga l'elettronica al drone, in un tripudio di bassi, che occludono l'ascolto, e dai quali emergono rare e lucide melodie, un rito lento e alienante che porta alla catarsi. 
Se in endless summer questo ambient era trasformato in un caldo utero colmo di liquido embrionale, qui l'appiccicoso sistema di equalizzazione rappresenta invece un mare scuro, notturno, inquinato. La presa di coscienza del mare, la maturità del marinaio, che non vede più mare e terra come le due facce genitoriali dello stesso pianeta, ma che li osserva, e ci si perde dentro, nell'ignoto, nell'incredibile.
Lo strumento, una chitarra acustica, che viene effettata in tutti i modi possibili, simula le onde, e la notte, simula gli uomini, le stelle. Una barca, malinconica, che viaggia sulla memoria, sul futuro, mai sul presente. Un feedback, una citazione. Un lavoro magistrale.
Una ripetizione inversa, un negativo, ecco cos'è black sea, l'antagonista di endless summer.
Di pari livello.
Di pari bellezza.
Da ascoltare insieme. Uno dopo l'altro. (Link a endless summer)

MEDIAFIRE SI PERPETUA NEL KARMA

2008, Touch

venerdì 16 dicembre 2011

Mircanto - Esercizi di statica



















LISTA DELLE TRACCE DEPRESSE(?)
  1. Cielo b
  2. Entroterra
  3. Statali stese
  4. Esercizi di statica
  5. Mircanto
  6. Poca voce
  7. Sfiori
  8. Piovaschi
  9. Dicembre
Prima di cominciare la recensione, un bel grazie a quei ricchioncelli di The breakfast jumpers, che hanno sponsorizzato ampiamente la carriera dei mircanto, e quest'ultimo album.

Esercizi di statica è un album tutto italiano, pieno di malinconia stivalesca, con tematiche ricorrenti, caffè, chitarre acustiche, voce traballante, tre quarti, quattro quarti, trallallà.
Un album carezzevole e disilluso, che riassume in pochi brani, in trentacinque minuti, una condizione attualissima, che dilaga nel paesino periferico: dove in città si combatte per i propri diritti con la musica di iosonouncane, e sulle montagne si balla il gran folk apotropaico dei modena city ramblers, nella periferia delle città, dove non c'è spazio per la rivalsa, né per la negligenza, le persone, nate vecchie, impugnano una chitarra acustica, e cominciano a suonare di quello che vedono in giro. Questa è la situazione dell'ormai defunto artisticamente vasco brondi, dei ministri, e così via.

Nel paese nuovo ma già stanco dei mircanto, c'è spazio solo per la commiserazione. Niente rivalsa, il piano è semplicemente guardare la disfatta dell'uomo, e decantarla in un linguaggio comodo e orecchiabile. 
Una catarsi del contadino, la liberazione di chi non sa più cosa dire. La liberazione di chi non sa più cosa dire, consiste nel dire le cose che si hanno intorno. Senza secondi fini, senza rivoluzione. Aspettando che qualcuno ci salvi, senza mai salvare. Triste, realista, liquido.
Duemilaundici.

SI SI OK SCARICATEVELO DA QUI

2011, Bandcamp

giovedì 15 dicembre 2011

Goreshit - Blue Girl On Sunday


















LISTA DELLE TRACCE MOE :3 MOE :3 MOE :3 MO- E INVECE NO PORCO DIO

1.  Welcome to the high life!
2.  Mimic
3.  Super special
4.  Noravu
5.  Pon
6.  Goretrance 7
7.  Blue girl on sunday

Facciamo che su questo tizio qua si sa molto poco, se non che è americano. Facciamo che nel 2006 comincia a far ROBE e che continua fino ad ora. Facciamo che nel 2007 pubblica il primo album,  Watashi wa baka yaro desu. Facciamo che in 4 anni ha già 15 album all'attivo. Facciamo che fra questi album ha un album che fa a metà fra breakcore e lirismi classicisti in modo molto Apparatoso. Facciamo che già dal tag lolicore e dal fatto che il nome del primo album sia in giapponese vi aspettate le Vocaloid.


E INVECE NO.


