sabato 27 agosto 2011

Deadmau5 - 4x4=12



















LISTA DELLE TRACCE OMMIODDIO UN TOPO. AH È MORTO OK.

  1. Some Chords
  2. Sofi needs a ladder
  3. A city in florida
  4. Bad selection
  5. Animal rights
  6. I said
  7. Cthulhu Sleeps
  8. Right this second
  9. Raise your weapon
  10. One trick pony
  11. Everything before

Deadmau5 è lo pseudonimo di un tamarissimo e fortissimo dj di electrohouse canadese, e viene considerato da molti l'erede dei daft punk. Peccato che probabilmente sia una ventina di volte meglio.
Il disco è una miscellanea di musica elettronica strumentale, piena di bassi e batteria house e tutta sta roba un sacco da "andiamo in discoteca a farci di ecstasy", ma la struttura minimale dei versi viene subito inumidita nell'enorme giro di variazioni e dai bridge che dall'electrohardcore si buttano a pesce sull'idm o sulla trance, con cutoff da house progressivo e reprise degni di un live hard rock. Il ragazzo è un dj, il suo scopo sostanzialmente è far saltare le persone, per fare soldi e campare, ma si vede lontano un miglio che per lui non è abbastanza. Le sperimentazioni di tempo ad esempio sono un tabù, nella house/dance, e questo è un grosso limite, ma il riscatto c'è nelle melodie, complesse a modo loro, nella timbrica di ogni nota di sintetizzatore, nella struttura della canzone, che a uno stupido un-due-verso-ritornello-verso-assolo-ritornello-out privilegia il cambio repentino di traccia, un'electrodance raffinato e divertente, pieno di collaborazioni funzionanti, e che guarda al futuro.
Magari all'1-2-3-4 tra qualche anno, sostituiremo qualcosa di più sperimentale e bello.
Intanto, nel suo minimalismo, questo topo del cazzo ha spaccato.

MEDIAFIRE SI DROGA BALLANDO

2011 - Ultra Records

mercoledì 24 agosto 2011

Uochi Toki - Cuore Amore Errore Disintegrazione



















LISTA DELLE TRACCE CHE SONO ANCHE NON-TRACCE

  1. Appena risalito dall'abisso,
  2. mi sveglio da straniero in un luogo mai visto prima, tuttavia,
  3. dato che per me è naturale trovarmi spaesato nei non-luoghi,
  4. mi basta udire voci lontane per sentirmi a casa ovunque,
  5. permettendomi artifici spontanei,
  6. gettandomi in ambigue immedesimazioni non richieste ma richieste,
  7. violando le conseguenze che la violazione dei sacri limiti tra due persone comporta...
  8. ...no, sto sbagliando in qualcosa, il nervoso ed il quieto si alternano freneticamente
  9. dando origine al più incomprensibile dei mali
  10. che mi esaspera fino ad esplodere la realtà in molteplici "adesso".

Gli Uochi Toki sono un duo piemontese di noi. No, riformulo. Gli Uochi Toki sono un duo piemontese di voi. Neppure. Gli Uochi Toki sono un duo piemontese composto da persone. Nisba. Gli Uochi Toki sono un duo. Già meglio. Gli Uochi Toki cominciano il loro musicanteggiare nel 2003 con Vocapatch, sotto lo pseudonimo di Laze Biose. Dopo una collaborazione con l'Eterea Post Bong Band chiamata La Chiave Del Venti (che è una roba divertentissima quindi accattatevela) raggiungono la "notorietà critica" (la madonna che brutto termine) con Libro Audio nel 2009 e con l'associazione a La Tempesta, casa discografica che aveva già visto le produzione del Brondosauro e di altre genti. Nel 2010 lancian fuori Cuore Amore Errore Disintegrazione, che più che un titolo è una dichiarazione dei punti focali del disco e che più che dei pezzi ha dei trattati per nulla trattati. Ora, per parlare del disco in sè, è un saggio sui rapporti umani. C'è però da vedere come vengono analizzati tali rapporti, e se chi legge conosce gli Uochi Toki, può già immaginarselo. Un mantra sconfinato e continuo autoreferenziale, alloreferenziale e referenziale all'universo, all'intero sistema delle cose, all'onirico, all'osmosi delle relazioni interpersonali, al mal di testa, all'amore, al sesso, alla percezione delle cose tutte, ai pali di ferro presi a bastonate, alle cerbiatte, agli occhi delle cerbiatte, all'immedesimazione, alla magia, ai draghi, ai cartoni animati, ai videogiochi, ai testimoni di geova e al limite delle cose che non è il limite delle persone. Sono esperienze musicali da fare, da capire e da non capire.
MEDIAFIRE NON-MEDIAFIRE CHE SI IMMEDESIMA IN TRANSFER CON MEDIAFIRE

