sabato 23 luglio 2011

I cani - Il sorprendente album d'esordio dei cani



















LISTA DELLE TRACCE DOGGY STILE

1. Theme from the cameretta
2. Hipsteria
3. Door selection
4. Velleità
5. Le coppie
6. Il pranzo di Santo Stefano
7. Post punk
8. Roma Nord (feat. Cris X)
9. I pariolini di diciott'anni
10. Perdona e dimentica
11. Wes Anderson


A quanto pare, bene o male, bisogna parlarne.
I cani, pseudonimo di un non meglio identificato ragazzo hipster della roma bene, sono un progetto per niente ambizioso e a successo sicuro che si staglia sulle increspature dello tsunami indie che ultimamente travolge e ingloba tutti gli altri generi musicali (dalla musica elettronica al post-rock, dal dance pop al garage revival).
Le basi musicali del sorprendentiximo album d'esordio dei cani sono degli orecchiabilissimi giri alla strokes, trasmutati in una musica elettronica che va allargandosi in registrazioni lo-fi alla daniel johnston nel suo periodo meno creativo. Ma effettivamente, sull'originalità strumentale non bisogna sindacare, d'altronde questa release è, appunto, un album d'esordio, e non ci si aspetta granché a livello di maturità e/o creatività delle basi. Certo, il sound c'è, però boh.
Dall'altro lato abbiamo i testi, che sono impregnatissimi e di soggettività e di qualunquismo. Il tizio dei cani, quando non narra delle sue fittizie avventure da indipendentissimo, non fa altro di quello che fa caparezza col grande pubblico: dipinge il suo mondo abbarbicandosi ad un citazionismo esasperato ed esasperante, solo che mentre il primo si crogiola nella cultura pop, qui i cani fanno uno slabbratissimo uso dei luoghi comuni della cultura indie del lustro '05-'10, cosa che può piacere a molti ascoltatori che ascoltano musica in modo autoreferenziale (del tipo, wao, capisco perfettamente quello che mi si sta dicendo! Sono bravissimo!), ma che può dare molto fastidio a pochi ascoltatori che ascoltano musica per imparare effettivamente qualcosa.
In conclusione, l'album riassume perfettamente gli stereotipi di una subcultura, e contemporaneamente non dice nulla di nuovo. Da ascoltare almeno una volta, per l'enorme hype che c'è stato intorno, ma senza trarre conclusioni affrettate. (Io stesso l'avrò ascoltato quasi una decina di volte per capire cosa volessi esattamente dire in questa minirecensione.)
Magari se il tipo esce da questo vortice di "vomitare-la-mia-identità-a-persone-che-hanno-identità-simili-alla-mia", nascerà qualcosa di buono dal progetto.


DOWNLOAD BAU.
2011 (42 records)

1 commento:

  1. Questa è la prima recensione su I Cani in cui ritrovo più o meno il mio stesso pensiero!
    Quest'album mi è parso banale, qualunquista e stereotipato che di più non si sarebbe potuto.
    http://crazydiamondmusic.blogspot.com/search/label/I%20Cani

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