La scena lolicore, di per sè, non esiste. Consiste in otaku appartenenti al club della bedroom music (musica fatta in camera per essere ascoltata in camera) che un bel giorno han deciso di campionare gli urletti che le varie genti Tsunderose/Moe degli anime facevano. "Eh ma dai, sarà techno scialbissima con voci ultratarre" direte voi.


E INVECE NO.


Bjorko dio, 'sto tizio s'è messo a far Dubstep, Hardcore e Breakcore con il materiale sopracitato ed è riuscito a mantenere una parvenza di credibilità. In un certo senso, anche a destrutturare un po' la cultura pop delle voci artificiali giappe che si è e si era tanto diffusa ora in Giappolandia (ndr, vedi "Vocaloid" sopra). Dall'Happy Hardcore alla Kitsune alla velocità astrusa e frammentaria con drum machine che si pestano selvaggiamente e sirene demenziali e stereotipate che vociferano distorte sul tappeto sonoro, questo album sfascia tutti i cessi. Se volete divertirvi come maiali, ascoltate fortissimo. Consiglio vivamente anche Bleak e Semantic compositions on death and its meaning per approfondire al meglio i lavori meno lolicorizzati. Fondamentalmente le figate ovunque.

BANDCAMP TSUNDERE MADONNA LAIDA

2011, autoprodotto

mercoledì 14 dicembre 2011

Florence + The machine - Ceremonials


















LISTA DELLE TRACCE TEATRALIX
  1. Only if for a night
  2. Shake it out
  3. What the water gave
  4. Never let me go
  5. Breaking down
  6. Lover to lover
  7. No light, no light
  8. Seven devils
  9. Heartlines
  10. Spectrum
  11. All this and heaven too
  12. Leave my body
  13. Remain nameless
  14. Strangeness and Charm
  15. Bedroom Hymns
Cosa distingue Florence da una qualsiasi cantante pop mtvosa che propinano i media?
Eppure non fa neanche la parte della wasted cupa drogata e morta, come la cara amy winehouse, come tutte le altri artiste di musica commerciale, promuove un'immagine di sé rassicurante e fragile allo stesso tempo. 

Quindi dov'è la particolarità, chiederete tutti, perché dovrei ascoltare florence + the machine, e non natalie imbruglia, kate nash, adele
E qui la risposta:
Prima di tutto, l'enorme attenzione ai particolari. Ogni canzone di florence è di una semplicità melodica imbarazzante, che spesso ha il suo cardine in uno o due accordi. La grandezza della cantante, in lungs come in ceremonials, è di rendere ogni volta diverso quell'accordo, in un dinamismo barocco, che se nel primo album diventa un incerto, affascinante incedere della struttura portante della canzone, in ceremonials si trasforma in un climax che attraversa ogni singolo, e che riprende un'idea di viaggio spiritual-armonico nella quale possiamo trovare influenze di lavori di altissimo livello, che vanno dalla musica trasformista di Kate Bush, fino all'ironico gospel del Nick Cave di the good son.
Un lavoro compatto e completo, un sistema eterogeneo che si sintetizza in un'enorme inno alla bellezza, alla sacralità-non sacralità dell'amore, un gioioso accettare la propria corporeità e farne la propria religione.
Il tutto reso perfettamente da una rappresentazione teatralissima che ha il gusto dell'articolato e del complesso, un pleonasmo non pleonastico, con l'unica pecca di durare troppo (Un'ora e dieci di album, in my humble opinion, è sopportabile solo se rasenta il capolavoro). 
Una goduria di non poco conto.

RAPIDSHARE FATMC!

