sabato 29 ottobre 2011

LAKE R▲DIO - Planet Earth About To Be Recycled


















LISTA SCESA IN PISTA

1. Heaven's Gate
2. Every Little THING
3. Lake Kilarney
4. Crush
5. Taps
6. Culture Veins
7. VCR Operation
8. I've Been Gone
9. Lungs
10. Binker Part Two
11. VHS Memory
12. Tapeface
13. Watcher
14. Lights
15. Special Thanks
  
Chi sono i LAKE R▲DIO? Non si sa, io almeno non lo so. Si può dire che probabilmente quel simboletto che winzozz non mi riconosce si pronunci come una A, che il progetto è una one-man band presieduta dal classico nerd occhialuto e che anche questa volta ci ritroviamo impastati in quel calderone effervescente, ribollente negli States, che è la witch house. E voi direte "noooo, ancora intelaiature gotiche con sottofondi dubstep, hardbeat ultrarallentati, vocalizzi femminili disagiati etc. etc.". E io vi dirò: NO! Perché se pensate di ritrovarvi di fronte ad un neoclonaggio di Salem, oOoOO e White Ring siete nell'errore. E vi rivelerò, che qui, anche l'elemento dubstep nel quale gli altri sguazzano abbondantemente, è discretamente limitato; di certo si noterà la massiccia presenza di chillwave e di quella vecchia Ambient/IDM dei primi 90', ma l'album non tarderà a ricordarvi che in fin dei conti c'è anche la parola "house" nel binomio. E quindi al classico battito sincopato di qui sopra ecco il timido affiancarsi del ritmo costante e monotono, agli applausi infiniti tanto cari a questo genere, i quali raggiungono il culmine in VCR Operation. Niente fraintendimenti però, non ci troviamo di fronte a possibili hit della movida del sabato sera, il "taglia e cuci" brevettato da eroi hip-hop come Dj Screw, la lentezza strisciante adombrata di quel glitch ultralooppato, la nebbia, LA FOTTUTA NEBBIA!, ci restituiscono quel panorama narcotico, disagiato, da suicidio elettrocasalingo (I've been done è tra quelle che più riesce a ricordarci che in fin dei conti sempre di witch house si parla) che un po' fa l'occhiolino ad un certo morboso spleen giovanile, un po' al degrado che pende fatale sulla civiltà occidentale, e molto raccoglie a mani piene da quello che è stato il panorama artistico e musicale prodotto tra gli 80' e primi 90'.

Piccola curiosità: l'intro e il titolo del lavoro si riferiscono ad una delle tante sette suicide che costellano il panorama americano, l'"Heaven's Gate" in questo caso; l'omonima introduttiva dell'album cita appunto il discorso di iniziazione al suicidio collettivo pronunciato dal loro fondatore, l'arbitro Pierluigi Collina.


2010, Autoprodotto

Recensione di I Al Purg BLAAAARGH

venerdì 28 ottobre 2011

Yann Tiersen - Skyline



















LISTA DELLE TRACCE CHE SI SONO CAMBIATE L'INTIMO
  1. Another Shore
  2. I'm gonna live anyhow
  3. Monuments
  4. The gutter
  5. Exit 25 Block 20
  6. Hesitation wound
  7. Forgive me
  8. The trial
  9. Vanishing point

Allora, praticamente la strada di yann tiersen è stata questa, secondo me.
Oh figo suoniamo piano e violino suoniamo suoniamo ehi vuoi farci le colonne sonore dei film? sì sì voglio farle le colonne sonore suoniamo suoniamo uh figo figo, sono un sacco minimalista e philip glass mi fa una pippa, arrivederci lenin e, ok, mi sono rotto il cazzo di fare sempre le stesse cose con pianoforte e fisarmonica e violino eccetera, va bene che siamo francesi, però non è che suono con una baguette in culo, e che porca miseria, ehi amico, jeanjacque, prestami qualche ciddì. Cosa sono? Ah, gli explosions in the sky, gli animal collective, i sigur ròs, i battles? Che roba eh? Uh figa, facciamoci un album.
Uh facciamo uscire dust lane, uh non è piaciuto a nessuno, uh va be' perfezioniamoci uh facciamo uscire skyline.
Ecco, è andata esattamente così. Perché skyline è un album post-rock a tutti gli effetti. Con influenze weird di musica folk/minimale tipica della prima discografia di yann tiersen, e sperimentalismi leggeri leggeri degni degli animal collective meno pesanti. Diciamo che yann tiersen, più che essere cresciuto, in questo album, si è rivelato. Ha imparato varie cose, ha imparato come funziona la musica ultimamente, e si è comportato di conseguenza. E devo dire che, porca, miseria, ha sfondato.
Questo post-minimalismo è tenerello e accattivante, ancora più del favoloso di amèlie ameliè àmelie amelìe.
Ascoltare per credere, non ci credevo neanch'io.

IO METTO TIERSEN SU RAPIDSHARE E VOI PER RICOMPENSA MI CONSGEGNATE AUDREY TAUTOU

2011, Mute records

Salem - Water EP



















LISTA DELLE TRACCE VISCHIOSE
  1. Redlights
  2. Skullcrush
  3. Water
  4. Whenusleep
Dite voi, ok che witch house, però hai rotto il cazzo.
E va be', invece no, è questo che va di moda, quindi di questo si parla.
Salem è la città delle streghe, e loro sono le streghe. Streghe nostalgiche e piene di voglia di vivere, che nascondono all'umanità, celandosi sotto le mentite spoglie di crudi elettronicisti, streghe che hanno bisogno di ritornare alle pulsioni amorose della migliore tradizione scozzese, streghe che pur utilizzando i mezzi della cultura attuale, hanno bisogno di appartenere a un passato mai vissuto, pieno di demoni e riti orgiastici, colmo di bionde vergini e complicità animalesca, arpie e sirene, che portano via la mente, e che resuscitano l'es.
Ed in questo EP il lamento bestiale del viaggiatore del tempo, di colui che si è ritrovato in un posto che non gli appartiene grazie alla magia, e che non sa come tornare, di colui che scopre l'elettricità e capisce subito che sarebbe meglio farne senza, del gruppo di amici che intonano un girotondo nelle fiamme di una foresta, e del gruppo di amici piromani che incendiano la foresta.
I salem prendono le frequenze che negli altri innescano reazioni di rifiuto, di ermetismo da hikikomori, e le traducono in un contesto del tutto differente. La sofferenza diventa non più torbida, e la speranza fa capolino ai bordi della musica. La sofferenza diventa chiara e schietta, e la speranza irradia i fruscii da dietro un panno scuro, la luce passa attraverso una brocca di petrolio, ma c'è, lo vediamo chiaramente.
E in questa brocca, in questo putridume, le streghe galleggiano come fate nell'aria, in questa brocca le loro creature si lamentano, e in questo nero, sprazzi di magia si fanno largo qui e lì, fino a diventare realtà.
Il petrolio è diventato trasparente.
E la speranza trapela.
Donandoci delle silhouette terrificanti.
Streghe.

MEDIAFIRE.