2010 (La Tempesta)

sabato 20 agosto 2011

Fatboy Slim - Halfway between the gutter and the stars



















TRACCE UNZ PARATUNZ

  1. Talking 'Bout My Baby
  2. Star 69
  3. Sunset (Bird of Prey)
  4. Love Life
  5. Ya Mama
  6. Mad Flava
  7. Retox
  8. Weapon of Choice
  9. Drop the Hate
  10. Demons
  11. Song for Shelter


Recensire quest'album è qualcosa di profondamente strano, quindi lo farò così.

La prima canzone è qualcosa di molto "
Under the big bright yellow sun! Under the big bright yellow sun!"
La seconda canzone è qualcosa di molto "They know what is what but they don't know what is what, they just strut. What the fuck."
La terza invece fa più "Bird of prey. Bird of prey. Flying high. Flying high."
La quarta è decisamente "loooove lifeee"
La quinta invece si basa sul concetto nietzschiano di "PUSH THE TEMPO! PUSH THE TEMPO!"
La sesta è più postmoderna, "
Yeah, woo, uh, Mad Flava Mad Flava."
La settima si basa sulla dicotomia "retox the freak in me" e "you don't stop and you don't stop"
L'ottava fa PARAPARAPARIPARIPATIPATAPATAPIRIPARIPARIPARIPAM
La nona, seguendo sulla falsariga imagine di john lennon (che merdata) proclama "Drop the hate! Forgive each other!"
La decima non me la ricordo.
L'undicesima fa molto "EHI SONO UN ALBUM CHE HA UNA STRUTTURA AD ANELLO".

In sintesi una tempesta di singoli al napalm, uno degli album più divertenti che abbia mai ascoltato.
Facciamoci un film.

MEDIAFIRE SALTA A RITMO DI PACE

2000, Skint Records



martedì 16 agosto 2011

Noisia - Split The Atom




















LISTA DELLE TRACCE CHE TI GASANO QUANDO FAI JOGGING

1. Machine Gun
2. My World
3. Shitbox
4. Split The Atom
5. Thursday
6. Leakage
7. Hand Gestures
8. Headknot
9. Red Heat
10. Shellshock
11. Whiskers
12. Alpha Centauri
13. Soul Purge
14. Diplodocus
15. Paper Doll
16. Dystopia
17. Sunhammer
18. Stigma
19. Square Feet

Il logo NOISIΛ è stato brevettato ed ormai appartiene ad un simpatico trio di tedeschi cui piace farsi foto con la bocca spalancata, e deriva nientepopodimeno che dalla parola VISION letta backward and upside down. Questa bella gente ha messo su persino una casa discografica divisa in tre sezioni, Vision, Division ed Invisible, ognuna specializzata rispettivamente in Drum&Bass, Electro/House e "robba sperimentale".
Il "problema" di questo tipo di musica è il formato, l'EP digitale, tant'è che il presente primo album, pubblicato solo sei anni dopo la formazione, consiste praticamente di un'unione di due EP precedenti con brani bonus.
Sin dal primo brano ci troviamo di fronte ad un lavoro di puro sintetizzatore e batteria, che di brano in brano viene a collidere in maniera sperimentale con technorave, dubstep, hip-hop, un album di potenza e velocità e rumori come di carrozzeria che fende l'aria, una descrizione di una corsa automobilistica, in cui ciascun brano è una scuderia diversa.
Presenti ovunque figure come il loop in diminuendo di tastiera che esplode in campionature distorte e batteria ultraperformante (come il sublime kantiano), stop improvvisi del ritmo che danno l'idea di un tempo composto, accelerazioni e decelerazioni intervallate da negri che urlano "yoyo madaffacca", pit-stop musicali onirici ed eterei che spezzano l'elemento costante del ritmo al gasolio: il risultato è un'interpretazione personale di cosa direbbe un acceleratore di particelle, od un motore ad anti-gravità, se sapesse cantare.
Mi sa che ho recensito WipEout per sbaglio.