2011, Island

martedì 13 dicembre 2011

Com truise - Galactic Melt





















LISTA DELLE TRACCE HIPSTA
  1. Terminal
  2. VHS Sex
  3. Cathode Girls
  4. Air Cal
  5. Flightwave
  6. Hyperlips
  7. Brokendate
  8. Glawio
  9. Ether Drift
  10. Futureworld
Galactic melt è il primo album in long play ultrasintetizzato di Seth Haley, in arte Com truise.
Il lavoro presenta un lungo excursus di musica elettronica dalle melodie edulcorate e dalle percussioni boostate, in un coadiuvo di caducità e fierezza, che ricorda dal lato armonico-melodico, l'indie pop elettronico che ultimamente ritroviamo nei lavori non solo underground, non solo alternativi. Dai neon indian fino ai coldplay di mylo xyloto, insomma, una timbrica che fa un po' il verso al pop elettronico anni '90, un po' alla new wave, comunissima nei primi anni '80. Ultimamente la musica elettronica pop positivista è piena di figli di brian eno, insomma.
Il lavoro di com truise è una sintesi perfetta del lavoro indipendente dalla bella equalizzazione, impomatato come un fanciullo che va al gran ballo della scuola, influenzato dalla scena DIY angloamericana, che riesce ad ottenere un minimo di successo pubblicandosi sull'internet, ma che alla fine, è palesemente alle prime armi.
L'arrangiamento è fin troppo curato, ma manca di mordente, è un album che rischia di entrare da un orecchio e uscire dall'altro, e lasciare dentro solo un vago sussurro elettrizzato.
Bello da ascoltare mentre si sta facendo altro, noiosetto da studiare.
Ma a chi piace la musica sintetizzosa e di facile ascolto, questa sorta di musica post-elettronico-pop-twee-piglinculo, può piacere parecchio.
Quindi sponsorizzo.

MEDIAFIRE HA UN GIRO DI CASSA IN 4 POTENTE 

2011, Ghostly International

domenica 11 dicembre 2011

Les fleurs du rien - Le minuscule goliath entre les métaphores et le surréalisme [100]


















LISTA DELLE TRACCE CONCETTUALI
  1. Premier mouvement, le communisme
  2. Métaphore I - Pasolini, applaudissements
  3. L'angleterre, mimétisme
  4. Métaphore II - Fichte, le tisserand
  5. Chevalier
  6. Métaphore III - Kafka, l'usine
  7. Allah akbar
  8. Interlude, fantome
  9. Catachrèse
  10. Apnèe
  11. Un jour de pluie, votre enfant a été enlevé
  12. La triste ironie
  13. Nekya ou mére
  14. Acier trempè
  15. Rituel
  16. Interlude, l'esthétique
  17. La femme
  18. L'amour nous rendra détruites
  19. Métaphore IV - Huxley, brave new world
  20. Le le
  21. Métaphore V - Pound, n'est past d'un seul oiseau, mais de nombreux
  22. Dernier mouvement, l'anneau
Partiamo dal presupposto che sono diventati il nostro gruppo preferito:
Questa è la centesima recensione, scritta a quattro mani dai due amministratori del sito, e ci terremmo a divulgare un lavoro di portata epica, che è uscito in rete da pochissimo, ma che è stato sviluppato qualche anno fa.
Les fleurs du rien, evidente citazione baudelairiana, sono un gruppo lionese, che si è formato dalla rottura di un ex collettivo di musicisti, e che rappresenta la sfida autoimposta dai componenti l'uno nei confronti dell'altro. A quanto ho capito l'album è diviso in pezzi fatti da tre dei componenti del collettivo, registrati in casa o giù di lì. E questa è una cosa fantastica, perché l'album si traduce nel perpetuarsi di un sound genuino e competitivo, in cui ognuno ha bisogno di rendersi più geniale dell'altro. È una cosa che si può riscontrare anche dai bruschi cambi di equalizzazione che vanno da un pezzo all'altro (es. rituel - interlude, l'esthétique).
L'album si presenta come uno dei lavori più intellettuali degli ultimi dieci anni, un roseo assortimento di pezzi che sviluppano un significato eterogeneo ma unito. Una grande ansia pervade il lavoro, che fa il culo a quella che potremmo trovare in spiderland o a quello che potremmo provare ascoltando the ascension, ma ogni brano ha il suo particolare e geniale tipo di angoscia. Dai pezzi elettronici, che ricordano molto la chillwave emergente, ma che si distaccano da essa per la grandissima dinamicità, per l'humor nero dilagante, ci spaventiamo e ne siamo affascinati allo stesso tempo. Qui i concetti si intersecano tra di loro fino a formare un concerto di cui è difficilissimo cogliere il significato ultimo, e di cui possiamo esser "certi" solo a partire dal titolo stesso. I pezzi registrati malamente, con un lo-fi costruitissimo e genuino allo stesso tempo, rappresentano l'inganno casalingo della filosofia, l'impossibilità del riscatto morale e spirituale del pigro. Mentre gli altri brani, che vantano una chitarra distorta come non ho mai visto in giro, di una purezza impressionante, sono l'apoteosi dell'ira spregiudicata e sterile. Il citazionismo attivo pervade tutto il lavoro, e ne fa un gioiello della musica di ogni tempo.
Talvolta è ncessario usare termini come "affresco" o "recherche" per definire il modo in cui un album incede. Qui, attribuire tali definizioni sarebbe solo pedante, inutile ed arrogante. Si entra nella musica outsider colta, che porta all'intellettualizzazione dell'ingenuità naif tipica del genere. Mirabilissimi esempi di minimalismo possono trovarsi in l'angleterre, pezzo scarno e spoglio oltre ai preconcetti stessi del genere, oppure in l'amour, che si traduce in un disperato ma freddissimo gemito, senza bisogno di ulteriori artifici. La filologia e l'epica antica hanno ruolo preponderante nell'album. Come definito dal manifesto Ultraista a cui aderirono scrittori come Borges, ogni mezzo retorico viene rifiutato, tranne quello più elementale e caratterizzante, ovvero la metafora. Se ne trovano diverse, quella grottesca e noise di carattere Pasoliniano, quasi a rappresentare una Salò dei giorni nostri, quella rumoristico-avanguardistica di Fichte, qui tessitore per paragone con le Parche, la fabbrica di Kafka, la cui disperazione e brutalità sovrasta tutto, il Mondo Nuovo di Huxley, in cui la follia del moderno permea le onde quadre e infine Pound, in cui il modernismo si configura come un ritorno al passato, alle melodie naturalistiche del '400. Si ha poi l'epos di chevalier, un ritratto assolutista che a molti ricorderà Lorca e l'Eldorado di Poe. Allah Akbar, ironico omaggio all'Islam. Nekya, la catabasi negli inferi, chiaro riferimento al topos ricorrente in tutta l'epica antica, da Gilgamesh sino ad Odisseo. I due movimenti che aprono e chiudono questo capolavoro, infine, sono forse da attribuirsi all'opera collaborativa di tutto il collettivo. Le communisme incede in maniera terribile e fiera, L'anneau chiude con lirica delicatezza l'opera.