2009, indipendente

giovedì 27 ottobre 2011

Coldplay - Mylo xyloto


















LISTA DELLE TRACCE FINALMENTE CARINE, E CHE CAZZ
  1. Mylo Xyloto
  2. Hurts like heaven
  3. Paradise
  4. Charlie brown
  5. Us Against the world
  6. M.M.I.X.
  7. Every teardrop is a waterfall
  8. Major minus
  9. U.F.O.
  10. Princess of china (ft. Rihanna)
  11. Up in flames
  12. A Hopeful transmission
  13. Don't let it break your heart
  14. Up with the birds


Premettendo che odio con tutto il cuore la voce di chris martin. Ma proprio con tutto il cuore. Premettendo che nulla di quello che scrivono i coldplay sarà migliore di parachutes. E premettendo che i coldplay mi stanno sul cazzo, possiamo cominciare la recensione.
Mylo xyloto è semplicemente l'album più bello che i coldplay abbiano mai scritto dopo parachutes. Fa il culo a tutti gli altri. Prende solo le cose migliori della loro esperienza, con la felicità di viva la vida, la monocromia di X & Y, e l'innocenza di a rush of blood to the head.
Ovviamente per ascoltare una cosa del genere bisogna ragionare in un'ottica diversa dal solito, perché, hey, i coldplay sono pop. Lo sappiamo tutti. Però finalmente hanno imparato davvero a saperci fare. Dopo quegli sprazzi di genio come viva la vida e strawberry swing, soffocati dal resto della struttura dell'album, finalmente i numeri si ribaltano. Poche sono le tracce veramente inascoltabili in mylo xyloto, e tutto sommato riescono ad amalgamare bene con il resto dell'album.
Certo, non c'è un filo di sperimentazione, gli arrangiamenti sono il solito rococò ampolloso e noioso, pieno di roba, ma stavolta, con un saggio utilizzo dell'elettronica, almeno la situazione diventa più interessante.
Le idee sono poche, e scemotte, ma è lo sviluppo delle stesse idee, che ricama la grandezza di quest'album.
Non vi aspettate nulla di rivoluzionario, geniale, o incredibile, nulla di nuovo, nulla di diverso.
Se la prendete per quello che è, ossia un'opera derivata dal britpop-alternativerock-popebbasta che ha dilagato in lungo e in largo nella discografia dei coldplay, vi accorgerete che finalmente è un saltino in avanti. Un acquisto non indifferente di qualità.
Piacevole.

MEDIAFIRE E LE NOVITA'

2011, Parlophone

mercoledì 26 ottobre 2011

Zen circus live @fnac napoli


Va be', ok, non so più cosa dire della fnac.
L'organizzazione, la "strumentazione", il forummino, il posto, fa tutto palesemente schifo.
Credo che l'ultima cosa che abbiano imparato quelli della fnac sia come creare un evento. Proprio l'ultimissima cosa. Belle offerte, però potevate essere almeno un po' più decenti da questo punto di vista.
D'altro canto, è nelle situazioni più difficili, strette, scomode, inopportune, che il genio nasce dalla volontà di un artista. E come dario brunori ha deciso di parlare con le vecchiette, gli zen circus stupiscono l'uditorio con miniamplificatorini della orange, e una batteria formata da uno scatolo e un piatto. Per metà concerto solo da uno scatolo, peraltro.
E si riesce, come al solito, a creare quello stato di mal comune mezzo gaudio, nel quale noi non ascoltiamo bene, e loro non suonano bene, e nel quale il confronto è il più diretto possibile. 
Ed è qui che nasce la tenerezza, e il gioco, il divertimento.
Non è più né una presentazione né un concerto, è una gimcana negli spazi della nudità d'effetto, della formazione unplugged su un palco unplugged. E gli zen circus riescono a sbocciare, e a farci innamorare un po' tutti di una performance sbilenca e salterina, che di bello ha poco, ma di fantastico ha tutto.
Il frontman al centro della sala, con il pubblico dietro, davanti, e ai lati, il bassista che non fa altro che ridere, ridere, ridere, e il batterista che fa finta di avere una vera batteria davanti a sé, e non un ammasso di cartone polistirolo e non so cos'altro. Tutti contro la fnac, fronte comune contro la crisi dei live. Tutti a divertirsi ascoltando quattro accordi in cerchio davanti al fuoco.
E questa volta il falò è stato sostituito da Andrea Appino, che, disperato, ripropone il suo nuovo album in chiave ironica e autoironica, alzando le spalle e facendo il proprio dovere/piacere: divertirsi e farci divertire. Non importa con che mezzi, non importa con che musica, non importa se il microfono salta o se non si sa a chi dare l'armonica, l'importante è che ci siamo noi e che ci sono loro.
In un concerto si trova sempre del bello.
Bravi zen circus

martedì 25 ottobre 2011

Zona Mc - Caosmo


Inserisci link
















LISTADELLETRACCEVELOCISSIMEEFRAMMENTARIE

1. Voltre
2. Opinionanismo
3. Follia Vs. Robotica
4. Caosmo
5. Compluralizzazione
6. In principio furon verbi
7. Relazioni Caosmotiche
8. Caosino
9. Lavoragine

Boia quanta tanta roba. Partiamo con disordine.

Zona Mc è un tale che fa robe dal 2007, cominciando con l'album dal lollosissimo nome "Ogni volta che bestemmi cade una stellina emo". Continua fino ad oggidì, trova spazio sotto l'egida degli Uochi Toki e ci si accompagna un sacco. Per l'appunto, Caosmo, l'album di cui si va a discutere, ha la grafica fatta da Lapis Niger, obvero Napo, ed è prodotto dalla Fiscerprais, ovvero dalla casa di registrazione di Napo a Tortona. Il principale pregiudizio che vien, o almeno, a me è venuto, a chi sente parlar di hippeoppe italico che mantiene della decenza è il timore che:

a) Si vada a pigliare a manbassa da Dalek e cLOUDDEAD, finendo con gran banconi di sample a ballar la macarena in balera.
b) I testi, se sono impegnati, e se si parla in particolare di Zona, considerato a chi si accompagna, sian dei copiaincolla concettuali degli Uochi Toki.

E io vi dico: Mica vero. Innanzitutto la voce narrante. Velocità abnormi, flow ottimo, timbro ben impostato. I testi, se non li avete sott'occhio dovrete riascoltare l'album una trentina di volte. Non che sia un male. Grandi collage di filosofia e sociologia iperconcentrati in 33 minuti. Le basi son codici a barre a scheggie, che martellano e si insinuano nei nervi vestibolococleari dell'ascoltatore. Bisogna saperli decifrare. Grandi cose.

DOWNLOAD LEGALE PERFIN SUL SITO DELLA TROVAROBATO

2011, Trovarobato

lunedì 24 ottobre 2011

Ulver - War of the roses


















 LISTA DELLE TRACCE LUPESCHE
  1. February MMX
  2. Norwegian gothic
  3. Providence
  4. September IV
  5. England
  6. Island
  7. Stone angels

Gli Ulver, oramai, li conosciamo un po' tutti, insomma. I lupastri della steppa non sono sfuggiti a nessuno, e tutti conosciamo più o meno la loro evoluzione. Da burzum ai buggles, insomma. Sempre Bu è. 
Insomma, basta con le quisquilie e passiamo all'album.
Okei, sono gli ulver, i capostipiti del black metal, eccetera eccetera.
Però, sentendosi war of the roses, insomma. Non è che si capisca bene bene cosa vogliano dire. Cosa vogliano fare, di cosa ci vogliano rendere partecipi. Che genere stiano suonando e perché.
Il primo accenno a un senso si ricava dalla seconda canzone. Dalla piatta scialbezza e piattezza e monocorditàdine del primo brano, february MMX si passa a una piatta scialbezza un po' meno piatta. In norwegian gothic, c'è semplicemente qualcosa che ricordi un flauto. Ed ecco il perché del mio giudizio, la seconda traccia è sperimentale perché c'è un flauto. E la terza traccia va bene come sottofondo per una giornataccia di terza elementare (e copia sorrow's child di nick cave). Insomma, si apre in modo molto strumentale e artistico e tutto, però, capiamoci, se non fosse per le percussioni, sarebbe uno yawn di proporzioni colossali. E la cosa incredibile è che continua imperterrito a essere noioso.
England e Island sono carine, ja. Comunque la voce non se ne scende. E anche stone angels. Comunque la voce non se ne scende. Che desolazione.
Allora, io questo album non lo volevo affatto stroncare, gli ulver mi piacciono molto, e volevo anche andarli a vedere a roma.
Ma se mi presenti una cosa del genere, no?
Io cosa devo pensare?
Liberi di contraddirmi, se ci volete provare.