2010, Vision Recordings

Recensione-guestata offerta da Michele aka Baumetto, un coso che diVIENE. diSPLORCH.

Prurient - Cocaine Death



















LISTA DELLE TRACCE PPPPRRRUUUAAAH

1. Pretext
2. Cocaine Death
3. Dog of Addiction
4. Lay by Son
5. Garden of tranquillity
6. Eve of Adam
7. Historically, women use poison to kill
8. Postscript

Prurient, pseudonimo di Ian Dominick Fernow, polistrumentista statunitense dalla fervida immaginazione e dall'immensa creatività, è un progetto che sta andando avanti nel 1998, cambiando registro ad ogni uscita (ce ne sono più d'una all'anno, nel 2007 se ne contano 9), e ripercorrendo la strada del solipsismo da musicista outsider (jandek, daniel johnston) con una vena timbrica che è tutt'altro che folk. Il ragazzo, infatti, si dà alla musica noise e alla power electronic, in un miscuglio azzeccatissimo che richiama plurime esperienze musicali.
In particolare, cocaine death, è un preannunciato viaggio extracorporeo nelle fatiscenze della morte psicopatica, con un piglio decisamente poco tranquillo, parole screamate alla I am a lake of burning orchids (qui, però, con un'equalizzazione sistemata) (oddio, sistemata per modo di dire), e melodie di fondo, adagiate su un'opaca etichetta di rumori e campionature di rumori, che riprendono i momenti di fondo di una release (canzoni di infelicità e di felicità, con tempi violenti e con tempi tranquilli), in uno stile però, del tutto personale, ossia, immaginando la stessa canzone vista dagli occhi di un cocainomane, con le orecchie otturate dalla confusione e con le parole troppo forti rispetto al resto dei suoni, una specie di storia raccontata attraverso una telecamera che utilizza primi piani troppo azzardati. Un primo piano ovattato sulla storia di una morte.


SNIFFAMI IL DOWNLOAD TRAMITE MEDIAFIRE


2008
, Hospital Productions

lunedì 1 agosto 2011

Lento - Icon



















LISTA DELLE TRACCE CHE VANNO A 10 kM/H

1. Then
2. Hymn
3. Limb
4. Hymen
5. Still
6. Throne
7. Least
8. Dyad
9. Icon
10. Admission

I Lento nascono a Roma nel 2004, e pubblicano il primo album, Earthen, nel 2005 con l'etichetta Supernaturalcat (la stessa degli Ufomammut, come già ricordai in quell'altra recensione). Dopo sei anni, i romanazzi finiscono la produzione di Icon. L'album presenta una poliedricità non da tutti considerando il genere fatto, essendo in grado di passare dal sinfonico tombale di Hymn alle scariche abrasive di Icon, passando per le mazzate pesanti e umidicce di Hymen. L'album perlopiù si sviluppa su un grigio scuro musicale che si adatta molto bene a ciò che il gruppo vuole che la musica sia, ovvero, come detto sin dall'inizio dell'ascolto, un'Icona, un simbolo. Sin dal principio infatti si procede per strutture che partono dal grigiore dell'album e tornano come rappresentazioni allo stesso grigiore, siano esse sotto forma di canti funerei o di inni marziali, l'importante risulta sin da subito mettere in chiaro gli intenti, e il titolo ne è una dichiarazione più che sufficiente. Un gran bell'album, e poi dai, son bravi e han suonato pure con gli Ufo che gli vi bi. (Fra l'altro mi son perso QUESTO, sarebbe stato bello fare un Live Report ma argh, però mi han detto che li han fatti suonare un volume ridicolo, però i Neurosis porca la puttana).
MEDIAFIRE VUOL BENE AL DOOM ITALICO

2011 (Denovali)