Un album, siamo convinti, che farà storia.

BANDCAMP SCHIELE

MEDIAFIRE ERNST 

2004, indipendente

sabato 10 dicembre 2011

Yellow swans - Going place


















LISTA DELLE TRACCE NOVANTANOVE
  1. Foiled
  2. Opt out
  3. Sovereign
  4. Limited Space
  5. New life
  6. Going places
Cadere in un brutto sogno e ritrovarsi in un mondo completamente alieno, annichilito nel suo nichilismo, perfettamente autarchico. Chiedersi che fine ha fatto il sole e non trovare una risposta concreta in nessuno. Nessuno parla la tua lingua, e tu sei un derelitto, un povero viandante, che arranca su una via cementata di pioggia e riverbero. Tutto è grigio, e tu sei cieco, provi a canticchiare le canzoni che già conosci, gli asteroid galaxy tour, i doors, ma tutto è inutile. Non hai voce, sei costretto in una barriera, un ermetico campo di concentramento globale, dove ibridi uomo-bestia riducono a brandelli coloro che sprizzano eroicità da un qualche poro; un tour della follia della scienza che sai già che si concluderà con un'iniezione letale, che la pioggia non laverà. La pioggia. 
La senti sulla tua pelle, eppure non piove. Guardando il cielo viola, ti perdi nel tuo circoscritto metro quadro. Il suolo pubblico è divenuto il suolo privato dello stato, ognuno assume la forma che vuole, il sole è via. Le stelle sono via, una cappa di fili di metallo intrecciati sovrasta la terra e pervade gli animi, quella che tu chiamavi società è diventata identità; non ci sono più rivoluzioni. Ti senti ubriaco, eppure l'alcol è proibito. Lo sballo della filologia attraversa le guance paffute e nere di chi ti sta intorno, le luci si accendono e si spengono al ritmo del tuo battito cardiaco. 
Finalmente, ti svegli.
Nel tuo letto.
E il mondo fuori, è esattamente com'era nell'incubo. Questa è la tua metafisica. 
Cominci a piangere, annoiato.
E nell'aria, questa musica. 