MEDIAFIRE È QUASI METAL! Quasi

2011, Kscope records

domenica 23 ottobre 2011

Hermano and the marines - Hermano and the marines



















LISTA DELLE TRACCE ALTERNATIVE E PSEUDO FILOSOFICHE

1.  Demonio
2.  Life and so do i
3.  Boato
4.  Malto
5.  Doppio Malto
6.  Hidden Track

TRACCE SCONSIGLIATE AI BAMBINI

1.  Membro
2.  (The fate was) Ruin and ashes

Gli Hermano and the marines sono un malatissimo e drogatissimo gruppo della brianza, nati nei primi del 2000, hanno pubblicato un EP nel 2006 eponimo e poi sono scomparsi in un vortice di bollicine. Diciamo che stiamo parlando di una versione malatissima dei Queens of the stone age, e fra le loro influenza si possono citare Ministri (con la i, mi raccomando), i Deftones di Adrenaline, Will haven, Soulfly e io aggiungerei anche un pizzico di Linea77 (almeno, quelli di Too much happiness). In sostanza, qui stiamo parlando di stoner metal nel puro e vero senso della parola, infatti secondo me questi sono strafatti di LSD dalla mattina alla sera (lo scrivo perché sono certo che non mi denuncieranno di certo, non penso abbiano abbastanza avvocati per farlo), ma questo è certamente un bene. I testi sono delle robe pseudo filosofiche o psicotiche talmente hipster che meritano sicuramente un'occhiatina. Preciso che nell'EP i pezzi in realtà sono 4, infatti dal momento che il loro frontman ha un sacco di voce e di voglia di picchiare forte (e si sente) pensano bene di riempire 2 traccie di merda esplosiva, o di deliri A Cappella.
Oltre all'EP ho trovato un paio di traccie fichissime che hanno lasciato sul loro MySpizza prima di evaporare, delle quali consiglio l'ascolto.

Myspace dove scaricare i loro pezzi aggiuntivi
Download legale da Jamendo

Recensione offerta da Casalps

sabato 22 ottobre 2011

Kimya dawson - Thunder thighs





















LISTA DELLE TRACCE AUTOCOSCIENTI MA COLORATE
  1. All I could do
  2. Mare and the bear
  3. Year 10 (Ft. Pablo das)
  4. Miami advice (Ft. Aesop rock)
  5. Solid and strong
  6. Zero of a zillion (Ft. Aesop rock)
  7. Same shit / Complicated
  8. I like my bike
  9. Driving driving driving
  10. You're in
  11. The library (Ft. Aesop rock)
  12. Walk like thunder
  13. Captain lou (Ft. Aesop rock)
  14. Reflection
  15. Undefined (Ft. Pablo das)
  16. Utopian Futures

Kimya dawson (ex Moldy peaches) continua imperterrita ad essere una delle persone più tenere del mondo. Anche se "invecchia", continua ad essere gggiovine di gioventù, e amabile di amabilità.
Dopo 5 anni di silenzio interrotti da alphabutt, un cd-r, la dawson torna sulla scena anti-folk con un sacco di nuovi amichetti, e un sacco di nuovi modi per sviluppare le sue solite idee, e la cosa non ci dispiace.
Sì, perché l'album è prodotto in quasi collaborazione con Pablo Das e (udite udite) Aesop rock.
Ebbene sì, anche le potenze del rap alternativo si inchinano di fronte al velluto silvestre che riesce a intessere la nostra. L'album è sostanzialmente una successione di canzoni tipiche dell'esperienza dawson-green, dell'esperienza della bellezza dilagante della non-tranquillità e del ritrovare una dimensione personale nel cantare disperato una canzone sempre più dolce, sempre più carina e bellina, ma cambiando completamente i modi. Questo album riesce definitivamente a spaccare la perpetua felicità dell'anti-folk, come una presa di coscienza, una maturità. E il continuum in cui sono disposti i pezzi è la metafora della sua crescita; il primo, all I could do, è la tipica canzone dei moldy peaches, registrata in lo-fi, con una chitarra e una voce a fare tutto. Ma già dal primo pezzo in collaborazione con aesop rock, la voce di kimya dawson si scioglie in un sillabare esasperato che non si era mai visto prima in una sua opera. Presa di autocoscienza che influenza tutti i pezzi che seguono, già Solid and strong diventa un inno alla crescitanon-crescita, anche se risulta indubbiamente orientato alla prima. Così continuerà l'album, alti e bassi tra canzoni di crescita e canzoni di ripresa dell'identità, in un tiro alla fune che si sfilaccerà solo sul finale, Utopian futures, che sostanzialmente getta lo studente nel dubbio. Fare qualcosa per cambiare, o redimersi? Ignoto, o felicemente noto? Rimaniamo in equilibrio su un piede solo finché non sarà il momento giusto.
Diciamo che thunder thighs non è orecchiabile come rimember that I love you, o i primi lavori con i moldy, ma è indubbiamente un album di passaggio, il primo dell'intera discografia di kimya (a proposito, significa silenzio in swahili. Siopè), la prima disperazione, con arrangiamenti che si evolvono fino a raggiungere il barocco paul hawkinsiano.
La vecchia ragazzina che canta tire swing è scomparsa nei meandri dei capelli della nuova ragazzina che canta same shit/complicated, ma sono certo che alla prima occasione, tornerà, come buttandosi da una cascata, e servirà a creare qualcosa di completamente nuovo.
Non è ancora il momento, ma, lo sappiamo tutti, gli album di passaggio sono i più importanti.
E questo è un album di passaggio.
E quindi è importante.
Quindi ascoltalo.

MEDIAFIRE FA I POMPINI AL GUSTO DI ARCOBALENO 

2011, Great crap factory

venerdì 21 ottobre 2011

Eden ahbez - Eden's Island



LISTA DELLE TRACCE PARADISIACHE 
  1. Eden's Island
  2. The wanderer
  3. Myna bird
  4. Eden's cove
  5. Tradewind
  6. Full moon
  7. Mongoose
  8. Market place
  9. Banana boy
  10. The old boat
  11. Island girl
  12. La mar
La musica di eden ahbez è fortemente avvezza a trattare il tema principale della sua opera: l'utopia, e l'ironia nella sua utopia. 
La world music qui non diventa più un virtuoso mescolaggio di merengue e chitarra ispanica; la sua visione dell'infinito oltre la realtà sembra più un panorama pesante, insistente, che nasce spontaneo dalle contaminazioni della sua musica (la title track ricorda il soundtrack di crash bandicoot, mentre ad esempio la seconda traccia ha una melodia molto simile a quelle di hisaishi; ma in entrambe subentra il dissonante). Il gioco di eden ahbez consiste nel creare il suo magico, lontanissimo, desertissimo mondo, tramite l'imbastimento di un'atmosfera tropicalissima, e poi, con pochi precisi e forse inconsapevoli colpi di scalpello, qui e là, ora nello strumento solista, ora nell'accompagnamento, ora nell'intera armonia, destrutturarlo completamente e renderlo sostanzialmente molto poco credibile, come un film dove il fondale sia fin troppo evidente, o dove in una ripresa appaia il tipico cameraman in jeans che rovina tutto.
La stregoneria della disillusione.

MEDIAFIRE È DEL 1960 

1960, Del-fi Records

mercoledì 19 ottobre 2011

The Soft Moon - The Soft Moon



















LISTA DELLE TRACCE EUCLIDEE

1. Breathe the Fire
2. Circles
3. Out of Time
4. When It’s Over
5. Dead Love
6. Parallels
7. We Are We
8. Sewer Sickness
9. Into the Depths
10. Primal Eyes
11. Tiny Spiders

The Soft Moon, oltre ad essere lo pseudonimo dell'unico componente di tale progetto, è anche il nome di un album. Un album che Scaruffi definisce come il migliore del 2010. Ullapeppa, direte voi. Bjorko dio, dico io. Il tizio che sta dietro a tale progetto ha nome Luis Vasquez, che pubblica con la Captured Tracks di Mark Sniper, il tale che stava dietro ai Blank Dogs, per intenderci. Il sopracitato Vasquez si mette a fare una new wave fortissimamente dark e con sconquassate telluriche shoegaze qua e là. E qui, il morbo del sospetto si insinua nell'ascoltatore, che dice: "Ma bjorko dio, ma pure questi fanno shoegaze fortemente post-punkoso tipo gli HANL o i Weekend , sarà mica un gruppo fotocopia?". E invece no. 'Sto tizio è tutto fuorché privo di personalità. Le atmosfere son cupe, fredde e fortissimamente geometriche, e un forte gelo chitarristico pervade e permea tutto l'album, aiutato da bufere di synth spogliati d'ogni solta di patina anniottantesca, e portati all'essenziale. Un po' come un'eclissi lunare soffice in pieno inverno con Bjork armata di vocoder che vi bestemmia nelle orecchie saltuariamente. Ascoltatelo, pigliatevi una coperta e fate occhio a Bjork, ché potrebbe tentare di rifilarvi un Ipad.

MEDIAFIRE STA DALLA PARTE DI LOBACHEVSKIJ

martedì 18 ottobre 2011

Solanaceae Tau - Architektura Psychedelia



















LISTA DELLE TRACCE CORPULENTE DI MORTE   



  1. Anticipation off
  2. Palaver
  3. The Riak
  4. Dept
  5. Abyss
  6. The mannon Muzak
  7. Psycho teutonica
  8. Flanging
  9. Industrial introduction
  10. Animal touch
  11. Exit
  12. Gates of well
  13. Architektura Psychedelia
  14. The spiral staircase
  15. Dialektik des eulengesangs
  16. T. T. Interstellar Dervishes
I solanaceae tau sono uno dei gruppi dell'avanguardia tedesca della darkwave più interessanti. Diciamo che il loro stile riprende il tipico sound gotico scuro e duro dei primi anni '80, e lo spalma in un album, che di contro viene ripetutamente abbellito da coriandoli elettronici di chillwave qua e là, e che è strutturata in un ambiente industriale simile a quella degli a034, per intenderci, un trascinarsi ossessivo di batteria primitiva, di melodie inesistenti e offuscanti, e di sussurri elettronici qui e lì.

Potrebbe tranquillamente fare da sottofondo alla danza dei morti nel settimo sigillo di ingmar bergman, o potrebbe creare un enorme incubo, il tipico incubo che conosciamo e dal quale ci è difficile uscire. Un incubo maturo e infantile al tempo stesso, che, al contrario di quello che vuole fare la musica psichedelica, mira a chiudere le porte della percezione, a confinarci in uno spazio cubico di un metro per un metro, e a farci rimbombare tra le sinapsi qualcosa che è angosciante ascoltare, perverso da riascoltare, ma fin troppo
seducente da analizzare. 
Ossessionante.
MEDIAFIRE È MACABRO

1988, Prion

lunedì 17 ottobre 2011

Raein + La quiete @Cellartheory


ATTENZIONE!
Prima di leggere questo post sappiate che
HANNO SOLO LO STESSO BATTERISTA
Drammatico, nevvero?
Ad ogni modo:

Che dire, di questo live ho saputo mezz'ora prima che iniziasse. E non ho cenato, e mi sono fiondato al cellar, con tutto il fiato che avevo nei polmoni, per ascoltare uno dei gruppi recensiti dal mio collega, che condividono la serata con uno dei gruppi con cui ho azzeccato nell'ultimo periodo. Tutto questo in un locale dove ho suonato anche io. Fighissimo.
Fortuna che sono arrivato in tempo.
E cosa succede al cellar, l'aria è ristagnante di sudore e di gente, per cinque euro, ci si catapulta in un girone infernale le cui caratteristiche principali sono l'asfissia, le urla, e le schitarrate più violente che possano uscire da quei pochi amplificatori.

E le tennents a 3.50 €, vaffanculo.
Ad ogni modo, i gruppi.

La quiete, uno dei più famosi gruppi hardcore/screamo italiani, hanno fatto un casino, ma un casino, ma un casino, che non si capiva esattamente niente.
Le mie orecchie sono state inondate di azzurro shocking, di batteria, e di una lontana voce che urlava parole nella mia lingua, ma non capivo bene quale. L'inferno per un critico, il paradiso per una persona la cui percezione uditiva sia stata fottuta dagli alcolici, si può dire che è l'idea del punk, traslata nel ventunesimo secolo. Una pessima esibizione. Un'ottima pessima esibizione.


I Raein sono (stranamente) molto più puliti. Mi sono piaciuti molto di più, da ascoltatore inesistente quale sono, sono riuscito ad apprezzare molte più sfumature nelle parti strumentali, e a sentire molte più parole nelle urla del cantante. Pur essendo le stesse persone, con piccole modifiche alla formazione, sarà perché si sono equalizzati meglio, sarà perché sono io che amo alla follya l'ultimo album dei raein, ma sono riusciti a cambiare completamente l'esperienza live. Quello è stato qualcosa che si è riuscito ad ascoltare, nonostante le schitarrate folgoranti, i giri di basso ipnotici, e la batteria distruttiva.
5 € ben spesi, molto, davvero.

Che caldo che faceva.

domenica 16 ottobre 2011

Alva noto - Transform


















 01010100 01110010 01100001 01100011 01101011 01101100 01101001 01110011 01110100 00001101 00001010
  1. Module 1
  2. Module 2
  3. Module 3
  4. Module 4
  5. Module 5
  6. Module 6
  7. Module 7
  8. Module 8
  9. Module 9
  10. Module 10

Che bello! Che bravo alva noto!
Che prende il minimalismo compositivo e lo trasforma in rumori glitcheggianti  ed elettronici.
Che ci aliena in una macchina, in un calcolatore, per tutta la durata dell'ascolto di un insieme di moduli che ci svuota, e che ha senso ascoltare solo in sequenza!
Che ci immerge in un mondo fatto di chip e di frequenze altissime, di rumori che danno fastidio all'orecchio e che fanno bene alle cervella.
Che bello! Che bravo alva noto!
Che riprende la lezione di steve reich e la traspone in un ambito del tutto rinnovato, in un mondo digitale, metallico, sgusciante.
Che inquieta.
Che ci fa chiedere cosa stiamo esattamente ascoltando, e perché ne siamo così affascinati. Che ci fa domandare in che modo sia stato registrato tutto questo, e con quali strumenti, e con quale tecnica compositiva, e soprattutto perché.
Che è un must, deve essere ascoltato, e studiato a scuola. Altro che fabrizio de andré e ste menate qui.
Io vi dico: ascoltate, e perdetevi.

01000100 01101111 01110111 01101110 01101100 01101111 01100001 01100100

2001, Mille Plateaux

sabato 15 ottobre 2011

Grinderman - Grinderman 2



















LISTA DELLE TRACCE CON LA CRISI DI MEZZA ETA'
  1. Mickey mouse and goodbye man
  2. Worm tamer
  3. Heathen Child
  4. When my baby comes
  5. What I know
  6. Evil
  7. Kitchenette
  8. Palaces of Montezuma
  9. Bellringer Blues
Nick cave si reinventa completamente.
In una coppia di dischi che riprendono il sound e la figosità dei vecchissimi bad seeds, quando erano ancora alle prese con progetti come i birthday party.
La parabola di cave, con i grinderman (che non sono altro che i bad seeds meno qualcuno), si rivela tutt'altro che alla fine: i due dischi dei grinderman sono adrenalinici e possenti, che altalenano la loro rabbia ironica a moderne danze tribali.
E la voce di nicola richiama le atmosfere dell'ormai dimenticato good son, un gospel che qui viene girato e rigirato e fatto diventare rock, viene immerso nelle distorsioni e nella secchezza dei bassi, nelle batterie che pompano e nella psichedelia delle chitarre soliste. Nick cave si reinventa completamente.
E non sembra un vecchiaccio, come invece fanno notare di essere i R.E.M., Tom waits, Bjork, e tutti quei signori che hanno smesso da un po' di essere papabili come 'musicistifichissimi'. Sarà la crisi di mezza età, ma qui il signore sembra più giovane che in molti dischi della sua produzione, in un tornado di sound freschissimi e tirati su un po' dal grunge, un po' dalla musica industriale, un po' dal progetto dei bad seeds.
Una goduria.