MEDIAFIRE CE L'HO NELL'ALTRA CONVERSAZIONE

2010, Type

giovedì 8 dicembre 2011

Ectoplasm Girls - Txn


















LISTA DELLE TRACCE CON INFLUENZE UN PO' DAPPERUTTO
  1. Dvorek
  2. Before It Gets Too Late To Begin
  3. I Is The Heart
  4. It's True
  5. Sexodrome
  6. Adéle
  7. If Your Mother Asks
  8. You Be Me
  9. Mama Put Me In A Pie
  10. This Is
  11. We Are
  12. Continuous Manifestations
  13. In Heaven 
 Nadine e Tanya Byrne sono i nomi delle due sciamane che ci hanno consegnato quest'album. Il loro progetto nasce come un tentativo di commistione di musica e arte visiva, e fra una mostra fotografica e un vernissage di 'sti gran cazzi, le due fanciulle trovano anche il tempo di consegnare al pubblico Txn.

Tutto l'album raccoglie la tempesta che è stata la musica elettronica a sfondo esoterico dai Coil ai Salem. Dall'industrial esoterico alla witch house, passando per la moan wave, questa suite è come una panoramica. Dai loop soffocanti e curvilinei si passa a brani burleschi a carattere demenziale ma terribilmente grotteschi. Il tutto si concretizza in una gigantesca via della seta d'asfalto, in cui le due sorelle, forti del loro bagaglio cultural-musicale, riescono a far una roba che suona. Il sogno verdognolo di un Poe drogato d'oppio sin al midollo ci viene presentato su un piatto di peltro. Niente male.

FILETRAM HA UN BAGAGLIO CULTURALE NOTEVOLE

2011, Ideal

mercoledì 7 dicembre 2011

The Rapture - In the grace of your love


















LISTA DELLE TRACCE NATHAN È IMMORTALE
  1. Sail away
  2. Miss you
  3. Blue bird
  4. Come back to me
  5. In the grace of your love
  6. Never gonna die again
  7. Roller coaster
  8. Children
  9. Can you find a way?
  10. How deep is your love?
  11. It takes time to be a man
I rapture li conosciamo un po' tutti; sono uno dei gruppi portanti della scena angloamericana che fonde la musica indie con un post-punk molto edulcorato, scena nella quale ricordiamo persone come i pigeon detectives, gli strokes, i killers, e chi più ne ha più ne metta.
Questa scena, appunto, di post-punk revival, ha la capacità di piacermi molto, per l'orecchiabilità e le eq accattivanti, ma di rendersi odiosa ogni ascolto di più: i killers, ad esempio, riescono a formare un album con pezzi che si basano su una sola scala, e quindi che noia, gli strokes, si ripetono e scadono nella banalità di angles, i pigeon detectives, non se li caga nessuno, e così via.
I rapture, si differenziano da questi gruppi per una preparazione strumentale decisamente più originale: pur usando gli strumenti canonici del pop rock, più gli abbellimenti elettronici, riescono (non sempre) a creare delle figure ritmico-melodiche assai interessanti, e semplici nello stesso momento (significativa è la stessa "Echoes", canzone del 2003 che ha fatto da sigla a misfits).
Quest'ultimo album, in the grace of your love, è il punto di incontro tra le due grandi curve del gruppo: il calo inesorabile dell'originalità, e la presa di coscienza di una maturità oramai affermata. 
Ed è qui che non si sa più cosa dire. Le canzoni rimangono i pezzi dei rapture; ma con due caratteristiche principali: il sound grezzo e non sempre sopportabile dei primi lavori, si trasforma in un dance punk discretamente etereo, tra l'elettronico, il tribale e l'indie, che si traduce facilmente come un'apoteosi dell'identità revivalosa del gruppo, e che diventa piacevole da ascoltare e analizzare per tutta la durata della release; d'altro canto, le idee scarseggiano. Mamma mia, se scarseggiano; è un fatto che i rapture riescono a mascherare dietro i vari arrangiamenti che tendono a diversificarsi in una sfuggevole e completa ramificazione dei brani, ma la verità vera, è che tutti i pezzi, denudati dei loro connotati formali, sono non dico dei pezzi già sentiti, perché essere già sentito nella musica di oggi è inevitabile, bensì sono dei veri e propri standard. Come se i rapture decidessero di cogliere i loro frutti nell'immaginazione musicale collettiva dell'uomo del ventunesimo secolo. E non serve a molto abbellire questi standard con bridge che non c'entrano niente o con intro e outro che proprio cioè wao. 
Ad ogni modo è un bell'album.
Certo, non dice nulla di nuovo, ma è un bell'album.