MEDIAFIRE È DI NUOVO GIOVINE

2010, Mute records

venerdì 14 ottobre 2011

Hybris - INVSB003






















LISTA DELLE TRACCE TRACOTANTI
  1. Crystalline
  2. Of Two Minds
  3. Keeping me
  4. Out of place

... sai, ho scoperto che gli Hybris sono italiani? Sì sì, quelli che hanno collaborato coi Noisia, o li hanno prodotti, mboh. IMHO sono una banda di fighi, cioè in realtà sarebbero tre, una batteria e due chitarre, e poi dopo si sono aggiunti un bassista ed una cantante. Comunque sì, un album un sacco figo. No, cioè, un EP. Ormai 'sta gente che fa dramenbeis rilascia tutto come EP. Vabbè l'album affinale non è nulla di tecnicissimo o virtuoso (apparte la batteria, ma quella è popo una prerogativa del genere), però, CAZZO, crea un'atmosfera un sacco onirica. A me 'sto genere fa sempre pensare allo spazio o trip del genere, robe superfuturistiche. Per dirti, son quattro tracce, quindi te lo posso pure un po' spiegare. Ci sta Crystalline che inizia bella calma, questa parte introduttiva che tu non sai ancora che aspettarti, e dopo il primo gioco di equalizzazione inizia lo sprint della batteria, che poi in pratica fa sia il ritmo che il tema, perché, diciamocelo, è tutta batteria, le variazioni stanno là.
Poi c'è Of Two Minds, che è un brano un sacco silenzioso. Beh tutto l'album è silenzioso in un certo senso, ma è proprio quest atmosfera la figata. Cioè, qua si sente proprio LO Spazio, con la S maiuscola, il suono è attutito come se dovesse attraversare il vuoto, e al contempo le incursioni della batteria sui rullanti e quei maledetti rumorini elettronici, come di schegge impazzite, danno la visione di una fuga dallo spazio, una corsa via da chi vuole rubarti l'Incal. Uà, devi leggertelo l'Incal, grave mancanza. Comunque, in Keeping Me ci sta pure una voce di donna, in loop, dice quelle due parole che echeggiano un po' e fila via come una cometa, rimaniamo sempre in questa atmosfera diciamo "sintetizzata"; Out Of Place invece è proprio la pausa di riflessione, capi'?
Se tutto l'album è stata la descrizione di una cometa transeunte, qua si descrivono gli effetti di questo vorticoso viaggio per la Via Lattea; viene riesplorato quel contesto che era stato turbato (dalla voce di donna), finché non si ritorna alla solita routine nella solita catena di montaggio. No vabbè comunque per me sono un sacco di punti in più all'elettronica; ma che stavi dicendo prima su Rayquaza? ...


2011, Invisible Recordings

By Baumetto

giovedì 13 ottobre 2011

Weekend - Sports



















LISTA DELLE TRACCE (immaginatevelo scritto in modo molto shoegazoso)

1. Coma Summer
2. Youth Haunts
3. Monday Morning
4. Monogah, WV
5. Landscape
6. Age Class
7. Veil
8. End Times
9. Afterimage
10. Untitled

Pigliate i My Bloody Valentine. Piazzateli in centrifuga con i Joy Division. Risultato? Avete appena ucciso i My Bloody Valentine e i Joy Division. Mentre voi venite portati via in manette in America ci sono i Weekend che pubblicano Sports.


Robe ilari a parti, i Weekend si formano nel 2009 e producono successivamente due EP e l'album di cui si parla, ovvero Sports. Il loro numeroso seguito su lastfm è correlabile, a mio parere e per quanto ne so, alla recensione fatta da pitchfork che a quanto si può constatare li ha lanciati addosso agli auditores dell'internet.

Parlando prettamente della musica, trattasi di un album shoegaze particolarmente ben fatto, che prende moltissimo dal post-punk à là Joy Division, ma senza geometrie cupe e con un poco di brio giovanile a bassa qualità d'EQ che salta un sacco di fossi e si sente. Eredi consapevoli e tributari dello scarpeosservare anninovantesco.
MEDIAFIRE VUOL BENE QUANTO LORO AI MY BLOODY VALENTINE? MI SA DI NO PERCHE' UN SITO NON PUO' ESSERE UOMOSENSUALE

2010, Slumberland

mercoledì 12 ottobre 2011

Zola Jesus - Conatus





















LISTA DELLE TRACCE MOLTO DARK MA TENERE
  1. Swords
  2. Avalanche
  3. Vessel
  4. Hikikomori
  5. Ixode
  6. Seekir
  7. In your nature
  8. Lick the palm of the burning handshake
  9. Shivers
  10. Skin
  11. Collapse


Nuovissima (?) release della cantante russa zola jesus, al secolo Nika roza Danilova, conatus è un disco che racchiude in sé una semplice sintesi di tutto il suo lavoro precedente. Un lavoro, per carità, molto bello e piacevole da ascoltare e da studiare, ma che stride in una non-evoluzione del proprio personaggio: zola jesus si reitera, ripetendo sé stessa, una specie di Bjork gotica, che inganna tutti i primi ascoltatori.
Lei attua una combinazione timbrica molto simpatica, d'altra parte, il suo mescolare nello stesso stile Nico, Florence, i Bauhaus, e lo stereotipo dell'artista witch house, che ultimamente spopola tanto in web, è un'ottima idea, che potrebbe portare a una crescita artistica esponenziale, dal minimalismo al barocchismo, fino a un climax di voce e sofferenza.
Ma tutto questo non succede. In "Conatus", zola jesus intende rimanere sulle sue posizioni, con una cauta mossa, che intende 'non deludere' coloro che già la seguono, e stupire, folgorare, chi la ascolti per la prima volta. La strategia, per quanto mi riguarda, è aberrante. Invece di evolversi in una complessità strutturale che potrebbe segnarne il successo infinito, la principessa myskin decide di esitare sulle ritmiche più semplici del mondo, sulle parti strumentali più sentite del mondo, limitandosi a lavorare sugli arrangiamenti, con sempre più tracce vocali (il lavoro di arrangiamento è una cosa che troviamo anche in florence and the machine, ma lì è affiancato da un'originalità del posizionamento delle strutture della forma canzone, il che ha più senso).
Insomma, conatus è molto piacevole di ascoltare la prima volta.
La seconda volta, si colgono tutti i riferimenti a dei bravi ragazzi (tipo nico, o i joy division, eccetera), che lo fanno apparire più noioso della prima volta.
La terza volta è un album già fatto, già sentito, e non ne val più la pena.

MEDIAFIRE È BELLO MA RIPETITIVO

2011, Sacred bones

martedì 11 ottobre 2011

Intervista a bologna violenta!


Noi di bjorko dio, in collaborazione con www.rockline.it, abbiamo strappato un'intervista a nientepopodimenoché! Nicola Manzan, aka Bologna Violenta!
Qui trovate l'intervista completa => [MORTE]

Buona lettura!