MEDIAFIRE È DANCE MA ANCHE PUNK MA ANCHE MISFITS.

2011, DFA

martedì 6 dicembre 2011

Gnaw Their Tongues - Per Flagellum Sanguemque, Tenebras Veneramus


















LISTA TRACCIORUM PORCUI IDDII
  1. Hic Est Enim Calix Sanguinis Mei
  2. Human Skin For The Messengers Robe
  3. Urine Soaked Neophytes
  4. Tod, Wo Ist Dein Licht
  5. Fallen Deities Bathing In Gall
  6. Bonedust On Dead Genitals
  7. The Storming Heavens As A Father To All Broken Bodies
  8. Per Flagellum Sanguemque, Tenebras Veneramus
Gnaw Their Tongues, aka Maurice De Jong, è il progetto del suddetto olandese. Esordisce con Spit At Me And Wreck Havoc On My Flesh nel 2006, si consacra alla critica nel 2010 con L'arrivée de la terne mort triomphante e arriva nel 2011 a produrre Per Flagellum et cetera et cetera.

Ora; Black Metal. Sappiamo bene o male tutti delle vicende di Burzum, dei norvegesi che brucian le chiese, dei Gorgoroth con le teste di capretti sui pali ai concerti, della cover di Transylvianian Hunger che ogni gruppo del genere tenta di copiare, del face painting, di viva viva Aleister Croley e di alè oh oh Satana.

Fondamentalmente a chi è estraneo alle tematiche dell'ambiente o si stringe il culo appena sente pronunciato il termine o si pronuncia in sorrisi paterni di compiacimento ché "sò ragazzi famoli giocà".

Stiamo in un'altra dimensione con De Jong. Tutto ciò che è diventato stereotipizzato del black metal, la sua stucchevolezza, le pagliacciate misantrope, i raccontini KVLT dei membri delle band che s'ammazzan fra di loro, ogni cosa viene lasciata alla plebaglia. La musica diventa rito, diventa liturgia, diventa una foresta violacea forata qua e là dalle fiamme nerissime dei momenti più catastrofici e catartici e catacombali. Archi isterici senza stucchevolezza romantica, colpi di maglio di puro rumor bianco, misticismo ed esoterismo ovunque senza ridicolezze. Il black metal, come dovrebbe essere fatto.

MEDIAFUOCUM DAUNLOADIBUS

 2011, Crucial Blast

lunedì 5 dicembre 2011

Glenn Branca - The ascension


















 LISTA DELLE TRACCE NO.
  1. Lesson no. 2
  2. The spectacular commodity
  3. Structure
  4. Lightfield (In consonance)
  5. The ascension

Questo è quello che succede quando prendi la musica misterica e la trasli nel movimento non-identitarista che è venuto subito dopo la rivoluzione punk.
Glenn branca è una delle personalità più acclamate della musica no wave, da tutti i critici che ne hanno studiato il movimento, molte cose da dire sono state già dette; io mi limiterò a farlo conoscere ai nostri lettori ignoranti come delle capre di merda. Tranne tu che stai leggendo, tu sei acculturato come pochi, sei il nostro lettore preferito.
Captatio a parte, the ascension è un lavoro come non ne troverete facilmente in giro. 

Musica sinfonica per chitarre elettriche, quello che alcuni dicono essere il post-rock.
Ma qui non si parla di post-rock, né di post-punk, né di no wave, effettivamente; il lavoro di branca è di una singolarità alienante; l'immagine che si crea nelle nostre orecchie, quando ascoltiamo quest'album, è una cosa simile a un uomo di mezza età, che con la bacchetta dirige come un nazista questo coro di secchi e anticostituzionali punkettoni di ogni genere e dimensione, che picchiano sulle chitarre, registrandosi un cd che è uno dei climax più grandi della storia della musica underground. Ogni canzone è un anelare alla fine della canzone stessa, un contorcersi che pretende una conclusione in ascesi ripida; il fulcro è nello stridio delle chitarre, che soffrono come stuprate dalle percussioni, che ribadiscono cruentemente, a intervalli regolari, la prigione in cui la sinfonia è relegata, ogni strumento vorrebbe poter uscire dallo schema creato dalla composizione, ma non può, ed è questo rancore che crea l'atmosfera di spaccamento di tutto il cd, che alterna brevi pezzi cupi e distruttivi a composizioni pseudo-felici e propagandistici, per poi culminare nel brutale decostruttivismo di "The ascension", il pezzo finale, che è una sintesi delle due caratteristiche succitate, e che pretende di distruggere la camicia di forza creata dallo stesso compositore, nel culmine di ogni climax, nell'urlo di terrore che lancia la musica che si affaccia al di là della schematicità, e che si lancia nel vuoto.