Offlaga Disco Pax - Socialismo Tascabile (Prove Tecniche di Trasmissione)


















LISTA DELLE TRACCE CON LA FACCIA COME IL CULO

  1. Kappler
  2. Enver
  3. Khmer rossa
  4. Cinnamon
  5. Tono metallico standard
  6. Tatranky
  7. Robespierre
  8. Piccola Pietroburgo
  9. De Fonseca
I reggianacci Offlaga Disco Pax ci sanno fare. Socialismo Tascabile, uscito nel 2005 sotto l'etichetta Santeria o Audioglobe (non si sa bene se sia un'etichetta o due possibili, e non ci importa) è il loro primo lavoro, dalla facile recensione ma dal curioso contenuto.Si tratta essenzialmente di basi new wave/anni '80, con batterie sia elettroniche che autentiche, sulle quali Max Collini recita sopra storie di vita vissuta o meno. La cosa però è più complessa, in quanto le tematiche dell'album vengono spesso affrontate "lateralmente", ossia concentrandosi su piccoli oggetti che potrebbero apparire insignificanti, siano essi chewing gum oppure wafers oppure pantofole, e ricollegandosi da questi al filone principale della narrazione. Poi. Dato che 'sti tizi parlano spesso e volentieri di politica, il rischio era che l'album uscisse come un agglomerato di pedanteria e noia firmata PCI; invece (e meno male) il tono generale è quello di una dolce nostalgia, del ripensare a tutte le cose passate, belle e brutte, e del condividere col pubblico ciò che si è vissuto. Un po' come trovarsi a tavola, durante un cenone con moltissimi parenti e parenti di quei parenti, che raccontano come si stava quando Berlinguer appariva alla TV e blablabla. I più giovani non sono mai totalmente disinteressati, mi pare, se chi racconta non è un completo coglione; c'è sempre quella sensazione di caldo rilassamento. Ecco, questi tizi col pugno alzato, invece di dire quanto sia figo quando tutto è di tutti, ricordano esperienze dei decenni scorsi, ed io sinceramente sto ad ascoltarli volentieri.

MEDIAFIRE ERA IL CANTANTE DEI BEEEP

2005, Santeria/Audioglobe


lunedì 10 ottobre 2011

Brown vs. Brown - Intrusion Of The Alledged Brown Sound



















QUESTA LISTA DELLE TRACCE POTREBBE BENISSIMO NON ESISTERE

1. Illusive Glance
2. Omnium
3. Hillyrock
4. Clock Of The Years
5. FFF
6. Have A Bun
7. Bloody Youthful
8. Dike Burst
9. Beasts With A Man's Face
10. Bronson's Gardening
11. SurFFF

Perepepèèèè uououo gnùgnù piripiripiri parararara papa FIFI UULOOLLO trimbu trambu lelelegugu.
Ecco, ora provate a cercare di capire in che tempo è. FFFFFATTO? Siori e Siori, Avete ottenuto The Intrusion Of The Alledged Brown Sound, un album che davvero mi chiedo come farò a recensire. Dopo essermi informato sulla band, ho messo a punto una mia teoria riguardo il loro BROWN SOUND ed il cacoritmo: sono di Amsterdam. Va da sè che si saran fatti tantissimo mentre componevano. Già, componevano. Mi ha lasciato basito il fatto che in Live abbiano degli spartiti.

Che poi valli a catalogare; sono un misto becerissimo ed altrettanto buffo di punk-freejazzismo, discutibile psychedelia alla Rekkrayola, mathematicità scioltissima, il tutto amalgamato da una pazzia di fondo stile Mr. Bungle (solo che questi BvsB sono perlomeno coerenti). Ma stare qui a fare dell'accademismo non vi porterà all'ascolto. Diciamo che sin dal primo brano ci siete voi, che uscite di casa per una passeggiata, ed appena usciti dalla porta vi ritrovate, non so, in una di quelle giostre tipo "casa degli spettri" a Disneyland, solo che state camminando per il vialetto di casa vostra e guardandovi intorno potete ammirare fantastici scenari caotici ed allucinazioni malsane, follia a spruzzo. Non fatevene una colpa se non riconoscete il 17/3 di questo od il 7/8 alternato al 9/2 di quel brano. Avete presente quando vi vedete con i vostri amici nabbi in sala prove ed ognuno, mentre non si decide cosa fare, suona qualcosa alla cazzo? E si fa un casino di rumore? Questi tizi ne hanno fatto una forma di intrattenimento. Che fighette.

MEDIAFIRE, IO UPLOADO VOLENTIERI SU DI TE; VUOI SPOSARMI?

2006, Reapandsow, inc.

Da Baumetto, che diviene e fa divenire. Nel senso che fa i bocchini.

domenica 9 ottobre 2011

Eterea post bong band - Epyks 1.0



















LISTA DELLE TRACCE O TRACCIE CHE DIR SI VOGLIA

  1. Inter nos explorers
  2. Cavalcata pt. 1
  3. Necrophiliac R&R
  4. Cavalcata pt. 2
  5. Cavalcata pt. 3
  6. i-Dozer
  7. Splatter think
  8. Sbaro
  9. Esu
  10. Brucaliffi
  11. Medrogolis (città della gioia)
  12. Giga tiger
Eterea post bong band, eterea post bong band, dove ho già sentito questo nome?
Ah, già, già, già, già, la chiave del 20! Lo split con i fottutissimi uochi toki!
E quindi, cosa vi aspettereste da un gruppo che ha la pazienza di collaborare con quei due burloni, e che viene definita, in fin dai conti, "post-dance"?
Vediamo.
Wao, gente che parla a telefono e poi una specie di marcetta sintetizzata. Interessante. Zum pa zum pa zum pa. E poi? Eh?
Oddio, ma è veramente qualcosa di assimilabile al post-dance! E io che mi aspettavo stronzate. Se prendete un po' di new rave e un po' di don caballero e un po' di post-random, dovrebbe uscire qualcosa di maledettamente simile.
Ok, basta, non so come spiegare, non è nemmeno troppo difficile, probabilmente potrei dire che è qualcosa che prende un po' dai justice, un po' dai talk talk, un po' da tutti quanti, ma sarebbe una cosa fortissimamente errata. Probabilmente è qualcosa di relativamente nuovo.
Ed è anche molto piacevole all'ascolto, sono al terzo e credo che ne farò ancora un altro paio.
Investite questa mezz'ora negli EPBB e non dovreste pentirvene.
Fatemi sapere, alla prossima.
(Unico download diretto in rete?)

RAPIDSHARE VUOLE BENE AL POST DANCE

 2009, Trovarobato

La Quiete - La Fine Non È La Fine



















LISTA DELLE TRACCE CHE APPARENTEMENTE FANNO UN ALBUM SOLO E POI BOH

1. Raid Aereo Sul Paese Delle Farfalle
2. Metempsicosi Del Fine Ultimo: Nevrastenica Oscillazione Fra Poli Estremi
3. Notte Dei Cristalli a Rue Des Trois-Freres
4. Ciò Che Siamo, Ciò Che Non Vogliamo
5. Il Destino Di Un Ombrello
6. Super Omega
7. Merce Cunningham
8. Uncaged
9. La fine non è la fine

La Quiete è il massimo comun denominatore di un gruppetto di tizi di Forlì che intorno al 2004 si son detti "facciamo una roba che lo butta infinite volte nel culo a tutta la scena screamo/emoviolence americana con i fighetti tatuati, però poi non facciamo mai mai mai più album". L'album sulla blogghesfèr è stato recensito da copiosissime genti, o almeno, molte più di quanto mi immaginassi. Il fatto, già accennato prima, è che sul loro maispèis, pur essendoci un tot di pezzi risalenti al 2008 e benché l'ultimo messaggio sul bloggo risalga a fine 2010, al momento non se ne sa, per usare un francesismo, più una minchia. Indagherò.

Il risultato del gruppetto consiste in 21 minuti di pura delizia alla cartavetro, con il cantante che vomita bellezza sopra ogni tela armonica propostagli dai musicisti. Le armonizzazioni chitarristiche scelte son squisitissime e per casualissima associazione d'idee mi fan pensare a gente della scena soft/loud come i God Is An Astronaut e i 65daysofstatic. Il tutto suonato in maniera molto molto molto più abrasiva e catartica e accompagnato da testi splendidi. Fico, ora indago un po' e vedo che fine han fatto.

22 Ottobre, 2764 ab Urbe Condita.

Edito la recensione. Anime candide e pie, prendendoci per bloggari professionisti, ci hanno fatto notare che delle informazioni sull'internet CI SONO, e sono pure copiose. All'epoca di questa recensione mi pare che Wikipedia stesse scioperando fortissimo, quindi mi sono barcamenato fra maispeìs e altre menate. La cosa non mi giustifica. Porterò mio figlio in sacrificio sul monte Ararat per ottenere il perdono del potentissimo. No dai scherzoh, vi vi bi, continuate ad essere brave persone e i nostri sicari staranno lontani dal vostro focolare. Nel link sopracitato, che porta a Wiki, c'è un sacco di roba. Leggete e diventate bravi. Cià.

MEDIAFIRE HA OLTREPASSATO I SUOI PRECONCETTI SUL TERMINE EMO ED ORA MOLTI GLI LECCANO L'UCCELLO

2004, Heroine

venerdì 7 ottobre 2011

a034 - Amoebil200



















LISTA DELLE TRACCE OLOCAUSTICHE
  1. Metavurt
  2. No.Undo.Available
  3. Persefone
  4. Snarestorm
  5. Zoom.siderale
  6. Human.morphing
  7. Spacekat.live.99 (bonus)
  8. Moving.Downstairs.live (bonus)
Chi cazzo sono gli a034?
Boh.
Stefano Pulici è il nome reale, ma boh lo stesso.
Limitiamoci a descrivere il loro album, scovato nei meandri di rym.
Questi a034 che fanno. Mescolano drum 'n bass ad altra drum 'n bass.
Le sonorità sono tremendamente occluse, e tutte conservanti una ritmica da campo di concentramento tribalizzato. Sì, perché ad ascoltare tracce come "no.undo.available", la prima cosa che viene in mente è una grigia fabbrica, dove i componenti della catena di montaggio si muovono ad un ritmo frenetico, e dove le macchine si animano e iniziano a pestare sui tamburi.
L'ambiente sonoro crea un obnubilamento intellettivo di grandi proporzioni, tutta l'attenzione del nostro corpo si concentra nelle orecchie, nella coclea, a seguire le ritmiche che sono introdotte da passaggi melodici a volume bassissimo e con unico scopo l'abbellimento. Nel nero di amoebil200, il protagonista è il ritmo. Ritmo che si sposa perfettamente con il riverbero industriale che viene applicato a tutto il lavoro. Tracce strumentali una dopo l'altra che non si perdono nei meandri dell'ascolto difficile, ma che si limitano a comunicare immagini su immagini. Una "snarestorm" (appunto) notevole, che imprigiona chi ascolta.
In una prigione molto molto interessante, peraltro.

SONO UNA BRAVA PERSONA CHE VI METTE I DOWNLOAD SU MEDIAFIRE CHE È PIU' COMODO

2001, Indipendente (?)

giovedì 6 ottobre 2011

Neon Indian - Era extraňa



LISTA DELLE BZZTRACCE
  1. Heart: Attack
  2. Polish Girl
  3. The blindside kiss
  4. Hex Girlfriend
  5. Heart: Decay
  6. Fallout
  7. Era extraňa
  8. Halogen (I could be a shadow)
  9. Future Sick
  10. Suns Irrupt
  11. Heart: Release
  12. Arcade Blues


Citando un ragazzo che su yahoo! answers si spacciava per junior, i Neon indian hanno un'aura pazzesca. Si saranno allenati nella stanza del tempo e dello spirito? Ebbene sì, non c'è altra spiegazione. Era extraňa è un ribaltone delle tematiche già affrontate dal gruppo, e delle sue vecchie sonorità: qui la favorita diventa una musica synthpop che farebbe invidia ai migliori buggles e a-ha.
I Neon indian dunque si reinventano nei loro punti cruciali, spostando la loro elettronicità in un quadro strutturale più orecchiabile, e contemporaneamente (strano, ma vero) più complesso.
Il cacthy cupo del lavoro precedente qui si trasforma in un indie pop da dei sound decisamente più aperti, che sono contemporaneamente, spesso su due o più canali, qui definite, lì rumoriste.
Una storia d'amore ibrida fra i Crocodiles e gli Architecture in helsinki (vedi anche la scheda sul Neapolis); che va avanti fino ad un coito che arriva a contaminarsi di musica 8-bit negli arrangiamenti...
Cioè, prendete link di "The legend of zelda", e fategli cantare canzoni melodiche dance pop anni '80-'90: il risultato dovrebbe essere più o meno era extraňa. Il cui romanticismo barocco è ovviamente quattro gradini sopra alla dance zarra degli anni '90.
I neon indian sono perfettamente consapevoli sia delle tendenze pop, sia delle tendenze alternative.
E ci provano così.

SCARICAMI TUTTA ANCHE SE CANTO COME UN CRETINO

mercoledì 5 ottobre 2011

Musica Per Bambini - Diocontrodiavolo



















LISTA DELLE TRACCE AIUTO

1. D.I.O.
2. Madiro Sovenzio, profeta dell'Ira
3. Cose da non fare al Gatto
4. Il canto del Bidone
5. Insopportabili Limiti Umani
6. Maipago Tascamuta, profezia dell'Avarizia
7. Morto Vivo
8. Oltretomba
9. Una Carriola di Carriole
10. Ronfasano Senzasosta, profezia dell'Accidia
11. Cimitero degli Istanti
12. Lettere dell'Armadio
13. Non aprite quel Pollaio
14. Nullavanzo Tuttomagno, profeta della Gola
15. O Caramellaio
16. La profeta della Zuppa magica
17. Avventura nel Buco nero
18. Sonbello Solio, profeta della Superbia
19. Lord Javelon di Broodland
20. Disputa di Sputi
21. Decalogo del Buon Signore
22. Manomorta Guastadonne, profeta della Lussuria
23. Quando Mungo
24. L'uomo di Gomma
25. Pane di Pezza
26. Lagogno Anchemè, profeta dell'Invidia
27. Dio contro Diavolo
28. Nella tana della rana
29. L'inventore d'invenzioni


Manuel Bongiorni, ovvero Musica Per Bambini, è una persona che sta piuttosto male ma che secondo me se la ride tantissimo. Comincia a far ciò che fa nel 1998 con il primo album, ossia Nascondino Coll'Assassino, e da lì è un crescendo di roba divertentissima.

Già solo il pensiero che la madre media postbebè girando su internet e digitando molto banalmente su gugol "musica per bambini" possa trovare questo tizio qua mi fa aprire in due dalle risate, oltre a farmi preoccupare perché il povero bamboccio potrebbe cominciare a chieder caramelle avvelenate per raggiunger la catarsi. L'idea di usare testi di musica per pargoli ai limiti della trashamma (esempio: "LE PIU' BELLE CANZONI DEL CANE BIRBONE", 5 pleuri all'Esselunga) rendendo la cosa ai limiti del subsurreale condendo il tutto con una spruzzata di elettronica malatissima con tanto di synth gracchianti e quadrati alla Suicide, e con delle smadonnate chitarristiche telluriche che posson ricordare parecchio il buon Manzan è meravigliosamente perversa. Roba divertente. Sconsigliato alle suddette madri postpargolo.


La trovate sui torrent eccetera, i download diretti sono morti e non ho lo sbatti di metterlo di nuovo su mediafire. Nel caso, fatemi un fischio.