MEDIAFIRE NO.

1981, Acute

domenica 4 dicembre 2011

Scara - Microtraumi EP



















LISTA DELLE TRACCE DIVERSAMENTE AMABILI
  1. Non molto loquace
  2. Alieno
  3. La guerra dei mondi
  4. Amica del cuore
  5. Ti sto idealizzando
  6. Diversamente amabile
  7. Sottosuolo
Scara è il cognome di un ragazzo italiano che mi ha chiesto di recensire "Microtraumi", il suo primo EP.
Un lavoro che presenta arrangiamenti ottimi, che riescono a fare su e giù tra la musica pop punk dell'armata più
"tranquilla" della tempesta, con melodie orecchiabili che fanno il verso ai TARM, e che riescono però a distanziarsene con il sound più spaziale, per così dire, che condiscono la semplicità dei riff con delle tracce sintetizzate che non sono affatto male, riuscendo così a far raggiungere al ragazzo un'identità ben precisa, in bilico tra la musica pop e il rock alternativo che dilagava ai tempi dei primi anni '00 nel nord italia.
Se dal lato strumentale la sensibilità di scara sembra essere affilata come quella di un produttore serio, dal lato della voce e delle lyrics dell'EP c'è decisamente un ampio margine di miglioramento. I testi, infatti, non sono nulla di particolare, certo, nulla di così trash come la roba che ti propina mtv italia, ma diciamo che sono ancora parecchio acerbi, le tematiche sono già trattate ampiamente dalla musica italiana e non, e c'è un po' di superficialità, ma, ripeto, il ragazzo è emergente, quindi diamogli il tempo.
Per quanto riguarda la voce, poi, va be', lì c'è semplicemente da migliorare. Il timbro fa un po' il verso a quello del cantante degli zen circus, ma la voce è debole e imprecisa, e c'è ancora parecchio da studiare per trasformare il talento grezzo di questo ragazzo, che si traduce soprattutto, ripeto, nella parte strumentale, in una one man band competitiva della scena alternativa italiana.
Comunque, il trampolino ce l'ha, deve solo capire bene come sfruttarlo, in my humble opinion.
Si mettesse a studiare canto.

DOWNLOAD DA BANDCAMP BOLOGNESE

2011, bandcamp

sabato 3 dicembre 2011

Various Artists - The Square Wave Conspiracy




















LISTA DELLE TRACCE BIP

1.  Kenobit - Stupid Boy RMX (Original Track By Buskerdroid)
2.  Buskerdroid - Torinouta RMX (Original Track By Arottenbit)
3.  Arottenbit - Microrodeo RMX (Original Track By Microman)
4.  Microman - Happy Chipcore RMX (Original Track By Kenobit)
5.  Microman - Psy GB
6.  Kenobit - Before The Storm
7.  Arottenbit - Take That
8.  Buskerdroid - I Need A Squarewave

Mannaggia quante robe 8-bit italiche! Mannaggia che bravi questi tizi qua! Mannaggia questa micromusic italiana degli anni '00! Che bella! Che nuova! Che ok!


L'album è frutto della collaborazione di genti che fanno robe 8-bit qui da noi. Arottenbit, Buskerdroid,  Microman e Kenobit sono gli eponimi della Squarewave. Arottenbit mi era già noto, aveva partecipato a una Gara delle batterie elettroniche e aveva aperto ai Melvins a Trezzo. Gli altri mica tanto ma son bravi uguali.


Parlando dell'album, ci sono un sacco di onde quadrate, per l'appunto, un simpaticissimo tsunami ultracolorato di codici a barre e robe anni novanta e giocherellone. Voletegli bene.

URCA IL DOWNLOAD E' PURE LEGALE COSI' LA POLPOST NON CI MAZZA