2008, Trovarobato

martedì 4 ottobre 2011

oOoOO - No summr4U



















Liiiiiistaaaa dellllllllle Traaaaaaacceeeeee
  1. No Summr4U
  2. SedSUMTING
  3. Mumbai
  4. EGYPTYNLVR
  5. PCKRFCRMX
  6. No Shore
Ehhhh questa WITCH HOUSE, questo GLO-FI, questa CHILLWAVE.
Che cazzo è?
Facile, il concetto è davvero semplicissimo.
Ragazzi repressi si mettono al campionatore, si sfogano, e siccome la violenza è decisamente passata di moda (una roba d'un kitsch che non ti sto a dire), quello che esce è un pulitissimo, romanticissimo, decadentissimo insieme di note, che con un occhio beffardo ed uno triste, guarda alla miserevolezza del media moderno.
Gli oOoOO sono uno dei vertici di questo movimento, e hanno sotto il loro controllo tutta la negatività irradiata (sì, irradiata, tipo l'uno plotiniano) dalla nuova generazione di elettronica indipendente. In questo CDR non c'è nessuno spazio per i riff, per le distorsioni, per le incazzature, e nemmeno per la felicità.
No Summr4U è l'estasi dell'osservare il naufragio della tua vita e non poterci fare niente. Questa cosa qui è l'antisocialità. L'antisocialità nuda e cruda.
Non il punk, che chiama in causa centinaia, migliaia di persone che pogano riversando la rabbia nel rito di massa. Ma questa witch house, che consiste nel solipsismo più becero, nel lento suicidio elettrocasalingo.

mEdIAfiRE

2010, Disaro 

lunedì 3 ottobre 2011

Sula ventrebianco - Cosa?!



















TRACCALIST
  1. Cosa?!
  2. Vis Roboris
  3. Gli spari nelle parole
  4. L'ultimo lento
  5. Ti vesto di me
  6. Si salvi chi può
  7. Mephisto
  8. Fix
  9. Il cimitero degli elefanti
  10. Contorni e muri
  11. Occhi nel cuore


I sula ventrebianco, gruppo napoletano formatosi nella seconda metà degli '00, nel 2010 decidono di rendere pubblico il loro lavoro: il risultato è a dir poco strambo.
Ora, non so se vuoi avete presente, ma la scena indipendente della città di napoli si divide in gente hip hop o electrodub che fa finta di essere i 99 posse o i 24 grana, e in gente che fa solamente cover. Di solito di canzoni tipo "The number of the beast" e "I love rock 'n roll". Questa è una città con troppa identità per pubblicare un disco che sia fruibile a livello nazionale, giusto.E invece no. I sula ventrebianco riescono a conciliare la patria con l'internazionalizzazione del sound: il testo è perfettamente costruito sul panorama italo-napoletano, e le sonorità sono proprio quello che ci si aspetta dall'operazione di proiezione della musica underground, post-grunge americana, nella periferia di questa città, nei quartieri paesani. Cosa succede in cosa?!Cosa?! è un album dalle sonorità grassocce, ma non troppo, dalla grande ironia vocale e dalla grande fierezza delle parole.. Dai significati variegati e da ritmi fin troppo coinvolgenti. 
Continuerà?
Non continuerà? 
In ogni caso, SEEN LIVE!

MEDIAFIRE È TRA SEATTLE E SCAMPIA

2010, indipendente

domenica 2 ottobre 2011

Jesu - Ascension



















LISTA DELLE TRACCE MERCURIALI

1. Fools
2. Birth Day
3. Sedatives
4. Broken Home
5. Brave New World
6. Black Lies
7. Small Wonder
8. December
9. King Of Kings
10. Ascension

I Jesu iniziano come un distaccamento dai Godflesh di Justin K. Broadrick, ai tempi fondatore di una delle band grindcore più violente di sempre, i Napalm Death, che forte delle sperimentazioni sonore attuate già nei Godflesh, decide di zompar dentro il calderone del post-metal shoegazeato moderno nel 2003. Da lì ad oggi, produce 4 album, compreso Ascension, con cui si sposta dalla casa discografica (processo che per il buon Broadrick è a quanto pare naturale come cambiarsi le mutade) Avalanche alla Caldo Verde, produzione che per quanto possa suonare maccheronica, è in reltà San Franciscana ed è stata fondata dai Red House Painters, una delle band più osannate di tutto lo slow core insieme ai Low.

Però anche basta con il nozionismo e concentriamoci sulla musica. Il già citato Broadrick rimane abbastanza fedele alle sue precedenti sonorità, non ci sono particolari sconvolgimenti dello stile, sebbene l'album presenti delle differenze di sound rispetto agli altri lavori (ad esempio, mi pare che l'EQ si sia ingrassata un pochino, ma non in senso cattivo). Parlando appunto di suoni e armonie, si tratta di discutere roba che ha la stessa consistenza dell'argento liquido tiepido. Le sonorità sono soffici e malinconiche, senza risultar lagnose, quanto piuttosto poetiche. Ci si concentra sempre più sul riffing, lasciando alla melodia quasi solo delle triadi arpeggiate che però, nell'insieme, funzionano a creare una sorta di paesaggio sonoro su cui riluce un'alba grigia. L'album è comunque di una genuinità commovente. Ascoltatelo fortissimo.
MEDIAFIRE APPREZZA LE ROBE GRIGIAMENTE GRIGIE

2011, Caldo Verde Records

sabato 1 ottobre 2011

The shaggs - Philosophy of the world



















Tracklist
  1. Philosophy of the world
  2. That little sports car
  3. Who are parents
  4. My pal foot foot
  5. My companion
  6. I'm so happy when you're near
  7. Things I wonder
  8. Sweet thing
  9. It's halloween
  10. Why do I feel
  11. What should I do
  12. We have a savior

Ebbene sì, intendo cominciare in bellezza il mese di ottobre, con un album che è semplicemente il mio album preferito preparato in modo preferito.
Philosophy of the world è l'apice dell'outsider rock dello scorso secolo, genere che può essere considerato iniziato da Harry Partch e che ancora oggi presenta le sue propaggini tra i musicisti che si rifiutano di saper suonare. Il concetto di outsider non è troppo complicato: suonare in canoni diversi, in una geometria non euclidea. E il risultato è spesso questo: la musica outsider tende ad essere inascoltabile per via delle sue dissonanze e dell'assenza di un tempo determinato, e stride profondamente con l'estetica classica. Dal confronto con questo tipo di musica, in particolare con quest'album, l'essere umano esce allibito; è un qualcosa che non può piacere a un uomo, perché è brutto
Philosophy of the world è la massima espressione della bruttezza della musica outsider. La storia è questa, in pratica, la nonna di queste tre sorelle (le shaggs), aveva sognato che sua figlia avrebbe avuto tre figlie. E che esse sarebbero diventate musiciste di successo. Quindi, quando la madre di queste tre miracolate ha avuto la terza figlia, ha creduto senza indugi alle predizioni della mamma-medium, e ha schiantato tra le braccia delle sue figlie due chitarre e due bacchette. Senza alcun fondamento di teoria musicale, e senza alcun talento, le tre ragazze sono riuscite a scrivere un album di merda. Eppure hanno trovato pubblico. Gli elogi sono partiti da persone importanti come quel cretino di Kurt Cobain, o come quel molto meno cretino di Frank Zappa.
La mia opinione è questa: philosophy of the world è qualcosa di completamente diverso. Completamente diverso dalla musica sperimentale, che propone rumoristica e dissonanze con intelligentissimo criterio, e completamente diverso dalla brit invasion, che propone tre accordi in fila senza il minimo stupido criterio. Le Shaggs propongono rumoristica, dissonanze, e tre accordi in fila, senza alcun criterio. Senza saper suonare. Convinte di saper suonare. Loro credono di saper suonare bene. Tipo i beatles. La non-consapevolezza della loro unicità è una delle cose che mi affascina di più.
Ad ogni modo, le shaggs e il loro album sono un must, per chiunque voglia diventare un ascoltatore di musica che sia DAVVERO eclettico, e non più focalizzato solo sulla "bella musica". È un must per chi vuole cambiare il proprio sistema di giudizio, è un must per chi vuole davvero imparare qualcosa, ed è un must per chi apprezza il combaciare di soggettivo e oggettivo.
L'album più brutto della storia è un must.
Innamoratevi della zuppa in cui hanno messo lo zucchero invece del sale.

All the rich people want what the poor people's got
and the poor people want what the rich people's got
and the skinny people want what the fat people's got
and the fat people want what the skinny people's got
you can never please
anybody
in 
this
world

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1969, Third word records